Borse Ue giù. E Credit Suisse bacchetta le banche italiane

31 Agosto 2010, di Redazione Wall Street Italia

Prosegue negativa la performance delle borse europee attanagliate dai timori legati alla ripresa economica mondiale o, peggio, alle prospettive di un double dip.

Alle ore 12.30 circa Francoforte cede lo 0,77%, Parigi fa -1,04%, Amsterdam perde l’1,28%, Bruxelles l’108% e l’Eurostoxx arretra dell’1,35%. A Piazza Affari gli indici Ftse Mib e All Share scendono dello 0,60% circa.
Non meglio va per i futures Usa: i contratti sul Dow Jones arretrano di 24 punti, quelli sul Nasdaq cedono 6,50 punti, quelli sullo S&P 500 calano di 2,30 punti.

Piazza Affari, in particolare, paga poi la decisione di Credit Suisse di tagliare i prezzi obiettivi di alcuni grandi istituti bancari italiani. Il target price del Banco Popolare passa da 6,25 a 6 euro, quello di Intesa Sanpaolo peggiora a 2,8 da 2,85 euro, mentre i titoli di Ubi Banca valgono ora 8,5 euro rispetto ai precedenti 8,8 euro. Il ritocco del prezzo obiettivo da parte della banca d’affari svizzerà è stato deciso sulla base dei conti diffusi dai tre istituti alcuni giorni fa.

In generale, la propensione agli smobilizzi che è evidente in tutti i mercati azionari è stata evidente già a Tokyo, che è letteralmente precipitata sia risentendo del cattivo andamento di Wall Street. cattivo andamento di Wall Street sia del nuovo balzo dello yen. Le misure a sostegno della liquidità annunciate ieri dalla Bank of Japan hanno calmato infatti solo momentaneamente lo yen, che rimane bollente nei confronti delle principali valute mondiali quali dollaro e euro.

E’ importante segnalare inoltre che proprio l’incertezza che aleggia sull’azionario continua a spingere gli investitori tra le braccia della divisa giapponese, ritenuta un bene sicuro: ma la conseguenza è che i colossi nipponici dell’export quali Sony, soffrono le prospettive di un forte capitombolo dell’export: e così il titolo Sony ha ceduto oltre tre punti percentuali in una sola sessione. In generale, l’indice Nikkei ha terminato in calo del 3,4% a 8.830 punti, mentre il Topix ha lasciato sul terreno il 2,97% a 804 punti.

Ovunque, i timori su dove andranno i mercati sono fortissimi: il via all’ennesimo senso di sfiducia è arrivato ieri da Wall Street, che ieri aggravato le perdite sul finale guardando già al report governativo sul lavoro di venerdi’. Il Dow ha ceduto 134 punti tra volumi sottili, trascinato al ribasso da Bank of America, Home Depot e Intel. Hewlett-Packard e’ stata l’unica blue chip che e’ riuscita a chiudere sopra la parita’.

Visibilmente preoccupato della situazione congiunturale americana, Barack Obama ha rassicurato che l’amministrazione Usa resta impegnata a ”spingere e promuovere la crescita”. Di certo, preoccupa il tema di una disoccupazione ancora ”troppo alta”,che si conoscerà con il rapporto sull’occupazione di venerdì.

Obama promette nuove misure, ma i mercati sembrano sempre più scettici. Tanto tempo è passato dalla sua “ascesa al trono” e non solo i miglioramenti tardano a farsi sentire, ma la situazione sembra anzi peggiorare, con le espressioni “double dip” e recessione a “W” che continuano a riempire le pagine dei giornali. A tal proposito, il premio Nobel per l’economia Paul Krugam interviene e dice la sua.

Intanto la tensione di queste ore si spiega con l’attesa per pubblicazione delle Minutes del FOMCdi stasera e con un fiume di dati economici rilevanti.

Nel mentre, gli investitori preferiscono alleggerire i portafogli, privilegiando i cosiddetti porti sicuri, come il dollaro e lo yen e, naturalmente, l’oro. E c’è anche chi consiglia di non sottovalutare l’appeal dei Paul Krugam

Tornando nello specifico a Piazza Affari, oltre alle banche soffrono Fiat (-1,77%), che non sembra essere influenzata positivamente dal prossimo ritorno del brand degli autosaloni statunitensi. Alcune testate hanno inoltre ripreso il discorso Alfa, affermando che in realtà il marchio è in vendita e potrebbe finire nelle mani dei cinesi.

Male Buzzi in linea con il settore europeo. Tra le banche continua a perdere terreno Intesa Sanpaolo. Per Credit Suisse il titolo della seconda banca in Italia è “overweight”.

Offerta anche Unicredit (-0,32%), che secondo la stampa sarebbe in procinto di lanciare un covered bond da oltre un miliardo di euro. Profit taking sul Banco Popolare dopo l’ottimo andamento della vigilia.

Prese di mira le assicurazioni, in particolare Fondiaria-Sai (-1,64%). E in generale, ovviamente, le banche soffrono la sforbiciata di Credit Suisse.