Boston: scovato un “vero arsenale”, cellula di terroristi

22 Aprile 2013, di Redazione Wall Street Italia

BOSTON (WSI) – L’FBI ha iniziato a dare la caccia a una cellula “dormiente” di terroristi legati agli attentatori della maratona di Boston e che avrebbe partecipato all’addestramento dei due principali sospettati, i fratelli Tsarnaev.

Più di mille agenti – secondo quanto riferisce oggi il Mirror – si sarebbero messi sulle tracce di questa organizzazione criminale: un uomo e due donne sarebbero stati arrestati poche ore prima della drammatica cattura del 19enne Dzhokhar Tsarnaev.

Il capo della polizia della citta’ ferita dalle bombe, intanto ha amesso che forse i due fratelli ceceni preparavano altri attentati.

“Il gran numero di armi e ordigni ritrovati lasciano supporre che fossero pronti a pianificare attacchi contro altri obiettivi e altre persone”, spiega Ed Davis. Dopo la sparatoria di Watertown – in cui e’ rimasto ucciso il piu’ grande degli attentatori, Tamerlan, 26 anni – e’ stato rinvenuto un vero e proprio arsenale: pistole, un fucile, granate, e almeno sei bombe artigianali.

Come artigianali erano le pentole a pressione fatte scoppiare lunedi’ scorso vicino al traguardo della maratona, provocando tre morti. I due fratelli, insomma, erano armati fino ai denti. Ma scoprire la verita’ non e’ facile.

Gli inquirenti stazionano nell’ospedale in cui Dzhokhar, il piu’ giovane dei deu fratelli e l’unico sopravvissuto, e’ ricoverato, nella speranza prima o poi di poterlo ascoltare. Almeno per pochi minuti: hanno bisogno di cogliere anche solo un dettaglio che possa aiutare le indagini, che possa rispondere ad qualcuno dei tantissimi quesiti che restano irrisolti.

Per questo, nel corso della gigantesca caccia all’uomo dei giorni scorsi, l’ordine era di prendere il giovane ceceno vivo. E il presidente Barack Obama – nell’ultimo dei continui briefing con i massimi responsabili della sicurezza nazionale che si svolgono nello Studio Ovale o nella Situation Room della Casa Bianca – ha fatto un forte richiamo perche’ vengano moltiplicati gli sforzi investigativi, per scoprire al piu’ presto tutta la verita’ sul caso.

Perche’ gli americani hanno il diritto di sapere come sia possibile che due giovani immigrati e apparentemente integrati, che da dieci anni vivevano, studiavano e facevano sport in America, possano aver compiuto un atto del genere. E tra le varie piste seguite in queste ore c’e’ quella ‘russa’. L’attenzione degli investigatori e’ concentrata sul viaggio che Tamerlan fece in Russia nel 2012, quando per sei mesi visito’ la Cecenia e il Daghestan, dove vivono genitori e familiari: due regioni del Caucaso in cui operano diversi gruppi di estremisti e separatisti islamici.

L’Fbi ha ammesso che nel 2011 i servizi russi chiesero informazioni sul giovane che viveva negli Usa, sospettando suoi legami con gruppi islamici. Mosca era preoccupata per il viaggio che Tamerlan avrebbe prima o poi compiuto in Russia per il rinnovo del passaporto. Fatto sta che nel gennaio 2011 i federali Usa interrogarono il giovane, trovandolo pero’ ‘pulito’: nessun legame con ambienti pericolosi. Da allora le autorita’ americane non si sono piu’ preoccupate di lui, anche al suo ritorno dai sei mesi in Cecenia e Daghestan.

L’unica conseguenza di quell’interrogatorio dell’Fbi e’ stata la decisione dell’Homeland Security di respingere temporaneamente la richiesta di cittadinanza americana che Tamerlan aveva avanzato nel settembre 2012. Quella cittadinanza che invece ha gia’ ottenuto il suo giovane fratello Dzhokhar, arrivato negli Usa che aveva solo otto anni. Come Martin, la piu’ giovane delle tre vittime di Boston.
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Dzhokhar Tsarnaev, il 19enne ceceno arrestato nella notte tra venerdì e sabato a Boston dopo 24ore di caccia all’uomo e rimasto gravemente ferito in un conflitto a fuoco con gli agenti americani, ha ripreso coscienza ieri sera e ha cominciato a rispondere per iscritto alle domande degli inquirenti. Lo riferiscono sempre i media statunitensi.

Tsarnaev è sospettato di essere il responsabile, assieme al fratello maggiore ucciso in un conflitto a fuoco con la polizia, dell’attentato durante la maratona di Boston del 15 aprile, che ha provocato tre vittime e almeno 180 feriti.

Nbc news, citando fonti della polizia federale, ha spiegato che malgrado una ferita alla gola che gli impedisce di parlare, il giovane uomo ha cominciato a rispondere alle domande degli inquirenti. Secondo la Abc, Tsarnaev risponde “sporadicamente” per iscritto e gli inquirenti starebbero cercando di avere informazioni su eventuali complici o bombe non esplose.