BORSE: TUTTI GLI INDICI GUARDANO A WASHINGTON

11 Dicembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

I mercati guardano, come l’America e il mondo intero, all’udienza della Corte suprema federale , attesa per questa mattina alle 11 (ora di New York), come all’inizio della fine. La fine di un tormento ininterrotto dal 7 novembre scorso, data delle elezioni presidenziali.

“Nonostante il pendolo delle sentenze abbia continuato a oscillare, alimentando ulteriormente il senso di incertezza, credo che la percezione comune sia per una conclusione imminente”, ha dichiarato James Glassman, economista di Chase Securities Inc.

I contratti future e gli scambi di premercato annunciano una seduta in forte rialzo, nella convinzione che gli alti giudici federali di Washington confermeranno la vittoria elettorale del repubblicano George W. Bush, in base ai risultati certificati in Florida, senza permettere che ulteriori spogli vengano effettuati.

“Dovendo azzardare una previsione – continua Glassman – credo che i mercati saluteranno con un forte rally la vittoria di Bush e quindi ci sara’ un assestamento, una pausa di riflessione per vedere che aria tira a Washington”.

Troppi colpi di scena e troppe sentenze contrastanti suggeriscono invece massima prudenza a Michael Cloherty di Credit Suisse First Boston: “Sino a quando non sento con le mie orecchie il discorso ufficiale di rinuncia da parte di uno dei due candidati, non posso sapere come andra’ a finire”.

“La cosa piu’ logica sarebbe che Bush vincesse le elezioni – sostiene Mike Malpede di Refco Group – questo darebbe un certo impulso sia ai mercati azionari che al dollaro”.

L’opinione corrente a Wall Street infatti vuole che in caso di vittoria repubblicana – ormai sembre piu’ probabile – ne trarrebbero vantaggio il biglietto verde e le borse, ma sarebbero cattive notizie per i mercati obbligazionari.

L’annunciato programma di riduzione fiscale, il cavallo di battaglia della campagna di Bush, pari a $1.300 miliardi, finirebbe col ridurrebbe significativamente il budget del governo federale, con effetti negativi sul ripianamento del debito pubblico.

Molti analisti tuttavia sono convinti che con il Parlamento spaccato in due fra democratici e repubblicani, sara’ altamente improbabile che Bush, conquistata la Casa Bianca, possa far passare il suo ambizioso progetto.

Il vantaggio di un’amministrazione Bush sarebbe pertanto visibile su alcuni specifici comparti, quelli che si avvantaggerebbero di una minor ingerenza del governo nel settore degli affari. In primo luogo l’industria del tabacco e quella farmaceutica.

Senza contare Microsoft: Bill Gates ha un contenzioso aperto con l’antitrust e spera che con un repubblicano al dipartimento di Giustizia, durante il processo di Appello, l’antitrust non insista con la richiesta di spezzare in due la societa’.

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