Borse Ue in rosso, futures Usa in rialzo

9 Maggio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Dopo un lieve timido tentativo di recupero, le borse europee scelgono con decisione il segno meno: tra i listini peggiori, si mettono in evidenza Madrid (-1,77%) e Piazza Affari, che vede il Ftse Mib cedere più dell’1%. Giù anche Londra (-0,70%), Francoforte (-0,97%) e Parigi (-0,93%). E’ positiva invece la performance dei futures americani. (vedi quotazioni a fondo pagina). Nella giornata di oggi, non si attendono dal fronte economico Usa dati economici di rilievo.

Protagoniste le vendite sui titoli finanziari. La ragione delle vendite risiede nella tragedia dei conti pubblici in Grecia, che nel fine settimana ha scatenato speculazioni anche su un’uscita del paese dall’euro (facendo crollare la moneta unica). Tali rumor sono stati poi smentiti, ma sui mercati pesa l’esposizione delle banche europee sul debito pubblico di Atene.

Per questo, sono i finanziari e bancari a mettere sotto pressione l’azionario del Vecchio Continente, nonostante le varie rassicurazioni sul fattore Grecia; e d’altronde il cancelliere britannico Osborne ha affermato che quella del paese è una “questione difficile da affrontare”: si aspettano notizie sulla possibilità di nuovi aiuti a favore sia della Grecia che per l’Irlanda, secondo quanto riporta il canale televisivo Class Cnbc.

Antonio Carnevale, di Ac Advisor, sottolinea comunque di non ritenere che il rischio di una uscita della Grecia dall’area esista, o che l’ipotesi possa venire presa davvero in considerazione, anche perchè in quel caso “ci sarebbe un effetto di bomba ad orologeria che porterebbe i mercati a speculare e prenderebbero d’assalto anche altri paesi Piigs, compresa l’Italia”.

Ma altri fanno notare come un’uscita di Atene dall’euro sarebbe alla fine un’ipotesi migliore e in ogni caso si continua a puntare sull’importanza e necessità di una ristrutturazione dei debiti.

Intanto, sul fronte valutario, l’euro ha riconquistato stamane quota $1,44 dopo aver registrato il peggior tonfo dallo scorso gennaio. Sui mercati newyorchesi, il rapporto eur/usd è a quota $1,4403. La moneta unica recupera anche sul franco svizzero a 1,2618 e sullo yen a 116,36. In rialzo inoltre il dollaro sulla valuta nipponica, a 89,79.

Sotto i riflettori anche titoli di stato dei paesi periferici: la tensione è tangibile e gli spread sono in allargamento. Occhio agli spread sui cds: lo spread sui cds a cinque anni del paese ellenico si sono allargati di 43 punti base a 1.360 punti base, il che significa che servono $1.360 milioni l’anno per assicurarsi per cinque anni contro il fallimento di $10 milioni di debito greco sovrano. Venerdi’ ne “bastavano” $1.317 milioni.

Gli spread sui cds spagnoli si sono ampliati di 10 punti base a 253, in Portogallo sono aumentati di 11 punti base a 643, mentre in Irlanda il differenziale si assesta a 670 pb contro i 655 di venerdi’. Intanto nell’Unione Europea si profilano cambiamenti al piano di salvataggio della Grecia.

Sul fronte delle commodities, sotto i riflettori il recupero del settore, con i
i futures sul greggio che a New York, sul Nymex, balzano del 3% circa (+$2,89) e recuperano quota $100 al barile. In grande spolvero anche il Brent, che sale di $3,21 a $112,34. Dopo i tonfi della scorsa settimana, balzano anche l’oro – che sul Comex sale di $16 a $1.507,6 l’oncia – e l’argento, che sullo stesso mercato recupera fino a $37,28, con un balzo di 199 cents.

Intanto, tornando a Piazza Affari, davvero pochi i segni positivi. Tra questi, si mettono in evidenza Enel Green Power (+0,11%) e Stm (+1,31%). Sotto pressione invece soprattutto Unicredit, che perde più del 2%, così come anche Intesa SanPaolo (-2,14%). Giù del 2% anche Banco Popolare e Ubi Banca; i sell non risparmiano altre banche come Mps (-1,37%), Mediolanum (-1,73%), Mediobanca (-1,39%) e Ubi Banca (-1,59%).

Intanto alle 12.30 circa (le 6:30 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 sale di 6,10 punti (+0,46%), a 1.340,70 punti.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 avanza di 15,75 punti (+0,66%), a 2.389,25 punti.

Il contratto sul Dow Jones mette a segno un incremento di 51 punti (+0,41%), a 12.620 punti.