BORSE: PERCHE’
IL CROLLO
PROPRIO ORA?

31 Maggio 2006, di Redazione Wall Street Italia

Il contenuto di questo articolo esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – Eccesso di aumento dei prezzi nel periodo precedente, l’inflazione che rialza la testa, la crescita e poi il crollo dei prezzi delle materie prime, la frenata dell’economia asiatica e americana (quella europea sembra all’inizio di una incerta ripresa), la congiura dei gestori di hedge funds che prima puntano al rialzo e poi puntano al ribasso.

Con INSIDER puoi guadagnare in un mese piu’ del tuo stipendio di un anno. Clicca sul
link INSIDER

Tutte queste spiegazioni del crollo delle borse lasciano al centro del campo una domanda ineludibile. Ma perché proprio ora? Perché, essendo i problemi sul tappeto già alcuni mesi fa, proprio ora, proprio a partire dall’11 di maggio, i mercati azionari si sono accorti di tutto questo e hanno subito una netta flessione? Non è l’identificazione delle cause il problema.

A posteriori si può razionalizzare qualsiasi comportamento dei mercati. Il problema è il timing. E per individuare il timing gli studi di analisi fondamentale servono a poco. La verità è che il mercato non è mosso da rapporti di causa/effetto, come vuole l’economia classica, ne’ da movimenti casuali, come vuole l’unica teoria accreditata nelle università di tutto il mondo e cioè la teoria della passeggiata a caso (random walk theory).

Quest’ultima sostiene che in un mercato efficiente e ben informato tutte le classi di attività (azioni, obbligazioni, impieghi monetari) hanno lo stesso rendimento se aggiustato per il rischio, cioè per la volatilità. Non si spiega abbastanza cercando delle ipotetiche cause, e nemmeno ricorrendo al caso e alla statistica. Bisogna riconoscere che i mercati hanno una dinamica endogena, un ordine nel disordine che può essere analizzato solo con la teoria del caos o teoria dei frattali. Intensità e frequenza sui mercati azionari si comportano un po’ come nel mondo dei terremoti.

Frequenti movimenti di bassa intensità, rari movimenti di elevata intensità. Sui mercati non domina la distribuzione normale o gaussiana e nemmeno la legge di potenza di paretiana memoria.

I prezzi sui mercati si muovono secondo la teoria dei frattali, di cui una volgarizzazione, una banalizzazione è la Elliott Wave Theory. Ma anche in questa forma semplificata si tratta di cose difficili. E’ molto più rassicurante parlare di inflazione, di tassi di interesse o di congiura degli hedge funds. Così si razionalizzano, si danno spiegazioni razionali, semplici, ma purtroppo a posteriori, di fenomeni che richiederebbero spiegazioni complesse per essere previsti. Ma la domanda rimane: se è così, perché ora e non un mese fa o fra un mese? Ed è una domanda difficile e, come disse qualcuno: non esistono risposte facili a domande difficili.

Copyright © Affari & Finanza – La Repubblica
per Wall Street Italia, Inc. Riproduzione vietata. All rights reserved