BORSE: OPERATORI, ‘PERCHE’ RESTARE APERTI?’

12 Settembre 2001, di Redazione Wall Street Italia

Gli operatori di borsa manifestano perplessità e sconcerto di fronte alla decisione delle borse europee di rimanere aperte all’indomani dell’attacco terroristico, che ha messo in ginocchio gli USA, e che ha indotto Wall Street a rimanere chiusa, sia ieri che oggi, mercoledì.

Daniele Tolusso, operatore equity sales di Uniprof, teme che finiscano per rimetterci i piccoli investitori. “Ci sono oscillazioni troppo ampie tra i minimi e i massimi – dice a Wall Street Italia – questo rischia di non essere più un mercato, noi stessi tendiamo a guardare meno il terminale e più la CNN, in attesa di sapere se, dove e come l’America decide di sferrare un attacco ai colpevoli degli attentati”.

La sensazione, aggiunge Tolusso, è che nel momento in cui l’emotività gioca un forte ruolo, gli unici a tenere il sangue freddo siano gli speculatori “che sguazzano manovrando al ribasso, in uno scenario che vede le borse scendere ormai da 18 mesi”.

Federico Schmid, responsabile negoziazione Sim di Bnp Paribas, concorda con l’operatore di Uniprof: “Non ha senso tenere aperto con gli USA chiusi. E’ vero che anche il giorno del Ringraziamento il mercato americano resta chiuso, ma la portata psicologica mondiale è assolutamente diversa”.

Ciò che colpisce anche Schmid è la grossa escursione tra minimi e massimi. “Mi aspetto oggi che i mercati scendano del 6-7%; è un gioco al massacro che penalizzerà probabilmente i piccoli investitori”.

Il consiglio dell’operatore è comunque di “tenere duro e non vendere, per due motivi: perché probabilmente vedremo ancora dei ribassi; e perché nell’arco di sei mesi potrebbe innescarsi una ripresa economica. E’ cinico e impietoso dirlo, ma è probabile – aggiunge il responsabile della Sim francese – che questa tragedia aiuti l’America a uscire dalla recessione, o rallentamento che dir si voglia: si assumerà di nuovo, si dovrà costruire, si dovrà tornare a crescere”.

Marco Crepaldi di Gestnord Intermediazione Sim: “Ieri le borse avrebbero dovuto chiudere, oggi non so. Penso da una parte che una chiusura oggi avrebbe avuto implicazioni forse più gravi del lasciare aperto. La speculazione? Il grosso l’ha fatto ieri”.


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