BORSE UE CHIUDONO SUI MINIMI, PESANTI I TMT

9 Marzo 2001, di Redazione Wall Street Italia

L’allarme del primo produttore al mondo di microprocessori Intel (INTC) ha portato una nuova ondata di vendite sulle Piazze europee, trascinate al ribasso anche dai nuovi minimi toccati dal Nasdaq.

In dettaglio, le chiusure vedono Londra a 5.908,9 punti in calo dell’1,57%, Parigi a 5.347,19 punti in calo dell’1,68%, il Dax di Francoforte viaggia in calo dell’1,06%.

Amsterdam ha ceduto lo 0,08%, Madrid lo 0,92% e Zurigo -0,45%.

Il comparto dei semiconduttori ha sofferto particolarmente. Il tedesco Infineon perde il 4,50%, il britannico ARM Holdings il 10,16%, il franco italiano STMicroelectronics il 7,59%.

L’indice settoriale dei tecnologici ha ceduto il 4,63% sotto il peso di Marconi (-5,69%), Alcatel (-5,97%), o ancora Siemens (-4,15%).

Nella prima parte della seduta, le perdite sono state limitate dalla buona tenuta dei titoli difensivi, come il farmaceutico GlaxoSmithKline, che ha guadagnato l’1,25%.

I telefonici hanno chiuso tutti in rosso: British Telecom (-5,61%), Vodafone (-2,66%), France Telecom (-2,89%), Deutsche Telekom (-2,36%).