Borse: New York va su bene, ma non come Milano

21 Gennaio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Partenza in rialzo per i listini azionari americani, che si rifanno cosi’ dopo due sedute sottotono. Attenzione pero’ ai volumi alti e al rischio di elevata volatilita’ nel primo giorno dell’anno di scadenze dei contratti. Il Dow si porta ai massimi di 52 settimane di 11.892 (+60 punti), mentre l’S&P, che avanza di oltre 7 punti non riesce a superare la resistenza rappresentata dall’area 1289/1290. Il Nasdaq avanza di quasi mezzo punto percentuale attestandosi a quota 2.716.

Il mercato cerchera’ di realizzare guadagni tali da poter cancellare le perdite viste nelle ultime due sedute, che hanno arrestato la corsa che negli ultimi due mesi aveva visto Wall Street guadagnare ben l’8%. Ma in settimana (iniziata martedi’ vista la chiusura lunedi’ in osservanza del Martin Luther King Day) l’S&P ha ceduto sinora l’1%. Rischia di essere la prima settimana di ritracciamento da novembre.

La striscia positiva ha spinto molti osservatori a giudicare il mercato ipercomprato sul breve termine. Al contrario, le prospettive di una serie di prese di profitto sono state sovrastate dalla propensione degli investitori a comprare sui cali recenti. Il tutto in giorno in cui si chiudono molte posizioni vista la scadenza delle opzioni. Sicuramente c’e’ il rischio che la seduta sia molto nervosa.

Per ora pero’ a dettare i tempi sono le trimestrali convincenti di General Electric e Google, i cui utili hanno battuto le stime. Discorso a parte merita Bank of America, che ha deluso sua sul fronte del fatturato che dei profitti.

Vista la carenza di dati economici rilevanti in calendario negli Stati Uniti l’attenzione e’ dunque tutta concentrata sulle novita’ provenienti dal fronte aziendale Usa. Il gruppo industriale GE ha chiuso il suo terzo trimestre di fila con una crescita dei profitti (+51%), facendo meglio delle previsioni degli analisti. A contribuire all’ottimo risultato e’ stata la ripresa delle attivita’ della sua divisione finanziaria, di quella di assistenza sanitaria e di quella dei trasporti.

Bank of America e’ molto meno richiesta sui mercati dopo che la maggiore banca americana per numero di asset ha archiviato il quarto trimestre con un utile esclusi oneri straordinari di 4 centesimi per azione, inferiore alle aspettative. Delusione anche sul fronte del fatturato.

Ieri Google ha annunciato un utile piu’ alto di quello stimato da Wall Street e oggi i titoli avanzano. Un’altra notizia che sul motore di ricerca a far discutere e’ quella riguardante il cambio di poltrone ai vertici: il confondatore Larry Page e’ stato scelto come amministratore delegato, prendera’ il posto di Eric Schmidt, che diventera’ invece il direttore esecutivo. Cambiamenti anche per il CdA di Hewlett-Packard, il piu’ importante dei quali riguarda la nomina di Meg Whitman, ex AD di eBay.

Tornando in Europa, nella prima giornata di scadenze tecniche del 2011 sui mercati azionari, si riscontra ovunque un rally delle banche. Londra sale così dello 0,9%, Francoforte fa +1,14%, Parigi aumenta del 2,07%. Ma il listino migliore si conferma anche oggi Madrid (oltre 2%), dopo alcune indiscrezioni secondo cui il governo spagnolo avrebbe intenzione di agire in tempi strettissimi per risolvere i problemi bancari del paese, nazionalizzando le casse di risparmio e iniettando nel loro capitale 30 miliardi di euro.

E gli stessi acquisti sulle banche permettono al Ftse Mib di crescere del 2,31% e di festeggiare il superamento di quota 22.000 punti. Madrid e Milano si confermano cosi’ i listini migliori. In ogni caso i buy sulle banche interessano tutta l’Europa, che accoglie con favore anche i rumor sulla britannica Royal Bank of Scotland, che potrebbe chiedere lo sganciamento dallo stato di protezione dello stato. Il titolo festeggia.

Sotto i riflettori sul mercato valutario il continuo apprezzamento dell’euro, che supera quota $1,35 sulle aspettative di nuovi piani per risolvere i problemi della zona Euro. In particolare il Wall Street Journal parla delle opzioni prese in considerazione dell’Europa per risolvere la crisi di fiducia sull’euro. Il riferimento è alla possibilità di consentire ai Piigs di attingere al Fondo salva-stati per riacquistare con operazioni di buy back i propri titoli di stato a un valore inferiore rispetto a quello nominale.

Un’altra notizia che vede in primo piano l’Europa è la dichiarazione di Fitch: l’agenzia di rating ha affermato che esiste tuttora il rischio di downgrade per i debiti sovrani dell’Europa e che il Portogallo potrebbe entrare anche in recessione quest’anno. I rating più a rischio sono quelli sulla Grecia e Spagna: quest’ultima, secondo Fitch, dovrebbe agire per ristrutturare il proprio sistema bancario. Ma i mercati azionari oggi guardano al lato positivo della medaglia e comunque la stessa Fitch ha ammesso che l’Europa le politiche messe in atto per rispondere alla crisi fiscale dell’eurozona sono al momento “ragionevolmente coerenti”.

In questa giornata in cui i finanziari sono sotto i riflettori, protagonisti rimangono per l’appunto i balzi dei bancari italiani. Gli esperti commentano il rally da inizi anno e si chiedono se sia arrivato il momento di posizionarsi sul comparto, che tanto aveva sofferto – come nel caso della Spagna – nel corso del 2010.

Sugli altri mercati i futures sul petrolio con consegna marzo del petrolio arretrano dello 0,17% a $89,44. Il derivato con scadenza febbraio dell’oro perde lo 0,57% a $1.338,80. Sul fronte valutario, l’euro sale dello 0,61% a quota $1,3555. Quanto ai Treasury, il rendimento del decennale cede 0,5 punti base a quota 3,45%.