Borse Ue recuperano dai minimi. Giù i futures Usa

25 Gennaio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Nell’attesa dell’avvio delle contrattazioni a Wall Street e dei dati che arriveranno dal fronte economico Usa , i listini europei rivelano un andamento misto, con Francoforte (+0,37%)e Parigi (+0,25%) che riagguantano il segno più, e Londra (-0,33%), Madrid (-1,22%) e Milano (-0,73%) ancora in ribasso, ma lontani dai minimi della sessione.

Oltreoceano, i futures americani viaggiano in territorio negativo: quelli sul Dow Jones perdono 13 punti, quelli sul Nasdaq arretrano di 8,25 punti e quelli sullo S&P 500 cedono 4,20 punti.

Piazza Affari e Madrid si confermano oggi i listini peggiori, attaccati dai sell off sulle banche. Sulla Spagna pesa anche il fattore aste, visto che l’ultima di stamane, seppur ben accolta dal mercato, ha visto i rendimenti dei titoli di stato a tre mesi raddoppiare all’1,80%. La notizia, insieme alla necessità di dover fare qualcosa per risolvere l’annoso problema delle casse di risparmio, mette sotto pressione l’Ibex 35.

Milano segue a ruota la Spagna, per l’alta presenza nel Ftse Mib di titoli bancari. Tornano i timori sul futuro dei Piigs ma anche sulla crescita dell’economia del Vecchio Continente: ha scioccato infatti i mercati la pubblicazione del Pil della Gran Bretagna che, negli ultimi tre mesi del 2010, ha subito una contrazione dello 0,5%, rivelando un trend decisamente peggiore rispetto alle attese degli analisti (le stime parlavano solo di un rallentamento della crescita dal +0,7% del terzo trimestre al +0,5% nel quarto).

Tempi duri insomma per l’economia britannica, che a questo punto è costretta a fare i conti anche con il dilemma che dovrà fronteggiare la Banca centrale dell’Inghilterra, a fronte di un trend dei prezzi crescente.

Tali notizie non allietano affatto l’umore degli investitori. C’è però oggi una nota positiva che riguarda l’Europa intera. Si tratta del debutto del primo bond lanciato dal Fondo “salva-stati”, che ha provocato un vero e proprio boom di richieste. Segno che, grazie anche alla tripla A di Moody’s, il nuovo strumento messo a segno dall’Europa per raccogliere finanziamenti sul mercato sembra riscuotere la fiducia internazionale.

Tornando all’azionario, oggi in Europa non è appunto una giornata positiva per le banche, assicurazioni e media.

Guardando nello specifico a Piazza Affari, l’attenzione però è ancora su Stm che, dopo un avvio positivo, cede sul Ftse Mib il 2,51%, nonostante i risultati di bilancio positivi. Alessandro Frigerio, gestore di Rmj Sgr, commenta le vendite sul titolo con le previsioni della società relative al primo trimestre, che non hanno entusiasmato più di tanto gli operatori. In generale, spiega Frigerio, i mercati hanno scontato già i risultati; dello stesso avviso è Edoardo Liuni, di “Il nuovomercato”, secondo cui verso Stm l’atteggiamento è “sell on the news”, in quanto gli operatori nei giorni scorsi avevano appunto anticipato il buon bilancio. Liuni non esclude nuove prese di profitto per il titolo.

Torna invece positiva con un rialzo dell’1,42% Luxottica, dopo le vendite iniziali. La casa del lusso ha riportato conti record nel 2010.

Tra gli altri titoli bene Fiat Industrial, con Nomura che ha avviato la copertura del titolo con un “buy” e target price a quota 13 euro. A tal proposito Liuni sottolinea che Fiat Industrial ha un maggior potenziale in termini di redditività, e quindi si merita un buon buy, mentre a suo avviso Fiat Spa potrebbe continuare a soffrire per alcune notizie legate all’effetto spin off, in particolare per le stime del 2011 e anche per l’indebitamento che grava sui suoi conti.

Tra le banche colpite dai sell off giù Mps (-3,76%), Intesa SanPaolo (-2,90%), Banca Popolare di Milano (-2,29%), Banco Popolare (-2,07%), Unicredit (-1,92%). Ubi Banca (-1,67%), Mediolanum (-1,32%) e Mediobanca (-1,07%). C’è da dire comunque che i ribassi, pur decisi, si riducono rispetto alle pre precedenti.

Tra i titoli in rialzo, da segnalare anche Lottomatica (+1,89%), Telecom Italia (+0,94%), Italcementi (+0,82%). I migliori, oltre ai titoli del Lingotto, sono comunque soprattutto Fondiaria-Sai (+2,98%) e anche Geox (+2,34%). Su anche Cir (+2,47%) e Bulgari (+2,09%).

Sul fronte valutario, l’euro è arrivato in mattinata a volare fino a quota 1,37 per poi cedere lievemente al di sotto dell’importante soglia, raggiunta per la prima volta dallo scorso 19 novembre. Ora la moneta unica scambia a New York quasi piatta a 1,3628 dollari. L’euro cede invece sul franco svizzero a 1,2912, mentre sullo yen è in flessione a 112,19. Anche il biglietto verde perde sullo yen, attestandosi a 86,67.

Sotto pressione anche i prezzi del petrolio – che sul Nymex di New York scendono a 86,67, in calo di 1,20 dollari rispetto all’ultima rilevazione di ieri – e dell’oro, che sul Comex scivola di 18,7 dollari a 1.325,8 dollari l’oncia: in generale, tuttavia, alcuni analisti ritengono che il trend rialzista delle commodities rimanga intatto rimanga intatto.