Borse Ue spaventate da petrolio e “deluse” da occupazione Usa

4 Marzo 2011, di Redazione Wall Street Italia

Le borse europee hanno terminato la seduta dell’ultima settimana, riducendo notevolmente i guadagni e in molti casi virando con decisione in territorio negativo, dopo i rialzi incassati nella prima metà della giornata di contrattazioni. L’indice Ftse Mib chiude poco mosso a 22.183 punti. Peggio Londra (-0,21%), Francoforte (-0,71%), Parigi (-1,09%) e Madrid (-0,63%). L’Eurostoxx 50 ha ceduto lo 0,66% in area 2.950.

Gli investitori hanno guardato a due principali fattori: il trend del petrolio e il rapporto sull’occupazione Usa, confortante solo in apparenza. In particolare, le nuove tensioni geopolitiche culminate nel venerdì della rabbia non solo a Tripoli, ma anche in Yemen e Bahrein, hanno portato le quotazioni del petrolio di nuovo a livelli record.

I futures con scadenza ad aprile scambiati a New York sul Nymex sono arrivati infatti a superare la soglia dei 103 dollari al barile, al massimo dal 2008.

E il balzo è stato alimentato anche dalla debolezza del dollaro, successiva alla pubblicazione del rapporto sull’occupazione Usa che, pur migliore delle stime, non è riuscito a dare forza al biglietto verde. Tutt’altro: subito dopo il dato l’euro è arrivato a superare la soglia psicologica degli $1,40, ai massimi di 16 settimane.

Il punto è che c’è stata la classica reazione del “sell on the news”; ma d’altro canto la pubblicazione del rapporto sull’occupazione Usa indica un miglioramento dei fondamentali del mercato del lavoro americano piuttosto sospetto: un sondaggio mette in rilievo infatti come alla fine, a dispetto dei numeri il tasso di disoccupazione reale sia salito al 10,3%.

A Piazza Affari hanno tenuto i bancari, ma le frecce rosse hanno colpito molti altri titoli. A penalizzare il listino milanese, dopo
un inizio ben intonato, e’ stata soprattutto Prysmian, pesante dopo i conti 2010, e Fiat che paga l’output modesto sulle immatricolazioni. Cedono anche Banco Popolare e Autogrill. In denaro invece troviamo Geox, dopo i conti
brillanti, Pop. Milano e Ubi Banca. In primo piano Fondiaria-Sai, dopo il verdetto della Consob su Groupama.

Di fatto, la commissione italiana ha stabilito che l’acquisto da parte della società francese di una partecipazione in Premafin e Fonsai richiederebbe di lanciare un’operazione di acquisto sulle azioni di entrambe le società.

Pesanti le vendite su Prysmian, vera protagonista in negativo della seduta a Piazza Affari, che ha ceduto più del 4%. Il titolo ha scontato i risultati del 2010 e il taglio del dividendo che è stato superiore alle stime. Giù anche Fiat (-2,5% circa), Azimut Holding (-2,2%) e Exor (-1,9%).

Si è conclusa così sottotono una seduta su cui, in mattinata, avevano scommesso molti operatori.