Borse Ue piegate dalle banche, giù i futures Usa

6 Dicembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

In attesa dell’avvio della giornata di contrattazioni a Wall Street, Piazza Affari continua a perdere terreno limando solo lievemente le perdite e cedendo alle 13 circa l’1%. Contrastato il quadro nel resto dell’Europa: mentre Milano si conferma tra i listini peggiori insieme a Madrid (-1,02%), Parigi limita le perdite a -0,33%, mentre Francoforte fa -0,15%. Londra è invece praticamente piatta con un +0,03%.

Negativi i futures americani: in una giornata priva di dati economici, i contratti sul Dow Jones perdono 35 punti, quelli sul Nasdaq cedono 7 punti e quelli sullo S&P 500 arretrano di 5,80 punti.

Attenzione al mercato delle commodities: sul Nymex i futures sul petrolio indietreggiano a 88,73 dollari al barile, perdendo 46 centesimi rispetto all’ultima rilevazione di ieri. Ma l’oro balza oltre la soglia dei 1.400 dollari all’oncia, attestandosi a quota 1.412,5 dollari l’oncia, in crescita di 6,3 dollari.

Ancora una volta, sono i timori legati al futuro dell’Eurozona a catalizzare l’attenzione degli investitori. Sotto i riflettori la proposta Tremonti-Juncker resa nota oggi dal Financial Times: il ministro dell’Economia e il numero uno dell’Eurogruppo starebbero pensando di procedere all’emissione degli E-bond, obbligazioni sovrane europee, attraverso un’agenzia europea del debito (Eda). Ma la Germania non sembra essere molto entusiasta riguardo all’idea, almeno al momento.

Un altro argomento che fa parlare di sé sono le dichiarazioni del presidente della Fed Bernanke, che ha detto che la banca centrale americana potrebbe comprare di più dei USD 600,0 mld di titoli del Tesoro che si è impegnata a riacquistare: questo, se l’economia continuasse a languire e se il tasso di disoccupazione rimanesse troppo alto.

A proposito della Fed, è importante precisare le grandi differenze che continuano a sussistere tra il suo raggio di azione e quello della Bce. La banca centrale europea ha deciso infatti di seguire la Fed, che effettua acquisti massicci di titoli di stato. Ma, come si legge nell’ opinione di Paolo Savona, mentre Bernanke può agire in tal senso in modo legale, Trichet ha più di qualche vincolo da rispettare.

Intanto, occhi puntati oggi sulla riunione dell’eurogruppo di oggi, cui seguirà domani quella dell’Ecofin con la presenza del ministro Tremonti.

In generale, la sessione odierna è caratterizzata da bassi volumi, anche per il ponte della festività dell’Immacolata che tiene lontani dal mercato alcuni operatori.

A livello settoriale, tornano a perdere in Europa le banche ma vanno giù anche i titoli retail. I titoli finanziari europei soffrono cali fino al 4%, mentre tornando a Piazza Affari le vendite sul settore si abbattono su Intesa SanPaolo (-2,80%), tra i titoli peggiori del Ftse Mib fin dall’inizio della seduta. Va giù anche Unicredit (-2,36%), Banca Mps (-2,03%), Banco Popolare (-2,29%), Mediobanca (-1,56%); anche Ubi banca – il cui rating stamane è stato alzato da Citigroup da hold a buy – azzera i rialzi e ora è in calo dello 0,22%.

Oltre alle banche cedono -guardando sempre ai peggiori – Lottomatica (-2,88%), Azimut Holding (-2,34%), Prysmian (-2,15%), Unipol (-2,13%), Fondiaria-Sai (-2,23%) e Finmeccanica (-1,88%).

Tra i pochi titoli in territorio positivo, svetta invece ancora Stm che tuttavia, dopo essere balzata di più del 4% in apertura, riduce i guadagni con un +1,88%. In ogni caso, Stm continua la fase rialzista di venerdì scorso, quando il titolo aveva chiuso con un rialzo di oltre sette punti percentuali in scia ad un upgrade. E sono stati ancora una volta gli analisti a benedire oggi il primo produttore di chip in Europa: Royal Bank of Scotland ha infatti alzato il giudizio sul titolo a “buy” dal precedente “holdBene anche Ansaldo, che sale dell’1,36%, Tenaris (+0,70%), Pirelli (+0,89%).

Sui mercati valutari, l’euro azzera i guadagni delle ultime ore e torna negativo sul dollaro, scambiando a New York a quota 1,3260 dollari. Moneta unica sotto pressione anche contro lo yen, a 109,96. Il dollaro recupera invece terreno sulla valuta nipponica a 82,87.

Gli analisti descrivono il forex come un mercato attualmente caratterizzato da grande volatilità e nervosismo e al momento riconoscono che è difficile fare previsioni sulla direzione che prenderà il cross eur/usd.

Le piazze finanziarie europee si allineano così al clima incerto che ha interessato la borsa di Tokyo, che ha chiuso le contrattazioni in leggero ribasso, risentendo dei deboli dati occupazionali americani, pubblicati venerdì. I titoli esportatori hanno chiuso le contrattazioni all’insegna della debolezza, risentendo anche del deprezzamento del dollaro contro lo yen, mentre hanno fatto bene i titoli delle risorse di base, favoriti dal balzo registrato dall’oro e dagli altri metalli. A Tokyo, l’indice Nikkei ha perso così lo 0,11% a 10167,23 punti, mentre il Topix ha tenuto meglio, guadagnando lo 0,25% a 881,41 punti.