Brambilla, una cialtrona ministra che dice fesserie sul Palio di Siena: “senza senso”

6 Agosto 2010, di Redazione Wall Street Italia

Con l’avvicinarsi di Ferragosto tornano puntuali le polemiche sul Palio di Siena. Ad innescarle stavolta è stata il ministro del Turismo Michela Brambilla per la quale certe manifestazioni «non hanno più senso» e le risposta è arrivata dal sindaco di Siena e poi dalla Lega, che «non accetterà mai l’abrogazione del Palio e di altre feste simili»

Brambilla: cose senza senso. «Se la Catalogna ha rinunciato alla corrida anche noi possiamo rinunciare a qualche corsa o palio»: ha detto la Brambilla nel corso di un incontro con la stampa a Palazzo Chigi. «Il Palio di Siena – ha spiegato il ministro – è la manifestazione di questo tipo più famosa, ma ci sono altre iniziative che prevedono l’uso di cavalli, asini e anche oche che spesso sono crudeli con questi animali e ormai non hanno certamente più senso. E di cui anzi potremmo volentieri farne a meno».

Il sindaco di Siena: pronti alle vie legali. «Chi segue il turismo si dovrebbe preoccupare di conoscere il Palio e di capire quanto questa manifestazione sia davvero veicolo di promozione del nostro paese. È davvero incredibile che invece un ministro italiano rilasci dichiarazioni come questa, del tutto priva di fondamenti, mai era accaduto in precedenza. Questa sì che è una vergogna per il nostro paese e un attacco a tutta nostra città. Noi abbiamo applicato al Palio di Siena l’ordinanza di tutela del sottosegretario Martini e il Palio è risultato promosso a pieni voti. Se risulteranno confermate le affermazioni del ministro Brambilla sul maltrattamento adiremo alle vie legali – dice il sindaco di Siena Maurizio Cenni – Che ci fosse uno scollamento nella maggioranza lo avevamo capito. Ma che addirittura ci fosse mancanza di comunicazione tra pezzi dello stesso governo non lo sapevamo. Oggi, dopo le dichiarazioni della Brambilla, lo sappiamo. Questo aggrava la situazione e preoccupa ulteriormente e fortemente per la governabilità e la tenuta del nostro paese. Per quanto riguarda il nostro Palio, infatti, noi abbiamo applicato l’ordinanza del sottosegretario Francesca Martini per la tutela degli animali. Sottosegretario che fa ancora parte del governo di cui è Ministro la stessa Brambilla Dall’applicazione della stessa ordinanza Martini il Palio di Siena risulta promosso a pieni voti».

La Lega: tradizioni millenarie. La Lega «non accetterà mai l’abrogazione del Palio di Siena e di altre feste simili». Così il senatore della Lega e sindaco di Feltre Gianvittore Vaccari risponde al ministro del Turismo. «Rimango sorpreso e perplesso dalle dichiarazioni del ministro Brambilla – dice Vaccari – la Lega non accetterà mai e poi mai che le tradizioni culturali di millenaria memoria del nostro Paese siano abrogate e, peggio ancora, cancellate dagli annali storici. Non mi sembra – prosegue il senatore leghista – che l’immagine dell’Italia, come afferma il ministro, ne esce male per colpa del Palio di Siena, del Palio di Feltre o della Giostra della Quintana, tutt’altro: il ministro Brambilla, che avrei grande piacere potesse essere presente a Feltre per il nostro Palio domenica 8 agosto, vada ad assistere ad una di queste manifestazioni e provi a guardare quanti turisti da tutto il mondo sono estasiati da queste kermesse che riportano indietro nel tempo».

La Brambilla precisa: «Non ho proposto l’abolizione di manifestazioni nè tantomeno del palio di Siena, ma ho annunciato un’approfondita analisi di tutte quelle che sono oggi in Italia le manifestazioni e le feste popolari che coinvolgono gli animali, allo scopo di valutare se esse sono produttive di effetti positivi e quindi si rende opportuno promuoverle e sostenerle con maggiore vigore in quanto patrimonio della nostra tradizione, o se in taluni casi non sia meglio rivederne la forma o addirittura farne a meno. Ho molto apprezzato la decisione presa pochi giorni fa in Catalogna di abolire la corrida nell’intero territorio, la nuova sensibilità di amore e rispetto nei confronti degli animali e dei loro diritti che si è diffuso in tutta Europa, ha evidentemente portato ad una rivalutazione del bilancio tra effetti positivi e negativi che la tradizione della corrida arrecava all’immagine della Catalogna. Per ragioni simili, seppure con le dovute distinzioni, ritengo sia doveroso dare luogo ad un’approfondita analisi di quelle che sono oggi in Italia le manifestazioni e le feste popolari che coinvolgono gli animali. Mi riferisco a tutte le manifestazioni e le feste che coinvolgono cavalli, asini, maiali, buoi, oche e perfino struzzi che hanno luogo in Italia. E con questoritengo di aver chiarito eventuali fraintendimenti circa il mio pensiero: non ho proposto oggi l’abolizione di alcuna manifestazione, nè tantomeno del palio di Siena, tradizione molto celebrata e sulla quale non ho espresso alcungiudizio».