Borse nervose, Italia in rotta di collisione con l’UE

14 Maggio 2018, di Daniele Chicca

Nervi tesi nelle sale operative europee, con l’Italia che è in rotta di collisione con l’UE. Nonostante questo i BTP, difficili da shortare nella fase attuale in cui godono del sostegno della Bce, non hanno subito grosse perdite, mentre il mercato azionario italiano tiene botta. Detto questo la formazione di un governo euro scettico mette in ansia le autorità di Bruxelles. È una delle prime grandi vittorie delle forze populiste e nazionaliste ottenuta sull’establishment europeo.

Entrambi i partiti, che in passato avevano abbracciato idee euroscettiche proponendo persino un referendum contro la moneta unica – di difficile attuazione in Italia perché andrebbero rivisti i trattati iscritti nella costituzione, hanno messo da parte la retorica anti euro, cambiando strategia già dopo le elezioni francesi, consapevoli che una propaganda troppo aggressiva avrebbe potuto impaurire i mercati e una fetta dell’elettorato. Ciononostante l’idea di introdurre una moneta parallela e di varare misure costose per le casse statali come flat tax e reddito avranno ripercussioni negative nei rapporti dell’Italia con l’Ue.

Sul Forex l’euro oscilla tra in una forchetta compresa tra i 1,1915 dollari e i 1,1955 dollari. Tra le materie prime il petrolio ripiega, con i mercati concentrati sul nuovo report mensile dell’OPEC e sulle notizie secondo cui l’Europa si opporrà con forza alla controversa decisione degli Usa di abbandonare il patto sul nucleare iraniano. Il future sul WTI cede mezzo punto percentuale sopra i 70,30 dollari al barile, mentre il contratto sul Brent cede lo 0,62% a 76,64 dollari al barile.

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Daniele Chicca 14 Maggio 201811:27

Sui mercati, mentre l’andamento dell’euro oggi è altalenante sul Forex, oscillando tra 1,1939 e 1,1990 dollari stamattina,  l’azionario scambia in calo dello 0,2% circa. Non vedono positivamente la formazione del governo euro scettico gli analisti di Aberdeen Standard Investments secondo cui nel complesso è probabile che il programma politico dia luogo a un potenziale stimolo fiscale a breve termine, a scapito però dei bilanci pubblici in un contesto di debito pubblico già elevato.

“Il rischio che ciò comporta non è solo quello di accumulare problemi da affrontare in un secondo momento, non affrontandoli in maniera adeguata, ma anche di aggravarli (…)  l’analisi fatta finora suggerisce che questa coalizione riflette l’opportunismo politico piuttosto che una coalizione di partiti affini (…) non crediamo che questa coalizione durerebbe un intero mandato di governo, ma sarebbe dirompente per gli investitori, mentre riescono a rimanere al potere a causa di un programma fiscale inutile e di relazioni combattive con i partner europei”.

Daniele Chicca 14 Maggio 201811:28

Anche gli analisti di Barclays esprimono forte preoccupazione per il nuovo governo Lega-M5S che sta per nascere in Italia.

“Un esito del genere sarebbe molto probabilmente negativo per i mercati e rappresenterebbe una sfida diretta al Fiscal Compact dell’Europa (…) I due partiti hanno incentrato la loro campagna elettorale su un numero di promesse fiscali costose, che includono l’azzeramento della riforma Fornero, il reddito di cittadinanza e la flat tax. Insieme, tali misure, secondo le nostre stime preliminari, costerebbero circa 100 miliardi di euro“.

Daniele Chicca 14 Maggio 201812:08

Le Borse sono fiacche ma non sembrano temere particolarmente le prospettive di un governo euro scettico in Italia. Piazza Affari cede lo 0,2% senza grandi scossoni.

Tra i titoli più importanti quotati a Milano, spicca ancora Mps che sale del 6% a 3,39 euro dopo aver toccato in corso di seduta un massimo a quota 3,48 e scambi che si avvicinano ai dieci milioni di azioni. Acquisti su Pirelli (+2,2%) in attesa della trimestrale e sempre debole Azimut che cede il 3% dopo i dati resi noti la settimana scorsa. Qualche vendita su Prysmian che cede oltre due punti, mentre si muovono positive poco oltre l’1% sia Banco Bpm sia Ubi.

Daniele Chicca 14 Maggio 201812:13

Jean Pisani-Ferry, senior fellow del think tank Bruegel, ritiene che il nuovo governo in Italia debba intraprendere urgentemente delle misure Volte a migliorare l’economia e alimentare la produttività. La posizione finanziaria italiana è precaria, secondo Pisani-Ferry che cita il rapporto tra debito pubblico e PIL del 132%. Significa che l’Italia deve ai creditori una somma maggiore del suo intero PIL annuale. Questo è il risultato di una crescita debole piuttosto che di un indebitamento senza freni.

I problemi finanziari italiani derivano da un debito eccessivo ereditato negli Anni 80 e dal fatto che per vent’anni la crescita economica è stata pressoché nulla, spiega l’economista. Nel 2017 il PIl reale, adeguato all’inflazione, si trovava sugli stessi livelli del 2003, mentre il PIL pro capite è fermo a quelli del 1999. Con un comun denominatore tanto stagnante, diventa difficile ridurre il rapporto tra debito pubblico e PIL.

Daniele Chicca 14 Maggio 201812:14

Jean Pisani-Ferry, senior fellow del think tank Bruegel, ritiene che il nuovo governo in Italia debba intraprendere urgentemente delle misure volte a migliorare l’economia e alimentare la produttività. La posizione finanziaria italiana è precaria, secondo Pisani-Ferry che cita il rapporto tra debito pubblico e PIL del 132%. Significa che l’Italia deve ai creditori una somma maggiore del suo intero PIL annuale. Questo è il risultato di una crescita debole piuttosto che di un indebitamento senza freni.

I problemi finanziari italiani derivano da un debito eccessivo ereditato negli Anni 80 e dal fatto che per vent’anni la crescita economica è stata pressoché nulla, spiega l’economista. Nel 2017 il PIl reale, adeguato all’inflazione, si trovava sugli stessi livelli del 2003, mentre il PIL pro capite è fermo a quelli del 1999. Con un comun denominatore tanto stagnante, diventa difficile ridurre il rapporto tra debito pubblico e PIL.

Daniele Chicca 14 Maggio 201812:17

Jean Pisani-Ferry, senior fellow del think tank Bruegel, ritiene che il nuovo governo in Italia debba intraprendere urgentemente delle misure volte a migliorare l’economia e alimentare la produttività. La posizione finanziaria italiana è precaria, secondo Pisani-Ferry che cita il rapporto tra debito pubblico e PIL del 132%. Significa che l’Italia deve ai creditori una somma maggiore del suo intero PIL annuale. Questo è il risultato di una crescita debole piuttosto che di un indebitamento senza freni.

I problemi finanziari italiani non derivano dal deficit pubblico bensì da un debito eccessivo ereditato negli Anni 80 e dal fatto che per vent’anni la crescita economica è stata pressoché nulla, spiega l’economista. Nel 2017 il PIl reale, adeguato all’inflazione, si trovava sugli stessi livelli del 2003, mentre il PIL pro capite è fermo a quelli del 1999. Con un comun denominatore tanto stagnante, diventa difficile ridurre il rapporto tra debito pubblico e PIL.

Daniele Chicca 14 Maggio 201815:49

Avvio positivo a Wall Street con i trader che sono sollevati dall’allentarsi delle tensioni commerciali. Il presidente Usa Trump ha alleggerito la sua posizione nei confronti del colosso hi-tech cinese ZTE in vista dell’incontro con il suo omologo della Cina Xi. Il Dow Jones guadagna lo 0,45% al momento, quando sono trascorsi circa 15 minuti dal suono della campanella.

Daniele Chicca 14 Maggio 201816:23

Reuters ha tentato di calcolare il buco di bilancio che si formerebbe nei conti pubblici con l’introduzione di un reddito di cittadinanza per i più poveri e con il varo della flat tax del 15% su aziende e famiglie in Italia. La prima misura, voluta dal M5S, si stima che costerebbe 17 miliardi di euro l’anno allo Stato, mentre il secondo schema – sponsorizzato dalla Lega – ridurrebbe le entrate fiscali di 80 miliardi ogni anno.

Abolire la riforma Fornero costerebbe altri €15 miliardi, mentre ulteriori 12,5 miliardi sarebbero necessari per scongiurare lo scatto della clausole di salvaguardia che incrementerebbe automaticamente l’IVA l’anno prossimo. Detto questo il taglio fiscale allo studio darebbe una bella spinta ai consumi italiani, mentre il reddito di base aiuterebbe a ridurre le disuguaglianze e porterebbe a una riqualificazione dei cittadini per favorirne il reintegro nel mercato del lavoro.

Daniele Chicca 14 Maggio 201816:24

Reuters ha tentato di calcolare il buco di bilancio che si formerebbe nei conti pubblici con l’introduzione di un reddito di cittadinanza per i più poveri e con il varo della flat tax del 15% su aziende e famiglie in Italia. La prima misura, voluta dal M5S, si stima che costerebbe 17 miliardi di euro l’anno allo Stato, mentre il secondo schema – sponsorizzato dalla Lega – ridurrebbe le entrate fiscali di 80 miliardi ogni anno.

Abolire la riforma Fornero costerebbe altri €15 miliardi, mentre ulteriori 12,5 miliardi sarebbero necessari per scongiurare lo scatto della clausole di salvaguardia che incrementerebbe automaticamente l’IVA l’anno prossimo. Detto questo il taglio fiscale allo studio darebbe una bella spinta ai consumi italiani, mentre il reddito di base aiuterebbe a ridurre le disuguaglianze e a riqualificare i cittadini per favorirne il reintegro nel mercato del lavoro.

Daniele Chicca 14 Maggio 201816:28

Mihir Kapadia di Sun Global Investments osserva un incremento della tensione nei mercati azionari europei. Nonostante i guadagni visti in Asia e l’avvio positivo a Wall Street, le Borse del Vecchio Continente sono deboli.

Con l’Italia che fa fatica a formare un nuovo governo e con le autorità britanniche che non hanno vita facile nell’affrontare le trattative sulla Brexit, i settori bancario e tecnologico sono in calo e questo sta influendo negativamente sulla fiducia degli investitori” con l’andamento dell’indice paneuropeo Stoxx Europe 600 che è in ribasso.

Daniele Chicca 14 Maggio 201817:45

Grazie anche all’incremento delle quotazioni petrolifere medie, Saras ha chiuso il primo trimestre dell’anno con ricavi in aumento del 27% a quota 2 miliardi e 419 milioni di euro. Il titolo, complice anche il ripiegamento delle quotazioni petrolifere oggi, cede però lo 0,89% in Borsa, in controtendenza rispetto al resto del mercato a Piazza Affari (+0,26% a 22.241,47 punti il listino Ftse MIB).