Borse: paesi in via di sviluppo la prima scelta dei gestori

28 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Esposizione all’azionario ai massimi di sei mesi, quella sull’obbligazionario ai minimi di maggio con spostamento degli investimenti da Stati Uniti ed Europa alle piazze finanziare dei paesi in via di sviluppo. E’ questo il quadro del mese di ottobre che emerge da un sondaggio condotto da Reuters tra 56 gruppi di investimento non solo americani ma anche europei (esclusa la Gran Bretagna) e giapponesi.

I portafogli gestiti dalle societa’ interpellate sono risultati costituiti per il 52.7% da azioni contro il 50.8 di settembre. E’ scesa al 34.6% dal 36.1% la componente obbligazionaria mentre quella riguardante la liquidita’ ha perso lo 0.4% attestandosi al 5.4%.

Analizzando la parte azionaria, risulta chiaro che parte del rally di ottobre e’ da attribuire a uno spostamento dei flussi di capitale verso I mercati “emergenti”. La relativa esposizione in Europa, Asia (seiza Giappone), America Latina e Africa/Medio Oriente e’ cresciuta al 15.6% dal 14.3% del mese prima. Al contrario, la parte costituita da titoli di societa’ americane e’ scesa al 42.4% dal 43.2%. Giu’ al 20.8% dal 21.6% quella di aziende europee.

A condizionare le scelte d’investimento dei money manager sono state le prospettive sull’allentamento monetario da parte delle banche centrali, Federal Reserve in primis. Il quantitative easing infatti, iniettando liquidita’ nel sistema, indebolisce il dollaro rendendo piu’ attraenti le valute dei paesi in via di sviluppo.

Solo negli Stati Uniti, 14 delle case d’affari interpellate da Reuters hanno continuato a preferire l’azionario per il secondo mese consecutivo (al 62.4% del totale degli asset gestiti dal 61.7 di settembre e dal 61.5 di agosto). Nello stesso arco temporale e’ venuta meno la preferenza per titoli di stato, bond spazzatura e quelli investment grade (al 30.4% dal 31.1%).

I 17 colleghi europei hanno portato ai massimi di otto mese la componente azionaria dei loro portafogli (al 48.4 dal 46.6 % di settembre). La parte obbligazionaria pesa sul totale per il 39% (minimi di giugno). Livelli bassi come non si vedevano da nove mesi per la liquidita’ (al 6% dal 6.6% di 30 giorni prima).

Stesso trend in Giappone dove i gestori hanno spinto al top di 10 mesi la loro preferenza per i titoli di gruppi quotati in borsa. Il portafoglio delle 13 societa’ d’investimento del Sol Levante intervistate da Reuters e’ composto per il 46.6% da azioni contro il 45.7% di settembre. Quanto ai bond, la percentuale e’ scesa al 46.8 dal 48.5%. La parte cash si e’ ridotta in un mese al 3.7 dal 2.9%.

Per concludere, il quadro dei 12 fund manager inglesi parte del campione vede l’azionario avere la meglio (53.5 dal 49.1%) a scapito dell’obbligazionario (al 22.2 dal 24.7%) e della liquidita’ (7.1% dall’8.7%).