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Brevetti: così l’Europa rilancerà la ricerca

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L’ufficio di Bruxelles della Camera di commercio di Napoli informa sullo stato del dibattito in seno alla Commissione europea in materia di brevetti.


La Commissione europea, con l’intenzione di promuovere la futura politica dei brevetti in Europa, aveva lanciato una consultazione pubblica lo scorso dicembre 2005, alla quale anche la Camera di commercio di Napoli aveva partecipato, di concerto con le altre realtà camerali presenti a Bruxelles e con Unioncamere.
I risultati della consultazione, recentemente resi noti, hanno evidenziato un’amplia partecipazione di stakeholders, che variano dai singoli cittadini alle imprese, da organizzazioni professionali ad associazioni industriali, dagli uffici brevetti alle pubbliche autorità.
I settori maggiormente rappresentati all’interno della consultazione sono risultati quello farmaceutico, chimico, elettronico, meccanico, nonché quello delle biotecnologie, dell’industria meccanica e delle tecnologie per l’informazione e la comunicazione.
L’Italia, è risultato essere uno dei Paesi da cui è provenuto il maggior numero di contributi, secondo solo alla Germania.
Inoltre, un numero ingente di contributi è giunto da paesi in via d’adesione all’Unione europea come Romania e Bulgaria, nonché dagli Stati Uniti, in qualità di paese extra-Ue.
In base ai risultati ottenuti dalla consultazione, la Commissione dovrebbe procedere in materia di brevetti, proponendo una legislazione in grado di stimolare le innovazioni, incentivarne la registrazione e, garantire una protezione rigorosa di tutte le invenzioni brevettate.
La futura politica comunitaria sui brevetti, dovrà assicurare, inoltre, la diffusione delle innovazioni di tipo scientifico e tecnologico, attraverso la pubblicazione di tutta la documentazione concernente il brevetto.
La cooperazione delle autorità nazionali con l’Ufficio europeo per i brevetti è stata considerata d’importanza cruciale, in modo da garantire la qualità dei brevetti rilasciati, piuttosto che la quantità.
Grande attesa è stata rilevata, inoltre, per la creazione di un sistema europeo dei brevetti che possa risultare efficiente e unitario e che sia funzionale ad una riduzione dei costi relativi ai contenziosi, ai costi di verifica e registrazione e ai costi di traduzione, che attualmente risultano attività condotte dalle autorità nazionali.
La maggioranza degli interlocutori sono convenuti sul fatto che sia necessaria una regolamentazione speciale per alcuni settori merceologici, mentre tutti gli altri settori potrebbero essere regolati direttamente tramite la normativa concernente il brevetto europeo.