BORSE UE SCIOCCATE DA FED, AVVIO IN CALO. MILANO -1%

19 Febbraio 2010, di Redazione Wall Street Italia

L’annuncio a sorpresa della Fed relativo all’innalzamento del tasso di sconto allo 0,75% continua a provocare un forte shock su tutti i mercati. Piazza Affari ha avviato infatti le contrattazioni con l’indice Ftse Mib che ha fatto registrare un -1,09% a 21.428 punti. Esordio al ribasso anche per l’All Share a -1,11% a 21.934 punti.

Riguardo agli altri listini, sulle prime rilevazioni Bruxelles mostra uno svantaggio dello 0,74% a 2499,77 punti, Parigi un ribasso dello 0,96% a 3711,68 punti ed Amsterdam un decremento dello 0,82% a 321,64 punti. Segno meno anche per Francoforte -0,87% a 5630,96 punti, Londra -0,63% a 5291,68 punti e Madrid -1,08% a quota 10459,7. A livello settoriale si osservano solo frecce rosse, eccezion fatta per gli alimentari che riescono a restare a galla. In netto ribasso, invece, le materie prime e le costruzioni.

Le flessioni seguono quelle dei mercati asiatici, che hanno accusato un forte calo dopo la decisione della Fed, che è stata comunicata ieri a mercati Usa chiusi. L’indice Nikkei ha concluso le contrattazioni con una minusvalenza del 2,05% a 10.123,58 punti mentre il Topix ha lasciato sul parterre l’1,73% a quota 889,08. In generale, i volumi sono apparsi ancora contenuti vista la chiusura di alcune borse in Asia per i festeggiamenti del Capodanno cinese. Tra le piazze che oggi sono rimaste aperte Hong Kong, in calo del 2,41%, Seul che ha ceduto l’1,68%, Bangkok (-0,07%), Singapore (-1,22%), Kuala Lumpur (-0,13%), Jakarta (-1,01%).

Sui mercati valutari, sotto i riflettori il forte balzo del dollaro, a cui corrisponde l’indebolimento dell’euro, che già nella giornata di ieri aveva sfondato al ribasso quota 1,36 usd. Stamattina la moneta unica è arrivata ad abbandonare anche quota 1,35 usd e al momento il cross eur/usd viaggia a 1,346.

Il rafforzamento del biglietto verde provoca un forte scivolone nei prezzi delle materie prime. L’oro quota stamane sul Globex a 1.101,9 dollari l’oncia, dopo aver toccato nella serata di ieri i 1.124 dollari. In netto ribasso anche il prezzo del petrolio, con il Wti a 77,96 dollari al barile (-1,40%). Ieri l’oro nero aveva toccato i 79 dollari al barile dopo la diffusione delle scorte di petrolio settimanali statunitensi risultate in crescita di 3,1 mln a 334,5 mbg.