Borse Ue negative scontano timori economia, giù anche i futures Usa

24 Giugno 2010, di Redazione Wall Street Italia

Dopo una falsa partenza positiva, la seduta delle piazze finanziarie prosegue al ribasso in Europa, influenzata anche dalla performance in rosso dei futures su Wall Street. A tre ore e mezza circa dall’inizio della sessione, i contratti sul Dow Jones perdono infatti 62 punti, quelli sul Nasdaq arretrano di 15,75 punti e quelli sullo S&P 500 cedono 7,10 punti.

A Piazza Affari, verso le 12.10 ora italiana, il Ftse Mib cede così lo 0,91% mentre il Ftse All Share arretra dello 0,89%. Giù anche le altre piazze finanziarie, dopo un esordio che si è rivelato promettente solo per pochi minuti. Londra perde lo 0,76%, Francoforte lo 0,68%, Parigi lo 0,98%, Amsterdam lo 0,68% e Bruxelles lo 0,88%.

All’orizzonte la riunione del G20 dove Germania, Francia e Gran Bretagna, con il sostegno degli Usa, cercheranno la quadra per far passare la tassa sulle banche. Pesa poi il cambio di umore della Fed che ha modificato l’Outlook sull’ economia Usa, passando da un moderato ottimismo a un ragionato pessimismo.

Infine incidono le dichiarazioni di stamattina di Qin Gang, portavoce del ministro degli esteri della Cina, secondo cui “il cambio yuan-dollaro non e’ la ragione principale degli squilibri commerciali tra i due paesi”: di fatto, un modo per dire che l’apprezzamento dello yuan sara’ molto piu’ graduale e lento di quanto sperino gli occidentali e potrebbe interrompersi se confliggesse con gli interessi strategici di Pechino.

Sullo sfondo rimane poi la performance poco confortante di Wall Street, che nella giornata di ieri ha chiuso incerta (Dow in rialzo, ma Nasdaq e S&P giù) nonostante il Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, abbia rinnovato il suo impegno a mantenere i tassi di interesse sui minimi storici ancora per un periodo prolungato.

Gli investitori hanno guardato per l’appunto ai rinnovati timori sulla congiuntura Usa dopo la pubblicazione del dato relativo alle vendite di case nuove– che ha sofferto un vero e proprio crollo -e, per l’appunto, dopo le stesse dichiarazioni della Fed riguardo al futuro dell’economia, decisamente meno ottimistiche rispetto a qualche mese fa.