BORSE IN RIPRESA: FINE DELLA CRISI O INVERSIONE DEL TREND?

11 Marzo 2009, di Redazione Wall Street Italia

La grande domanda che si pongono analisti e investitori ora e’ se il mercato sara’ in grado di rendersi protagonista di un recupero sostenibile, sfruttando il momentum positivo partito ieri e che sta proseguendo anche oggi, o se invece si tratta dell’ennesimo fuoco di paglia, con gli indici che devono ancora toccare il fondo.

Ma su una cosa sono tutti d’accordo: molto dipendera’ dall’economia e in particolare sara’ importante capire se la crisi bancaria e’ davvero finita.

Molti preferiscono mantenere un approccio cauto. Non sarebbe infatti la prima volta che il mercato rimbalza dopo un periodo prolungato di forti vendite e gli investitori sono ancora al corrente dei tanti problemi che l’economia si trova a dover affrontare.

Tuttavia non mancano le prese di posizione piu’ forti. Se da una parte c’e’ chi parla di falsa partenza, come il famoso economista Nouriel Roubini, altri esperti hanno motivo per credere che il peggio della crisi finanziaria sia ormai passato e che il mercato riuscira’ finalmente a rimbalzare.

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Ieri l’S&P 500 ha messo a segno il maggior rialzo da novembre, dopo che Citigroup ha annunciato di essere ben avviata, dopo due mesi in utile operativo, a chiudere in utile un trimestre per la prima volta dal 2007. La notizia ha alimentato le speculazioni secondo cui il peggio della crisi bancaria sia alle spalle. Quasi 1,2 mila miliardi di perdite e svalutazioni annunciate dalle societa’ finanziarie di tutto il mondo hanno spedito l’indice di riferimento della Borsa Usa in ribasso del 20% dall’inizio dell’anno.

Secondo l’economista Roubini, che e’ stato tra i primi a prevedere lo scoppio della crisi, si tratta di una falsa partenza e il rimbalzo e’ destinato a spegnersi sotto l’incalzare di dati macro peggiori del previsto, di utili in calo e di notizie shock in arrivo dai mercati e dalle societa’.

“Da sei mesi vado ripetendo che, nonostante la brusca caduta delle Borse, ci sono forti rischi di nuovi rovesci. Nell’ultima recessione l’economia tocco’ il fondo nel novembre 2001, la ripresa prese forza nel 2002, ma la Borsa si mosse solo nella primavera del 2003, con 18 mesi di ritardo. Potrebbe capitare ancora”.

“Percio’ – prosegue l’economista – e’ probabile che nei prossimi 12-18 mesi vedremo nuovi minimi. Fino ad allora aspettatevi tanta volatilita’”.

Sicuramente piu’ ottimisti invece gli analisti di Morgan Keegan, che confermano il suggerimento sull’acquisto dei titoli bancari, la cui valutazione appare “estremamente economica” – tenuto conto che trattano ad un multiplo di 0.1-0.2 volte il book value. La banca ritiene che il rally iniziato ieri possa continuare, anche grazie alle rassicurazioni offerte dal Dipartimento del Tesoro sulla concessione di capitali che dovrebbero porre fine ai timori legati alla liquidita’ degli istituti.

Interpellato da MarketWatch, sito web finanziario americano, Jim Raid, credit strategist di Deutsche Bank, sottolinea il fatto che Citi non e’ stato il solo istituto finanziario ad annunciare un ritorno degli utili. “I margini sono in aumento e la concorrenza nel settore si e’ ridotta. Cio’ significa che nel primo trimestre assisteremo ad un buon rialzo dei profitti per diverse banche”. Raid ha pero’ aggiunto che “e’ ancora da considerare il modo in cui saranno valutati gli asset illiquidi in bilancio, sperando che non controbilancino o superino la profittabilita’ del core business”.

Per i trader che basano le proprie analisi dei prezzi azionari sulla serie Fibonacci, il fatto che l’S&P 500 non abbia bucato quota 665 e’ un segnale rialzista. L’indice ha fatto un balzo del 7.9% da quando e’ scivolato a 666.79 lo scorso 6 marzo. Se dovesse scivolare sui livelli di 665 punti, il paniere brucerebbe il 61.8% del rally iniziato 25 anni fa nel 1982.

Sente aria di rimbalzo il famoso analista tecnico John Bollinger, noto per aver inventato le “bande” che portano il suo nome: “Si sta formando un ottimo setup per un minimo di lungo termine sui principali listini azionari. Per ora – continua Bollinger – si tratta solo di una struttura in formazione, non ancora di un minimo, ma se il mercato azionario riuscisse a dare un colpo di reni, molti indicatori tecnici segnalerebbero ripresa. E a quel punto si creerebbe un circolo virtuoso per un rally”.

Quest’oggi il mercato sta tentando di estendere i guadagni del 6-7% realizzati ieri. Intorno alle 17 italiane il Dow sale dello 0.43% a 6955.96 punti, l’S&P 500 avanza dello 0.76% a 725.05 punti, mentre il Nasdaq dello 0.98% a quota 1371.65.

Se oggi il paniere dei titoli a grande capitalizzazione dovesse chiudere in positivo, si tratterebbe della prima volta da inizio febbraio in cui il Dow Jones riesce a mettere a segno due sedute consecutive di rialzi. Ma di recente il mercato ha dimostrato di non avere la forza per confermare il rimbalzo. E’ gia’ successo cinque volte quest’anno che il Dow, dopo aver guadagnato piu’ di 200 punti in una singola seduta, abbia poi perso terreno in quella successiva.

“Potrebbe essere un rimbalzo temporaneo, ma potrebbe essere anche molto consistente. Prevedo un rialzo del 25-30% rispetto ai livelli attuali” dice a Bloomberg Stanley Nabi, vice presidente del gruppo Silvercrest Asset Management. “Se e’ un rally momentaneo o no, nessuno e’ in grado di dirlo. Dipendera’ tutto dall’economia. Ma secondo me, almeno in un primo momento, sara’ un rimbalzo ampio dai livelli attuali”.