Borse Ue e Milano senza spina dorsale, orfane di Wall Street

6 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Seduta monotona per le principali borse europee, oggi orfane della piazza di Wall Street che resterà chiusa per i festeggiamenti del Labour Day. Attorno alle 12.15, Bruxelles mostra un vantaggio dello 0,61%, Parigi un rialzo dello 0,48%, Amsterdam un incremento dello 0,49% e Zurigo un +0,35%. Segno più anche per Francoforte +0,34%, Londra +0,41% e Madrid +0,40%.

A livello settoriale brillano le utility , con un balzo di oltre un punto percentuale mentre le auto e i farmaceutici registrano qualche limatura.

Da segnalare poi l’indice Sentix di settembre diffuso oggi, che misura la fiducia degli investitori e degli analisti dell’aerea euro. Il dato ha evidenziato un peggioramento a 7,6 punti dagli 8,5 di agosto e dai 9 del consensus.

Tra i temi rilevanti della giornata c’è solo la due giorni dell’Ecofin, Ecofin straordinario a Bruxelles, che verterà sul nuovo patto di stabilità e crescita dei paesi dell’Unione Europea. Domani il vertice tornerà ad affrontare le controverse questioni legate all’introduzione di una tassa sulle banche e sulle transazioni finanziarie per poi approvare la seconda tranche di aiuti alle Grecia e discutere della bocciatura del Parlamento della Slovacchia al proprio contributo.

Intanto sul mercato dei cambi brilla l’euro indietreggia sotto gli 1,29 usd mentre l’oro vale 1.250 dollari l’oncia. Poco mosso il petrolio, con il Wti a 74,28 dollari al barile.

Nelle prime battute della seduta, i mercati del vecchio continente aevano beneficiato inizialmente del miglioramento delle view sull’economia mondiale, dopo il dato confortante di venerdì sul mercato del lavoro a stelle e strisce. Ad alimentare gli acquisti iniziali anche il rialzo della borsa di Tokyo e l’andamento sostenuto del resto dell’Asia. Tokyo ha chiuso infatti in rialzo del 2%, guardando con ottimismo ai balzi di venerdì di Wall Street: nell’ultima seduta, il Dow ha guadagnato infatti l’1.21% a quota 10445.21, il Nasdaq l’1.52% in area 2233.45, mentre l’S&P 500 l’1.33% a 1104.58 punti. Tra l’altro, il paniere delle blue chip ora e’ passato in territorio positivo nel 2010.

Tutto merito delle indicazioni sullo stato di salute del mercato del lavoro statunitense : che, come noto, è insieme a quello immobiliare una spina nel fianco per la ripresa della locomotiva statunitense. Il rapporto sull’occupazione si è confermato per l’appunto migliore – o meno peggiore – delle previsioni del consensus.

Sempre venerdì il governatore della Banca d’Italia e presidente del Financial Stability Board (FSB) Mario Draghi ha affermato che l’economia globale è in ripresa anche se bisogna fare attenzione alla fragilità dei mercati finanziari, aggiungendo che in Europa la ripresa, partita dalla Germania, si sta espandendo agli altri stati.

Ma gli avvertimenti non mancano: l’economista Nouriel Roubini , intervenendo al workshop Ambrosetti, ha affermato per esempio che la politica di austerità attuata dall’Europa rischia di trasformare una crescita risicata in una recessione profonda, complice un euro troppo forte che penalizza le esportazioni.

In più, lo scenario americano sembra farsi sempre più fosco, o almeno percepito in questo modo: un sondaggio afferma infatti che l’81% degli americani vedrebbe nero, attribuendo la colpa soprattutto alla precedente amministrazione di George W. Bush.

E a scontare tale outlook sembra essere al momento proprio per il dollaro