BORSE: INIZIO D’ANNO SENZA BOTTO

10 Dicembre 2003, di Redazione Wall Street Italia

Per i gestori, le Borse prenderanno fiato, prima di tornare a salire. L’America farà da traino alla ripresa, ma per il 76,5% dei manager i mercati europeo e giapponese sono da preferire a Wall Street. Non si ferma la corsa dell’euro.

Ripresa economica e aumento degli utili sono già inglobati nelle attuali valutazioni dei titoli azionari, per cui i gestori non si attendono un inizio d’anno col botto. Le Borse prenderanno fiato per poi tornare a salire nel corso del 2004. E’ questo il quadro che esce dal sondaggio condotto da Morningstar, dall’1 al 9 dicembre, tra 34 case di investimento presenti in Italia. Nel complesso, i manager sono convinti che le azioni renderanno più delle obbligazioni, ma con notevoli disparità tra le diverse aree geografiche. Sale dal 66,7% di novembre al 76,5% la percentuale di gestori che sono ottimisti sul mercato europeo (71,9% su quello italiano), mentre scende dal 70 al 55,9% il numero di coloro che si attende un incremento di Wall Street. Resta stabile al 76% il Giappone.

Una ripresa scontata. Per il 2004, i gestori si attendono un proseguimento della crescita economica e un ulteriore miglioramento dei profitti. Tuttavia, i mercati scontano i dati positivi e, agli attuali livelli, il potenziale di apprezzamento appare assai limitato, a fronte di rischi politici e strutturali scarsamente considerati nelle valutazioni dei titoli. In particolare, preoccupano la nuova ondata terroristica, il doppio deficit americano (commerciale e pubblico), la forza dell’euro e il possibile aumento dei tassi di interesse, atteso verso la metà del prossimo anno. Negli ultimi mesi, questi fattori negativi sono passati in secondo piano, perché gli investitori hanno ritrovato fiducia nei mercati azionari e tendono a vedere solo le notizie positive. I gestori temono, però, che una battuta d’arresto nella ripresa economica o il contraccolpo dell’aumento dei tassi sugli utili aziendali possa provocare una brusca correzione nelle quotazioni azionarie, acuita dalle prese di beneficio dopo i recenti rialzi.

Euro ancora forte. Quasi il 62% dei gestori ritiene che l’euro si apprezzerà ancora nei confronti del dollaro, con un target che alcuni individuano intorno a quota 1,25-1,26. Solo l’11,7% è convinto di un’inversione della tendenza, mentre il 26,5% crede in una stabilizzazione intorno agli attuali livelli. Sul biglietto verde pesano gli sbilanci strutturali nei conti pubblici e commerciali degli Stati Uniti. La decisione della Federal Reserve di lasciare i tassi invariati a lungo deprime ulteriormente il dollaro, perché scoraggia gli investimenti in asset finanziari americani a causa del rendimento più basso. Per i fund manager la forza dell’euro minaccia la debole ripresa economica europea, per le conseguenze sulle esportazioni. Nonostante questo, le valutazioni delle imprese del Vecchio continente sono considerate più interessanti di quelle d’oltreoceano.

Mercato obbligazionario sotto pressione. L’88,2% dei gestori è convinto che i prezzi dei bond americani scenderanno nei prossimi sei mesi, in netto aumento dal 60% di novembre. Cresce anche la percentuale di manager che prevedono un ribasso dei corsi dei bond nell’area euro: il mese scorso erano il 47%, a dicembre rappresentano quasi il 65% degli intervistati. I segnali di ripresa economica deprimono i mercati obbligazionari e i rendimenti restano storicamente bassi, anche dopo il leggero rialzo che si è verificato a partire da metà giugno. A livello geografico, i titoli governativi area euro sono preferiti a quelli americani e giapponesi, perché la forza della moneta unica permetterà alla Banca centrale di ritardare il rialzo dei tassi.

Hanno partecipato al sondaggio le principali società di diritto italiano ed estero operanti sul territorio che contano per circa l’80% degli asset gestiti in Italia.

I risultati dettagliati del sondaggio sono disponibili su: http://www.morningstar.it.

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