BORSE: OUTLOOK PER TOKYO

15 Marzo 2006, di Redazione Wall Street Italia

*Sara Silano è Caporedattore di Morningstar in Italia. Il contenuto di questo articolo esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – L’incertezza sulle mosse di politica monetaria ha innervosito il mercato azionario a febbraio, facendo oscillare più volte l’indice Nikkei sopra e sotto la soglia dei 16 mila punti. La Borsa di Tokyo ha ritrovato slancio dopo la recente decisione della Banca centrale del Giappone di porre fine alla fase ultra-accomodante di tassi di interesse vicini allo zero, che è durata cinque anni. Il listino dei principali titoli ha guadagnato quasi il 3% nell’ultimo mese (al 13 marzo), analogamente all’Msci Japan.

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L’aumento dei tassi sarà lento e graduale. L’istituto centrale nipponico ha annunciato di volerli mantenere ancorati allo 0,1% ancora per qualche mese, per posizionarsi poi su livelli “molto bassi” per alcuni trimestri, prima di entrare in una fase di aggiustamenti al rialzo. La decisione sancisce l’uscita dalla politica anti-deflazionistica attuata negli anni scorsi per sostenere l’economia, basata, oltre che su saggi di interesse quasi nulli, sull’iniezione di liquidità nel sistema finanziario.

Il cambiamento di direzione da parte della Banca centrale è legato alla ripresa economica in atto e all’incremento dell’indice dei prezzi negli ultimi tre trimestri, dopo una lunga fase di contrazione. L’obiettivo di inflazione è stato fissato tra lo zero e il 2%, livello più basso rispetto ai Paesi occidentali. Nel quarto trimestre, il Prodotto interno lordo è cresciuto dell’1,3%, a conferma che il Giappone ha imboccato con decisione la strada della crescita.

Nell’ultimo mese, la Borsa di Tokyo ha alternato sedute di forti acquisti e prese di beneficio. Hanno contribuito a generare volatilità le voci di movimenti societari, tra cui le indiscrezioni su un possibile interesse della società internet Softbank per la divisione giapponese di Vodafone e quelle della cessione della partecipazione di General Motors in Suzuki. Inoltre, le società di esportazione sono state influenzate dall’andamento altalenante dello yen nei confronti di euro e dollaro, legato alle politiche monetarie delle Banche centrali europea ed americana.

Secondo il sondaggio sui mercati condotto da Morningstar la prima settimana di marzo, la Borsa nipponica salirà nei prossimi sei mesi per il 62% dei gestori, percentuale in calo rispetto ai mesi precedenti, ma che rimane nettamente superiore a quella dei pessimisti (meno del 5%). Nel breve periodo i fund manager non escludono volatilità e prese di beneficio, mentre nel medio periodo prevale l’ottimismo in quanto la crescita economica è solida.

Il rialzo dei tassi di interesse è considerato da alcuni operatori come una minaccia per il mercato azionario. Altri, tra cui Henderson Global Investors, sostengono che, mentre è chiaro che un incremento dei tassi possa provocare un aumento dei rendimenti delle obbligazioni, non necessariamente questo è penalizzante per la Borsa. La caduta dei ritorni del reddito fisso tra il 1990 e il 2003, infatti, non ha in alcun modo favorito i titoli rappresentativi del capitale di rischio.

Per Glen Maguire, economista dell’area Asia-Pacifico di Société Générale, la decisione della Banca del Giappone è stata mal compresa dal mercato, in quanto non si tratta dell’inizio di un ciclo restrittivo, ma di una normalizzazione della politica monetaria. Tuttavia, l’errore di valutazione porterà volatilità in Borsa nei prossimi mesi e un indebolimento dello yen.

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