Brexit, studio legale: “Governo non può attivare articolo 50”

4 Luglio 2016, di Alberto Battaglia

LONDRA (WSI) – Mishcon de Reya, un importante studio legale britannico che impiega oltre 400 avvocati nel mondo, ha lanciato una causa preventiva contro il governo di Londra per assicurarsi che l’iter legale di attivazione dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona, quello che attiva la procedura di recesso dall’Ue, sia compiuto a norma di legge. Lo studio legale si è mosso in seguito alla richiesta di un gruppo di imprese i cui nomi non sono stati rivelati.

Secondo gli avvocati della Mishcon de Reya il governo, senza voto del parlamento, non ha poteri sufficienti per attivare l’articolo che innescherebbe la Brexit. Secondo il dettato dell’articolo 50 “ogni stato membro può decidere il recesso dall’Unione in accordo con le sue proprie procedure costituzionali”.

Non avendo il Regno Unito una costituzione formalmente scritta il campo delle interpretazioni può essere vario; certo è che il risultato del referendum consultivo del 23 giugno sulla Brexit, di per sé, non è legalmente vincolante e necessita di un atto formale da parte delle istituzioni.

Secondo l’interpretazione di Mishcon de Reya sono i rappresentanti dei cittadini, i parlamentari, i soggetti dotati della responsabilità di deliberare l’attivazione dell’articolo 50; dal 27 giugno lo studio legale è in contatto col governo britannico “per proteggere la sovranità del parlamento”.

Kasra Nouroozi, partner della Mishcon de Reya, ha scritto che “il risultato del referendum non è da solo legalmente vincolante” e che “l’attivazione dell’articolo 50 da parte dell’attuale o del futuro premier è illegale”.

“Dobbiamo essere sicuri che questo sia fatto appropriatamente per il beneficio di tutti i cittadini britannici”, prosegue, “l’articolo 50 non può, semplicemente, essere invocato senza un pieno dibattito e un voto parlamentare”.