Borse Ue scivolano dopo Giappone e Bce, euro in calo

7 Aprile 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Le borse europee hanno reagito positivamente alle dichiarazioni di Jean Claude Trichet successive al rialzo dei tassi, per poi limare però in alcuni casi i guadagni e passare anche in territorio negativo. Ha pesato anche la notizia della nuova forte scossa che ha colpito di nuovo il Giappone.

Di fatto, così come anticipato dai mercati, il rialzo dei tassi di rifinanziamento Ue c’è stato, pari a 25 punti base. Si è trattato della prima manovra di politica monetaria restrittiva adottata dalla Bce dal luglio del 2008: gli investitori hanno prestato particolare attenzione alle parole proferite da Trichet, che ha affermato contestualmente che il rischio di
un rialzo dell’inflazione sussiste e che l’andamento dei prezzi continuerà a essere attentamente monitorato.

Trichet ha detto che quello di oggi non è stato il primo di una serie di rialzi dei tassi; dall’altro lato, però, non ha escluso neanche l’adozione di nuove manovre restrittive. Molti sono gli analisti che prevedono un incremento fino all’1,75% entro la fine del 2011 e altrettanti sono gli esperti che ritengono che una tale mossa possa essere anche non corretta, visti i problemi che l’Europa si trova a fronteggiare.

Inoltre, lo stesso trend di Wall Street è stato piuttosto esitante , nonostante i risultati delle vendite al dettaglio delle società Usa si siano confermate migliori del previsto. A fine giornata il Ftse Mib e’ sceso dello 0,37%, Londra ha ceduto lo 0,39%, Francoforte lo 0,4% e Parigi lo -0,49%.

Sul fronte valutario, dopo l’annuncio del Bce, si sono ridotte comunque le perdite sull’euro che, dopo aver raggiunto quota $1,43, ha perso appeal speculativo per arrivare poi a recuperare parte dei ribassi e attestarsi a New York a $1,4296 (sempre in flessione). In calo anche il rapporto euro/yen a 121,76, e tra l’euro e il franco svizzero, a 1,3121. Giù anche il rapporto usd/yen, a 85,15. Da segnalare comunque che l’euro rimane ai massimi in
15 mesi sul dollaro.

Oggi si è guardato anche al Portogallo, dopo che ieri il premier dimissionario Jose Socrates ha annunciato che il paese farà ricorso agli aiuti dell’Unione Europea. La notizia non ha provocato alcuno scossone sui mercati, anzi, il listino azionario di Lisbona si è confermato il migliore nelle contrattazioni di mattina.

Sul fronte delle commodities, i futures sul petrolio scambiati a New York alle ore 17.05 salivano di 17 centesimi a $109, mentre il Brent quotato a Londra scendeva di 47 centesimi a $121,83. Tra le commodities, da segnalare soprattutto l’oro, che oggi dopo le dichiarazioni di Trichet relative al rischio al rialzo dell’inflazione è arrivato a balzare al nuovo record di $1.464,80 l’oncia, per poi ridurre i guadagni sul Comex e attestarsi sempre in rialzo a $1.460,60 l’oncia, in crescita di $2,1.

Guardando a Piazza Affari, occhio a Generali, dopo l’addio di Cesare Geronzi: il titolo è in rialzo (+1,44%) in un momento in cui scatta il toto nomine.

Tra i titoli migliori del Ftse Mib Fonsai, con l’interesse della francese Groupama che torna a riaccendersi sulla Galassia Ligresti. Il titolo Fonsai guadagnava alle ore 17 circa il 2,44%, con gli investitori che guardano con favore anche alla decisione di Goldman di rimuovere l’azione dal giudizio sell, affidando al titolo un rating neutral.

Bancari in aumento, dopo l’annuncio di ieri di Intesa SanPaolo, che ha confermato le indiscrezioni su un aumento di capitale di 5 miliardi di dollari circolate nei giorni precedenti e anche dopo la decisione dei tassi da parte della Bce.

In rialzo Mps (+1,42%) e la stessa Intesa SanPaolo (+3,03%). Da segnalare anche il balzo di Ubi Banca (+4,80%) e i guadagni di Unicredit (+1,56%) e Mediobanca. Tra i titoli negativi Tenaris (-3,90%), Pirelli (-2,03%), Luxottica (-2,28%), Fiat Industrial (-2,62%), Exor (-1,81%), Buzzi Unicem (-1,73%).