BORSE SENZA CRISI ASPETTANDO LA ROTTA

30 Settembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) –
C´è un mistero di fronte al quale si rimane tutti un po´ sconcertati. Il mondo intero (dall´America all´Europa) è preoccupato per la crisi dei prestiti subprime. Ovunque si stanno riducendole stime della crescita economica sempre per via della bufera che è scoppiata a causa dei prestiti andati a male negli Stati Uniti. La Banca centrale dell´economia più potente del mondo, e cioè la Federal Reserve americana, ha dovuto abbassare di colpo i tassi di interesse di 50 basis point (evento molto raro) e quella europea ha dovuto rinunciare a alzare il costo del denaro, sempre per colpa della crisi-subprime.

All´inizio di questa stessa crisi si era parlato come di un possibile «nuovo 1929» e lo spettro della recessione mondiale è apparso più volte sui giornali e in televisione. Poi, uno va a vedere gli indici delle principali Borse mondiali (i luoghi dove il capitalismo si misura, minuto per minuto) e vede che siamo assai vicini ai massimi storici. A seconda dei casi, siamo sotto fra il 5 e il 3%. Insomma, il mondo intero è in allarme (e un po´ nei guai) e invece le Borse corrono felici. Come mai? La risposta, probabilmente, va divisa in cinque parti.

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1 – Intanto bisogna dire che, grazie all´intervento della Fed (che ha abbassato i tassi) e della Bce (che non li ha alzati), il denaro oggi costa ancora poco (il tasso-base euribor sta al 4,5%). Il che significa che, chi vuole, può continuare a operare in Borsa a costi molto bassi. E´ vero che invece il denaro a tre mesi (che in pratica riguarda solo i rapporti fra banche, è ancora alto, sopra 4,70) e che questo dice che ci sono tensioni nascoste nel mondo bancario. Nel senso che c´è qualche istituto che ha ancora problemi per colpa dei prestiti subprime. Insomma, in giro c´è qualche bomba pronta a esplodere. Ma nessuno sa se e quando.

2 – Nonostante tutto, le aziende quotate si presentano ancora con buoni utili. Il mondo, secondo alcuni, sta andando a rotoli, ma intanto i profitti tengono. Al punto che, secondo i vari mercati, oggi le aziende sono «pagate» in Borsa fra 12 e 17 volte gli utili. Un rapporto più che accettabile.

3 – Fra le possibili spiegazioni va messa anche la già ricordata incertezza. E´ come essere in un territorio non ben conosciuto (quanto è grande la crisi dei subprime? Nessuno lo sa). Quando non si conosce il territorio, la cosa migliore, forse, è stare fermi.

4 – A riprova di quanto appena detto c´è il fatto che la volatilità (cioè l´insieme delle variazioni rapide di un titolo), che era esplosa fra luglio e agosto, è tornata normale, sui valori addirittura del 2003. Calma piatta. Forse in attesa di una tempesta. Ma per ora non tira vento e le onde non si vedono.

5 – Nonostante tutti gli allarmi, infine, verso i mercati finanziari continuano a arrivare montagne di denari. Vengono dalla Cina, dall´India, dalla Russia, dall´America del Sud, dai paesi arabi. Si tratta di vagoni di soldi, e sono soldi nervosi, che vogliono remunerazioni a breve, importanti.
In conclusione, Le Borse non stanno vicine ai massimi perché non è successo niente o perché tutto, qualunque cosa fosse, è finito. Le Borse stanno in alto semplicemente perché non sanno dove andare e con chi prendersela. Sono come personaggi in attesa di una sentenza (che potrebbe anche non esserci mai).
Il mondo, invece, non sta bene, e taglia le stime di crescita perché è molto spaventato. E perché comunque i signori del credito (quelli che prestano soldi ai cittadini e alle imprese) sono diventati di colpo diffidenti e guardinghi. Non sapendo nemmeno loro che cosa sta accadendo, hanno tirato i remi in barca. Ma questo non fa bene all´economia.

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