Brasile: E’ carioca la soia più richiesta

9 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

Con un’economia in costante crescita che sta facendo aumentare anche il fabbisogno della sua immensa popolazione, la Cina ha iniziato a guardare fuori dai propri confini per rifornirsi dell’ingrediente fondamentale della sua dieta: la soia, necessaria per la produzione del tofu ma anche per nutrire i sempre più grandi allevamenti di maiali, vitelli e polli. Pechino ha così trovato un nuovo fornitore del prezioso fagiolo: il Brasile, che grazie al Sol Levante è diventato il primo esportatore mondiale di questo prodotto e che con le sue estese coltivazioni si sta delineando come un serio concorrente degli Stati Uniti.
La ricerca di risorse naturali all’estero avviata dalla Cina sta rivoluzionando il mercato mondiale dell’agricoltura. La produzione di questo Paese è infatti ridotta dal sempre maggiore asservimento di terreni per lo sviluppo industriale e da un costante calo delle risorse idriche. E poiché il suo principale fornitore fino ad oggi, gli Stati Uniti, stanno dedicando sempre maggiori coltivazioni al grano per la produzione di etanolo e di carburanti biologici, Pechino ha deciso di cercare la soia di cui ha tanto bisogno in Sudamerica.
Attualmente gli Stati Uniti continuano ad avere un netto vantaggio di infrastrutture e risorse, ma la tendenza del mercato per il futuro appare chiara. Al cuore della competizione c’è la ricerca di terreni coltivabili, e il Brasile, con i suoi 70 milioni di ettari, ha la potenzialità di raddoppiare le proprie coltivazioni arrivando ad eguagliare gli Stati Uniti, e senza disboscare ulteriormente la foresta amazzonica.
Per questo motivo le importazioni dal Brasile alla Cina sono esplose. Lo scorso anno il paese sudamericano ha inviato 11 milioni di tonnellate di fagioli di soia in Cina, un aumento del 50 per cento rispetto all’anno precedente, e del 100 per cento rispetto al 2004. Il raccolto di quest’anno sarà nuovamente a livelli record, e i cinesi lo divoreranno quasi completamente. E mentre gli Usa rimangono il primo produttore di soia al mondo, lo scorso anno il Brasile è diventato il primo esportatore.