Brexit: dopo l’addio di Londra all’Erasmus le nuove mete degli studenti

12 Marzo 2021, di Mariangela Tessa

Era già stato annunciato mesi fa, ma ora è definitivo. Il governo britannico ha approvato il provvedimento che sancisce l’uscita del Regno Unito dal programma Erasmus, storico programma di scambi fra studenti di Paesi europei a seguito della Brexit.

Una decisione che non ha mancato di sollevare forti critiche fra le opposizioni. Soprattutto fra gli indipendentisti scozzese dell’Snp, che hanno accusato il premier Boris Johnson d’aver formalizzato “tacitamente” il provvedimento senza consultazioni con i governi locali di Scozia, Galles, Irlanda del Nord, rimarcandone il danno per gli studenti scozzesi: territorio che nel referendum sulla Brexit del 2016 votò in maggioranza a favore della permanenza nell’Ue.

A questo propositivo, qualche giorno fa, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha confermato l’impossibilità per la Scozia di partecipare al programma Erasmus senza che lo faccia l’intera Gran Bretagna.
In una lettera di risposta a una richiesta firmata da 145 europarlamentari l’inquilina di palazzo Berlaymont ha messo in chiaro che dipendendo da uno Stato unitario, Edimburgo non può aderire separatamente al programma di mobilità rivolto agli studenti e ai giovani lavoratori europei.

Gran Bretagna: verso nuovo programma Alan Turing

Con l’addio all’Erasmus, la Gran Bretagna  ha promesso di lanciare un programma sostitutivo, ribattezzato “Alan Turing” in onore del celebre matematico inglese, che dovrebbe partire a settembre 2021 e che prevede un allargamento degli scambi con atenei stranieri dei diversi continenti del globo, Asia e America incluse.

Brexit, studenti Ue guardano all’Olanda come alternativa

Con l’uscita del Regno Unito dal programma Erasmus, gli studenti europei guardano all’Olanda come possibile mete alternativa di studio.  Questo non solo perché le università olandesi offrono circa 2.000 corsi di studio interamente in inglese,  ma anche perché tasse d’iscrizione e il costo della vita sono più bassi.

Un trend  anticipato da un sondaggio condotto nell’estate 2020 da Study.eu, su un campione di 2.505 giovani europei che avevano intenzione di studiare nel Regno Unito. Quasi la metà degli intervistati (49%) aveva dichiarato che avrebbe scelto i Paesi Bassi come meta alternativa, seguiti dalla Germania (36%), Francia (36%), Irlanda (16%).