BORSE: RESOCONTO DI UNA SETTIMANA CLAMOROSA

12 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Macroeconomia

Settimana di forti escursioni per i mercati finanziari, dapprima ancora in preda ai timori di contagio dell’effetto Grecia ad altri debiti sovrani, e poi decisamente euforici nella giornata di lunedì con i principali listini azionari in rialzo a doppia cifra sospinti dal pacchetto di aiuti e misure di emergenza varato nel week-end da Ecofin, Bce e FMI per arrestare la crisi di fiducia che stava seriamente minacciando la stabilità dei mercati dei titoli di stato e l’euro.

Inoltre la Bce ha adottato un piano di acquisti di titoli obbligazionari privati e soprattutto pubblici denominato Securities Markets Program per contribuire a sostenere i mercati, mentre la Federal Reserve ha riaperto le linee di currency swap con diverse banche centrali. Tali interventi rappresentano il passo più importante per contenere il rischio di finanziamento per gli emittenti sovrani della Zona Euro. Il Consiglio UE ha quindi raggiunto nel fine settimana un accordo che prevede l’istituzione di un fondo da EUR750 mld da utilizzare per eventuali futuri salvataggi, una sorta di maxi-piano che rappresenta una rete di sicurezza per i Paesi in grave difficoltà finanziaria.

Nel dettaglio, lo European Financial Stabilisation Mechanism sarà dotato di risorse iniziali fino a EUR60 mld ed il meccanismo di mutuo sostegno sarà basato su accordi bilaterali fra gli Stati UE. Qualora non sufficiente, il fondo sarà integrato con risorse raccolte da un veicolo finanziario di durata triennale e garantite pro-rata dagli Stati membri fino ad un massimo di EUR440 mld, che potrà servire anche per acquistare i titoli pubblici degli Stati a rischio e/o per garantire l’emissione di eurobond. Ad entrambi i fondi parteciperà per il 50% il FMI. L’attivazione del meccanismo salva-Stati sarà strettamente condizionato al rispetto da parte dei paesi beneficiari di rigorosi programmi di risanamento dell’economia e delle finanze pubbliche messi a punto con Commissione UE, Bce e Fmi. Solo se l’Ecofin approverà tali piani saranno sbloccati gli aiuti. L’Ecofin ha infine chiesto nuovi sacrifici a Spagna e Portogallo, considerati i primi obiettivi degli attacchi speculativi, che dovranno adottare nuove misure per tagliare il deficit: l’1,5% del Pil quest’anno e il 2% nel 2011.

In Area Euro gli ultimi dati macro hanno riguardato l’economia reale: In Germania gli ordini all’industria sono tornati a crescere del 5% m/m a marzo (+26,1% su anno), ben oltre le attese, ed anche la produzione industriale è balzata del 4% dopo 2 mesi di stagnazione (+8,6% a/a). L’output è cresciuto dell’1% m/m anche in Francia, mentre è calato a sorpresa in Italia dello 0,1%.

Il dato aggregato di Eurozona mostra un rialzo dell’1,3% m/m e del 6,9% a/a. Diffusi anche i dati preliminari del Pil del primo trimestre 2010: in Italia è
cresciuto dello 0,5% q/q e del +0,6% su anno (atteso +0,3% e invariato), in Germania è cresciuto dello 0,2% q/q, in Francia e Spagna +0,1%, in Portagallo +1%, in Grecia si è contratto dello 0,8%. L’aggregato di Eurozona vede una crescita dello 0,2%. Negli Stati Uniti i dati più rilevanti hanno riguardato il mercato del lavoro: gli occupati nei settori non agricoli (no farm payrolls) sono cresciuti in aprile di 290 mila unità, oltre le attese che indicavano un rialzo limitato a +200.000. Rivisti al rialzo anche i posti di lavoro di marzo da +162 mila a +230 mila. Il tasso di disoccupazione si è
attestato nel mese al 9,9%, sopra le attese che erano pari al 9,7%.

Cambi e commodities

Si arresta la ripresa dell’Euro che si era riportato oltre 1,30 contro dollaro dopo l’accordo raggiunto nel fine settimana tra EU, Bce e FMI. L’Eur/Usd si è quindi riportato a 1,27 sul rinnovato scetticismo dei mercati circa la capacità della Grecia di tener fede al promesso riordino delle finanze pubbliche. Pesano anche le dichiarazioni di Moody’s, che ha affermato che il rating di Atene potrebbe essere ridotto al livello di junk bond nei prossimi esi, mentre quello del Portogallo verrà certamente ridotto se non verranno poste in essere misure di controllo dei conti pubblici.

Risale così l’avversione al rischio e gli operatori tornano ad alleggerire le posizioni sulle materie prime, con il Wti Usa sceso a USD76 al barile. Massimo storico per l’oro che ha superato USD1.240 per oncia; molto bene anche le quotazioni dell’argento (vedi grafico).

Obbligazionario/Monetario

Performance settimanale poco mossa per il mercato dei titoli di stato, che ha riservato comunque fortissime oscillazioni intraday nelle giornate di venerdì e lunedì. La curva dei rendimenti Usa è tornata a stabilizzarsi sui livelli di una settimana fa, mentre quella tedesca ha visto rendimenti in rialzo soprattutto sul tratto medio lungo, con prezzi in discesa. L’irripidimento della curva tedesca ha portato ai massimi dal 1999 lo spread tra i bund 2-10 anni, salito a 235 bp. In netto calo gli spread con i titoli periferici, sostenuti questi ultimi dagli acquisti delle Banche centrali dell’Area Euro. Il differenziale Btp-Bund a 10 anni si è riportato sotto i 100 bp (da 115), quello tra Bund e Portogallo a 170 (da 320), dell’Irlanda a 175 (da 265), della Spagna a 100 (da 135), della Grecia a 440 bp (da 750). Rimangono comunque le preoccupazioni che il maxi-piano europeo possa non essere sufficiente se non adeguatamente supportato da piani credibili di risanamento delle finanze pubbliche.

Domanda quasi doppia per i EUR5,5 mld del Bot annuale in asta ieri, con il tasso fissato a 1,442% (0,933% nell’emissione di aprile). Nel mercato corporate ritraccia il costo di protezione dal rischio di insolvenza, misurato dagli indici Itraxx: il Main per gli emittenti investment grade è tornato a 95 pts, mentre il Crossover riferito ai non-investment è sceso a 470 pts.

Mercati azionari

Italia

Il Ftse/Mib registra un andamento positivo, in linea con l’Eurostoxx. Bene Tenaris che ha riportato profitti in calo nel primo trimestre 2010: in dettaglio, l’utile netto è sceso del 43% a USD222,2 mln, a causa della riduzione del giro d’affari e dei minori margini operativi, facendo tuttavia meglio delle attese che oscillavano in media a USD200 mln. Anche il fatturato ha registrato una flessione che è stata dell’11% rispetto al quarto trimestre 2009 e del 33% rispetto al primo trimestre dell’anno scorso, attestandosi a USD1,638 mld. Il giorno successivo la diffusione dei dati, Ubs ha ridotto il target price da USD45 a USD42, con giudizio neutral confermato.

In progresso Exor, controllante di Fiat, che durante i primi tre mesi del 2010 è tornata in nero riportando un utile consolidato di EUR31,7 mln (il primo trimestre 2009 si era chiuso con una perdita consolidata di EUR152,8 mln). Sempre al 31 marzo, il saldo della posizione finanziaria netta consolidata del Sistema Holdings è positivo per EUR257,8 mln ed evidenzia una variazione positiva di EUR206,2 mln rispetto al saldo di fine 2009 (+EUR51,6 mln), mentre il NAV (Net Asset Value) è pari a EUR5.818 mln ed evidenzia un incremento di
EUR2.850 mln rispetto al dato di EUR2.968 mln al 1° marzo 2009 (data di efficacia della fusione con IFIL). Ieri Exane Bnp Paribas ha portato la raccomandazione sul titolo da neutral a outperform.

Denaro anche su Bulgari che ha approvato il resoconto intermedio relativo al 1Q2010, che ha evidenziato un fatturato di EUR199,1 mln, in crescita del 12,6% a cambi comparabili (+11,8% a cambi correnti) vs. lo stesso periodo 2009, un risultato operativo sostanzialmente in pareggio ed un risultato netto negativo per EUR8,3 mln.

Positiva Finmeccanica che giovedì scorso ha comunicato di essersi aggiudicata commesse per un valore complessivo di oltre EUR140 mln attraverso le sue aziende DRS, SELEX Sistemi Integrati, SELEX Galileo, SELEX Communications ed Ansaldo Energia.

Poco mossa Italcementi che ha chiuso il primo trimestre dell’anno con un risultato netto di gruppo negativo per EUR37,5 mln, rispetto al rosso di EUR12,7 mln dell’analogo periodo dello scorso anno. Citando “la difficile situazione economica e le avverse condizioni meteorologiche che hanno determinato un calo dei consumi di cemento”, la società ha inoltre comunicato un calo nei ricavi consolidati trimestrali a EUR1,072,5 mln dai EUR1.201,2 mln del gennaio-marzo 2009, mentre l’Ebitda corrente scende a EUR135,7 mln dai EUR188,9 mln di un anno fa. La società fa sapere che il quadro complessivo resta ancora difficile e che lo scenario per i mesi a venire è di elevata incertezza, anche se è da segnalare in positivo un miglioramento di quasi EUR60 mln dell’indebitamento. Il Dg Ferrario ha infine ribadito che Italcementi non ha intenzione di riprendere il progetto di fusione con la controllata Ciments Francais.

Tra i titoli in rosso citiamo la Pop di Milano che ha chiuso i primi tre mesi dell’anno con un utile di EUR50 mln, in flessione del 30,2% rispetto allo stesso periodo del 2009 (che aveva beneficiato di EUR60 mln di proventi da operatività in derivati su tassi di interesse), risentendo in particolare della flessione dell’attività finanziaria. Le rettifiche e gli accantonamenti ammontano a EUR70,1 mln, in flessione rispetto all’anno scorso. L’istituto milanese ha anche annunciato un’esposizione verso la Grecia pari a circa EUR10 mln.

Estero

Listini europei che dopo i ribassi in chiusura della scorsa ottava hanno avviato questa settimana con un netto rimbalzo, il che ha permesso di condurli ad una performance positiva (con la volatilità che è diminuita): a favorire il movimento è stato certamente il piano varato nella notte tra domenica e lunedì dall’Ecofin e che prevede un pacchetto di aiuti per la zona Euro da EUR750 mld (va detto che la debolezza dell’euro vs le altre principali valute sta ad evidenziare una permanenza di timori sul debito della zona Euro).

Qualche news da oltreoceano prima di focalizzarci sulle assicurazioni europee: McDonald’s (-0,3% in settimana) ha annunciato che le sue vendite nelle filiali aperte da almeno un anno sono aumentate ad aprile del 4,9% (atteso un aumento del 4,5%).

Walt Disney (+1,2%) ha aumentato nel suo secondo trimestre fiscale terminato lo scorso 3 aprile i suoi ricavi del 6% a USD8,6 mld ed il suo utile netto del 55% a USD953 mln (pari ad un Eps di USD0,48); gli analisti avevano atteso in media ricavi di USD8,4 mld ed un utile per azione di USD0,46. Kraft Foods (+2,1%) ha aumentato nel primo trimestre di quest’anno i suoi ricavi del 26% a
USD11,3 mld ed il suo utile netto del 185% a USD1,88 mld, pari a USD1,16 per azione che escluse le voci straordinarie scende a USD0,49 per azione (gli analisti avevano atteso in media ricavi di USD10,95 mld ed un utile per azione di USD0,45).

Il settore assicurativo europeo ha registrato un ottimo balzo in avanti, con molti componenti che hanno diffuso i conti trimestrali. E’ il caso di Ing (+10,6%) che stamane ha comunicato di aver generato nel primo trimestre 2010 un utile netto di EUR1,33 mld (sopra le attese), dopo il rosso di EUR793 mln accusato nel primo trimestre del 2009; il bancassicurativo olandese ha beneficiato nei primi tre mesi di quest’anno della ripresa dei mercati finanziari, con gli accantonamenti per rischi su crediti che sono inoltre fortemente calati rispetto al trimestre precedente. Molto bene Swiss Re (+11,2%) che ha aumentato nel primo trimestre 2010 il suo utile netto del 22% a USD158 mln (dato superiore alle attese), grazie alla riduzione delle spese e al forte aumento dei proventi generati dagli investimenti. A causa degli elevati costi causati dal grave terremoto che ha colpito il Cile e dalle tempeste di neve che hanno colpito lo scorso inverno una parte dell’Europa, la Combined Ratio di Swiss Re è però peggiorata sensibilmente dal 90,2% al 109,4%. Swiss Re stima attualmente i propri costi derivanti dalla catastrofe naturale causata dall’esplosione della piattaforma Deepwater Horizon nel Golfo del Messico a circa USD200 mln.

Ben comprata Axa che ha generato nel 1Q2010 un fatturato in crescita dell’1,1% a EUR27,9 mld (il dato si è tuttavia rivelato inferiore alle attese), denaro su Zurich Financial che ha registrato nel primo trimestre un rialzo dell’utile netto del 76% a USD935 mln, cifra superiore alle attese degli analisti, anche se peggiora il Combinet Ratio, acquistata anche Munich Re che nel 1Q2010 ha aumentato l’utile dell’11% a EUR482 mln (sopra le previsioni), in progresso Allianz che stamattina ha fatto sapere di aver generato utili nel primo trimestre un utile di EUR1,59 mld, più che triplicato rispetto a EUR424 mln di un anno prima, con le attività di assicurazione vita e salute e l’asset management che hanno compensato l’effetto negativo delle forti richieste danni.

Mercati azionari: settori a confronto

Stoxx

L’analisi dei settori evidenzia una certa debolezza per i comparti anticiclici delle utility (male E.ON che ha registrato un utile adjusted in rialzo del 16%, un Ebit adjusted in salita del 20% mentre i ricavi sono stati in linea coi livelli del 1Q09, in rosso anche A2A che ha visto scendere l’utile netto del 1Q2010 del 22,8% mentre i ricavi mostrano una contrazione del 6,2%) ed energetico (flessione per BP che sta ancora cercando un rimedio per la falla nel golfo del Messico).

Ancora meglio dei settori bancario e assicurativo ha fatto il comparto auto (rialzo quasi a doppia cifra per BMW che nel mese di aprile ha evidenziato un aumento delle vendite del 14,6% a 116.391 unità, in calo la sola Porsche), buona performance anche per il settore industriale (segno più per Safran che secondo indiscrezioni stampa avrebbe raggiunto un accordo con Thales per mettere in comune le rispettive attività della difesa).

Settori in evidenza

Media

Mediaset ha chiuso il primo trimestre con utile e ricavi in crescita (rispettivamente del 54,9% e del 17,5%), ha confermato i segnali di ripresa del mercato pubblicitario e si è detta fiduciosa di poter archiviare il semestre con una raccolta in Italia in aumento intorno al 5%. Oggi Barclays ha limato al rialzo il target price da EUR6,9 a EUR7, con giudizio overweight. Vivendi ha annunciato ieri di aver aumentato nel primo trimestre 2010 i suoi ricavi del 6% a EUR6,92 mld ed il suo utile adjusted del 13% a EUR736 mln (attesi in media ricavi di EUR6,8 mld ed un utile adjusted di EUR659 mln).

Oggi Deutsche Bank ha portato il target price a EUR21,5 con rating hold, mentre Natixis ha deciso un fair value di EUR20,70 con giudizio neutral.

Bancario

BNP Paribas ha aumentato nel primo trimestre 2010 il suo utile netto del 47% a EUR2,28 mld ed i suoi ricavi del 22% a EUR11,53 mld (attese in media per un utile netto di EUR1,65 mld e ricavi di EUR10,85 mld); la banca francese, che ha annunciato un’esposizione al debito sovrano greco per EUR5 mld + EUR3 mld nel settore privato commerciale greco, ha inoltre ridotto gli accantonamenti per rischi su crediti (del 27% a/a e del 30% rispetto al quarto trimestre 2009).

Dopo sette trimestri negativi, Commerzbank è tornata in utile nel 1Q2010, registrando conti superiori alle attese grazie a solidi risultati nel trading e minori accantonamenti su prestiti inesigibili; la banca ha annunciato
un’esposizione sulla Grecia di EUR3,1 mld.

Telefonico

Deutsche Telekom ha generato nel primo trimestre 2010 un utile netto di EUR767 mln (dal rosso di EUR1,1 mld accusato nel primo trimestre 2009), ha aumentato l’Ebidta dell’1,6% a EUR4,89 mld, a fronte di ricavi che tuttavia sono calati dello 0,6% a EUR15,8 mld (attese in media per ricavi di EUR15,6 mld).

Telecom Italia ha diffuso i dati del 1Q durante il quale ha riportato un utile netto a EUR611 mln, in rialzo del 30,7% rispetto allo stesso periodo 2009, a fronte di ricavi a EUR6,483 mld, in calo dello 0,7%. L’Ad Bernabè si è detto fiducioso che “i risultati dei prossimi trimestri continueranno a mantenersi in linea con gli impegni assunti nel piano triennale”. Ieri il titolo si è mosso in controtendenza grazie all’upgrade da underperform a outperform deciso da Credit Suisse.

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