BOSSI INSISTE: LIBERIAMO IL PAESE DA ROMA LADRONA

25 Gennaio 2004, di Redazione Wall Street Italia

«Tempi stretti. Non illudiamo la gente»: il leader del Carroccio guida la manifestazione milanese dei leghisti per il federalismo.
MILANO – Il concetto è chiaro: «La riforma dev’essere adesso o mai più». Un ultimatum? «Non si tratta di un ultimatum ma dopo questa manifestazione se non cambia nulla noi andremo per la nostra strada perchè la libertá fa rima con indipendenza».

Parola di Umberto Bossi. Il leader della Lega, accompagnato dal ministro del Welfare Roberto Maroni, era in prima fila nel corteo della Lega Nord. I leghisti hanno manifestato per le vie di Milano a favore del federalismo. Dando il via al corteo il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli ha ricordato come «tutta la gente che è
qui presente oggi è la scorta del treno per le riforme. Un treno che – sottolinea – deve partire velocemente e che rischia di essere l’ultimo».

BOSSI A RUOTA LIBERA – Il capo del Carroccio parlando delle riforme federaliste ha detto: «È l’ultima occasione per fare il federalismo in questa legislatura perchè la gente non deve essere illusa dalle chiacchiere di certi imbonitori politici. La riforma quindi deve partire adesso o mai più». E ancora: «Con manifestazioni come quella di oggi cerchiamo di ottenere il processo federalista che altrimenti non viene. Se la gente si muove le cose cambiano». Per essere più chiari: «Inizia oggi una mobilitazione che durerà tutto l’ anno, perchè il federalismo ce lo danno solo se temono il peggio. Bisogna portare a casa le riforme».

LA PARMALAT – «La crisi della Parmalat è paragonabile a quella della Banca Romana del 1873» ha detto Umberto Bossi. «Chi doveva controllare non lo ha fatto». Per il leader del Carroccio di questa «gravissima crisi finanziaria va accertata la responsabilità finanziaria e criminale. Chi sono gli alleati politici di Tanzi?».

LE 5 GIORNATE – «Voglio ricordare – ha detto Bossi – le cinque giornate di Milano: fino ad allora tutti erano per il federalismo ma siccome le cose non cambiarono ci furono le cinque giornate e da quel momento libertà fece rima con indipendenza. Che cosa deve fare la coalizione? Le riforme» – ha tagliato corto il leader dal fazzoletto verde.

L’EURO – «L’euro è stato fondamentale per tutte le rapine che ci sono state perchè sono arrivati i bond facili senza controllo». Aprendo così il commento sull’euro, Bossi ha rivendicato di essere stato il primo a criticarlo («adesso vedo che ci torna sopra anche Berlusconi»). Bossi sostiene: «L’euro non è amato dalla gente che fa fatica ad arrivare alla fine del mese. È amato dai massoni che lo hanno voluto e lo hanno imposto». Secondo Bossi, «il vero problema è che l’euro è fallito. Si è innescata l’inflazione e noi siamo stati travolti». Il ministro per le Riforme e leader leghista ha concluso: «Il treno dell’euro era già in corsa quando siamo arrivati e noi non abbiamo potuto fare niente».

LA MAGISTRATURA – «Non credo che si debba andare contro la magistratura: bisogna piuttosto augurarsi che la magistratura vada avanti nel suo lavoro e non si fermi come fece all’ epoca di Mani Pulite»: così la pensa il capo della Lega Nord.

E a proposito di magistrati e del discorso tenuto ieri da Berlusconi, Bossi ha detto: «Non l’ ho sentito tutto il discorso ma mi è sembrato il solito Berlusconi. Certamente lui è in una coalizione in cui ci sono il massimo del federalismo e del nazionalismo e poi c’è il partito trasversale romano, quello dei palazzi». E a proposito dell’ attacco alla magistratura? «Più che un attacco – ha risposto Bossi – bisogna fare le riforme.

Ci sarà sempre un giudice che dovrà vendicare i risparmiatori truffati. All’ epoca di Mani pulite il pool si fermò davanti a Botteghe Oscure. E non ebbe il coraggio di arrivare all’economia e alle banche. Ma viene il momento in cui il giudice vendicatore salta fuori. È una spinta che la gente favorirà e bisogna che questa volta sia definitiva. Bisogna salvare la gente e anche i romani da Roma ladrona, dall’ intreccio di finanza e politica che ha colpito i cittadini e i risparmiatori».

Pubblichiamo anche il seguente articolo dell’agenzia di stampa AdnKronos:

Riforme, Bossi: ”Liberare il Paese da Roma ladrona”

Il leader padano: ”Raccoglieremo le firme per federalismo. I nostri alleati sono partiti di gestione e non di riforma”.

Milano, 25 gen. (Adnkronos) – Riforme e Parmalat. Questi gli argomenti affrontati dal leader della Lega Umberto Bossi nel corso del suo comizio in piazza Castello a Milano al termine di una manifestazione che, secondo il vicepresidente del Senato e coordinatore delle segreterie nazionali Roberto Calderoli, ha visto la partecipazione ”di almeno centomila persone”.

La manifestazione, partita questa mattina alle 10.30 dal Tribunale di Milano ha visto da subito la presenza di Bossi e del ministro del Welfare Roberto Maroni che in corteo hanno attraversato le vie della citta’ per piu’ di un’ora prima di raggiungere piazza Castello dove ad attenderli c’era tra gli altri il ministro della Giustizia Roberto Castelli.

A proposito di riforme e di federalismo Bossi sottolinea come a Roma esista ”un partito trasversale che da sinistra a destra e’ finanziato per tacere o per prendere i voti al Nord”. ”Bisogna quindi liberare il Paese da Roma ladrona -insiste Bossi nonostante le denunce pervenutagli nei giorni scorsi dal sindaco della capitale Walter Veltroni- perche’ una volta bastava essere amici di un sottosegretario di palazzo Chigi per fare il faccendiere”. Dopo aver ricordato come ”la prima Repubblica fosse una pessima repubblica”, Bossi avverte il popolo padano che per quanto riguarda le riforme ed il federalismo ”abbiamo capito che basta che si annunci un minimo di riforma che subito viene l’altola’ dei nazionalisti”.

”Anche il cardinale Ruini ha vibrato nei giorni scorsi il suo anatema contro chi vuole le riforme ma in realta’ sono i lamenti farisaici di chi si identifica con gli interessi del centralismo”.
”I nostri alleati -sottolinea Bossi- sono partiti di gestione e non di riforma e la lotta per le riforme e’ trasformata in lotta di trincea dove un giorno si avanza di un metro e il giorno dopo si torna al punto di partenza”. ”Quello che ci aspetta sara’ un anno di grande azione profonda perche’ solo la Lega puo’ cambiare le cose, dobbiamo solo decidere cosa fare”.

Bossi quindi propone di raccogliere le firme per ”una grande riforma federale. Voglio proprio vedere -precisa- se Fini o l’Udc avranno poi la forza di opporsi a milioni di firme e fare lo sgambetto al federalismo”.

”Piaceri al nemico del paese, a Roma ladrona, a quei palazzi, a quelle banche non bisogna farne. Se noi uscissimo dal governo metterebbero al nostro posto uno di loro ma noi non dobbiamo cadere nella trappola, dobbiamo avere i nervi saldi e tornare in massa sul territorio”. A questo punto il leader della Lega torna a commentare il crac della Parmalat ”paragonabile a quello della Banca romana nel 1873 quando chi doveva controllare non controllo”’.

”Sono stati truffati migliaia e migliaia di risparmiatori -sottolinea Bossi- e bisogna ora non sparare addosso alla magistratura che deve vendicare i risparmiatori colpiti ma piuttosto lavorare per una riforma della magistratura e far si’ che la gente possa contare ora su dei giudici vendicatori e dar seguito alle migliaia di denunce che ogni giorno vengono presentate sul caso Parmalat”.

Daniele Rossignoli