Bozza Eurogruppo: pronto scudo taglia-spread per la Spagna

20 Luglio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Bruxelles – Dopo il via libera del parlamento tedesco oggi e’ spettera’ all’Eurogruppo dare il proprio placet al piano di aiuti europei alle banche iberiche. Dalla bozza ottenuta dal Sole 24 Ore emerge che parte dei 100 miliardi Ue potranno essere utilizzati anche per l’acquisto di titoli di stato, sia sul primario sia sul secondario.

Il governo di Madrid, da parte sua, dovra’ ad ogni modo chiedere formarlmente aiuto e firmare un memorandum d’intesa. L’accordo dovrebbe far tirare un sospiro di sollievo al governo di Rajoy, che deve fare i conti con le tensioni sociali interne che hanno spinto migliaria di spagnoli a scendere in strada e protestare contro le misure di austerita’ e la disoccupazione, il cui tasso e’ ormai vicino al 25%.

Gli operatori, tuttavia, hanno subito placato l’entusiasmo: difficilmente l’approvazione riuscirà a invertire la risalita dei rendimenti sul debito spagnolo, ritornati sopra quota 7% sulla scadenza decennale. Il 7% viene considerata soglia di pericolo, oltre la quale Irlanda, Grecia e Portogallo sono state costretta a chiedere un sostegno finanziario esterno.

“Siamo cauti nell’aggiungere esposizione al rischio (sui bond spagnoli) su base relativa, in quanto in questa congiuntura le notizie positive ancora non riescono a favorire un restringimento degli spread verso la carta core” si legge in una nota di Commerzbank.

Gli analisti tecnici vedono un future Bund in grado di ritestare il massimo storico di 147,74, una volta che venisse rotta la resistenza posta in area 145,50.

Al di là dell’Eurogruppo, la giornata non presenta tuttavia spunti di rilievo almeno sul fronte dei dati economici e dell’offerta di titoli di Stato, ragione per cui gli operatori ipotizzano una seduta di bassi volumi sul mercato.
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Mercati che intanto testimoniano la persistente debolezza dell’euro sul dollaro: continuano a pesare i timori per la situazione finanziaria spagnola, anche alla luce del risultato non brillante delle aste di ieri e della risalita del rendimento sui titoli decennali del paese sopra il 7%.