Brexit, Norvegia minaccia di far deragliare tutto

11 Agosto 2016, di Alberto Battaglia

Con una certa semplicità alcuni sostenitori della Brexit avevano ritenuto che il miglior modo per uscire dall’Unione Europea e mantenere i vantaggi dell’accesso al mercato unico fosse quello di unirsi al club che vede riunite Norvegia, Islanda, Svizzera e Liechtenstein: l’Efta. Tralasciando la pur importante questione sulla libertà di movimento di persone, non è affatto detto che il Regno Unito sia il benvenuto in questa associazione.

A denunciarlo sulla testata norvegese Aftenposten è stata Elizabeth Vik Aspaker, ministro per gli affari Europei del Paese scandinavo. “Non è cosa certa che lasciar entrare in questa organizzazione un Paese grande sia una buona idea”, ha detto Aspaker, “ne muterebbe gli equilibri, il che non è necessariamente negli interessi della Norvegia”.

In particolare a rendere perplessa la visione di Oslo è che l’ingresso del Regno Unito nell’associazione comporterebbe probabilmente una lunga fase di nuove rinegoziazioni di trattati commerciali. Tecnicamente un eventuale veto norvegese basterebbe a far saltare l’eventuale adesione del Regno Unito all’Efta, visto che i membri debbono approvarla con voto unanime.

Eppure in qualche modo i progammi del premier britannico, Theresa May, dovranno trovare la strada della permanenza nel mercato unico, che, ha calcolato l’Institute for Fiscal Studies, vale 70 miliardi di sterline. Il percorso per l’uscita dall’Unione Europea, ancora una volta, si prospetta più lungo e contorto di quanto non fosse nella mente dei suoi promotori. Il premier norvegese alla vigilia del referendum l’aveva paventato: “Non lasciate l’Ue, odierete questa scelta”.