Borse Ue: sell off sulle banche, futures Usa giù

14 Aprile 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Borse europee negative, con le vendite che colpiscono soprattutto il settore bancario. L’indice di riferimento è infatti il peggiore. I timori sono stati acuiti dalla Germania, con la Bundesbank che ha dichiarato che le banche tedesche avrebbero bisogno di ingenti aumenti di capitale.

L’azionario del Vecchio Continente non riesce così a trovare la forza degli acquisti, e propende per il sell off sui finanziari in attesa dell’avvio delle contrattazioni a Wall Street. Nel frattempo i futures americani propendono per il basso, anticipando un avvio negativo per gli indici azionari americani. Attesi oggi gli utili di Google.

In Europa Milano si conferma il listino peggiore, con il Ftse Mib che perde più dell’1,30%; incrementano le perdite Londra (-0,89%), Francoforte (-0,69%), Parigi (-1,23%) e Madrid (-1,02%). Tra i settori, soffre anche quello automobilistico.

Dopo i rimbalzi di ieri, gli investitori preferiscono rimanere cauti e optare per i sell anche dopo alcune indiscrezioni, secondo cui il tasso di inflazione cinese a marzo si sarebbe attestato sopra il 5%, al massimo degli ultimi 32 mesi. Si temono dunque nuove strette monetarie. In più, l’agenzia di rating Moody’s ha declassato il rating sul settore immobiliare cinese a negativo.

Sul fronte valutario l’euro sconta il clima negativo presente sui mercati azionari europei e scende a $1,4403, dopo che ieri era arrivato al nuovo record dal 2010 superando quota $1,45. La moneta unica perde anche contro il franco svizzero, a 1,2885 e contro lo yen, a 119,91.

Tuttavia, alcuni analisti ribadiscono riguardo al biglietto verde che l’ outlook nel medio periodo rimane bearish. Oggi il biglietto verde scende nei confronti dello yen a 83,27.

Sul fronte delle commodities, i futures con scadenza a maggio scambiati sul Nymex segnano un lieve ribasso di 31 centesimi a $106,80 al barile (-0,29%), mentre le quotazioni dell’oro sul Comex avanzano a $1.458,3 all’oncia (+$2,7), e in rialzo è anche l’argento ($20,82, +58 centesimi).

Intanto dal fronte economico arrivano le dichiarazioni della Bce, che definisce la propria politica monetaria “molto accomodante” e che torna a parlare degli elevati rischi sulla crescita dei prezzi. Rischi di cui si torna a parlare oggi anche in relazione alla Cina, visto che stime preliminari parlano di un’inflazione che torna a rialzare la testa. La Bce ha poi affermato che la crescita prosegue ma che resta di fondo una incertezza elevata. Lo stesso Lorenzo Bini Smaghi, membro del comitato esecutivo della Bce, conferma poi che “siamo alla fine di un ciclo espansivo con tassi di interesse molto bassi.

Tra i titoli di Piazza Affari, si mette in evidenza Banca Popolare di Milano, dopo che Bankitalia chiede con una lettera di varare un aumento di capitale. Questo potrebbe secondo gli analisti aggirarsi attorno ai 600 milioni di euro, ma la cifra potrebbe essere anche più elevata. Il titolo perde più del 2%. Altri bancari in flessione sono Banco Popolare (-1,87%), Mps (-1,85%), Ubi Banca (-1,79%), Intesa SanPaolo (-1,69%), Unicredit (-1,65%).

Riflettori anche sul dossier Snam Rete Gas (+0,49%) e Terna (-1,64%): si intensificano infatti i rumor sulla creazione di una “società delle reti”, che porterebbe a una fusione tra le due società. Gli analisti parlano di un bid di 21 miliardi di euro. Pochi i titoli positivi nella giornata di oggi: spiccano soltanto, oltre Snam, Telecom Italia (+0,47%), Buzzi Unicem (+0,36%) e Fiat (+0,31%), con rialzi decisamente frazionali.

Alle 12.30 (le 6:30 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 scende di 6 punti a 1.302,70 (-0,46%).

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 e’ in calo di 14,50 punti a 2.293,75 (-0,63%).

Il contratto sull’indice Dow Jones arretra di 45 punti (-0,37%), in area 12.154.