BORSE VOLATILI
MA SEMPRE SU

2 Luglio 2007, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) –
L’occasione è di quelle da non perdere. L’incontro con la comunità finanziaria italiana di Helmut Kaiser, global chief investment strategist di Deutsche Bank Pwm, la divisione dedicata ai clienti privati. Un colosso che a livello mondiale gestisce asset per oltre 170 miliardi di euro. Il messaggio di Kaiser è chiaro: «Il rialzo dei mercati azionari non è finito, c’è solo da gestire la volatilità. Rispetto ai massimi 2000, la situazione è diversa, perché globalizzazione e liquidità guidano le Borse. In particolare, gli utili sono in crescita, l’inflazione è contenuta e i multipli borsistici sono inferiori alla media storica».

Insomma quasi una cuccagna. L’unica differenza, rispetto ai mesi precedenti, è la necessità di un’attenta gestione del rischio. «Le quotazioni azionarie – sottolinea Giorgio Mascherone, direttore investimenti per i clienti privati di Deutsche Bank in Italia – pur mantenendo un equilibrio in rapporto agli utili e alle medie storiche, stanno crescendo da oltre quattro anni. Il p/e dei titoli quotati sul Dax è 13,2, contro 30,8 del marzo 2000 e una media a lungo termine di 15,6. In più le politiche monetarie in Europa, Stati Uniti, Cina ed Europa stanno mettendo i listini sotto pressione, aumentando la loro volatilità».

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In particolare, per le prossime settimane è attesa un’ulteriore correzione delle Borse, che dovrebbero riprendere la corsa in autunno. La stima è di una performance dell’8-12% nei prossimi 12-18 mesi. Dopo l’estate, ci dovrebbe essere un rafforzamento delle operazioni di private equity e degli M&A. Questa spinta ai listini dovrebbe arrivare in un contesto in cui non sono cambiate le condizioni che hanno trainato l’azionario in questi anni.

A livello mondiale gli utili dovrebbero crescere a tassi sostenuti: +9,4% nel 2007 e +10,1% l’anno successivo, grazie a una domanda elevata, supportata dalla crescita globale, a ulteriori guadagni in termini di produttività e a un uso più intensivo dell’indebitamento, nonostante l’aumento del costo del denaro. «Il listino di Francoforte – ricorda Kaiser – ha ancora grandi potenzialità, nonostante sia cresciuto del 20% da inizio anno.

A differenza degli altri maggiori Paesi europei, la Germania può contare su un basso costo del lavoro. Inoltre, i gruppi quotati sul Dax hanno dimostrato di sfruttare meglio di altri il boom di Asia ed Est Europa, come dimostrano i dati sull’export. Tra i settori su cui puntare healthcare, infrastrutture e costruzioni». Giudizio negativo sull’obbligazionario, anche se ora i bond statunitensi rendono più del 5% e i governativi tedeschi oltre il 4,5 per cento. «I rendimenti – sottolinea Kaiser – continueranno a crescere fin quando non terminerà la stretta sui tassi da parte delle Banche centrali. Nel frattempo le quotazioni dei bond si manterranno vulnerabili».

La preferenza degli analisti va poi verso i titoli di Stato, dato che per i corporate il premio al rischio è troppo contenuto. Al fine di stabilizzare il livello di volatilità Kaiser suggerisce di aumentare la componente degli investimenti alternativi e delle commodity. Tra le materie prime, la preferenza va, in primo luogo, verso i prodotti agricoli come il grano e il mais così come i metalli industriali hanno ottime prospettive di crescita, grazie alla domanda elevata e a un’offerta limitata e poco flessibile.

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