BORSE: I GURU, FORSE ASPETTARE CONVIENE

28 Novembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

Le valutazioni del mercato azionario sono scese notevolmente negli ultimi mesi. Gli investitori, pero’, rimangono cauti, timorosi che non sia ancora il momento giusto per tornare ad acquistare.

Secondo Morgan Stanley Dean Witter il mercato – misurato dall’indice Standard & Poor’s 500 – non e’ mai stato cosi’ conveniente dalla fine del 1998 o inizio 1999, a seconda della misurazione.

Una valutazione, disegnata da Peter Canelo, stratega d’investimento di Morgan Stanley Dean Witter dimostra che lo S&P 500 ha toccato il fondo nell’ottobre 1998 dopo l’inadempienza della Russia sul debito estero e il crollo del fondo Long-Term Capital Mangement; l’altra misurazione esaminata da Byron Wien – l’altro stratega di Morgan Stanley – mostra che le valutazioni non sono state ai livelli correnti dal gennaio 1999, sebbene fossero inferiori nell’ottobre 1998.

Non sembra pero’ ancora giunto il momento di acquistare.

Il mercato e’, secondo Peter Canelo, sottovalutato per il 22%, ma secondo Byron Wien e’ ancora sopravvalutato del 12%.

La differenza di valutazione va ricercata nella previsione di crescita degli utili per le societa’ dello S&P 500 nei prossimi cinque anni: Canelo presuppone una crescita del 12,5%; Wien prevede solo il 9,8%, appena al di sopra della media decennale di 8,8% per le societa’ dell’indice.

Il primo stratega sceglie un tasso di crescita piu’ elevato poiche’ gli oltre 200 cambiamenti dei componenti l’indice hanno aumentato le potenzialita’ di crescita degli utili. Il tasso di crescita a cinque anni dovrebbe essere addirittura il 14,8%, ma poiche’ quello a 10 anni e’ solo l’11,2%, Canelo ha deciso di abbassare il tiro al 12,5%.

Al momento, pero’, le previsioni sono anche meno rosee. Secondo First Call/Thomson Financial per il quarto trimestre le aspettative di crescita dello S&P 500 sono scese dal 15,6% di ottobre al 10,7%, mentre le previsioni per i tecnologici sono passate dal 29% al 16%. Per l’anno prossimo, poi, le aspettative sono in calo dal 14,8% all’11,8%.
Le proiezioni di Morgan Stanley per il 2001 sono di una crescita del 10,4%.

Non solo quindi si e’ ai livelli di due anni fa, ma il clima economico e’ meno positivo che allora. Nel novembre 1998 infatti, la Federal Reserve, nel tentativo di impedire una crisi finanziaria, intervenne con un taglio dei tassi di 3/4 di punto percentuale al 4,75% e il prezzo del greggio era al di sotto di $12 al barile.
Oggi, invece, il greggio e’ a oltre $35 al barile e la Fed ha lasciato intendere che prima di attuare un taglio dei tassi vuole essere certa che l’inflazione – al 3,4% negli ultimi 12 mesi – sia sotto controllo.

Gli investitori hanno quindi ragione di temere un raffreddamento brusco dell’economia, anche perche’ gli ultimi dati della bilancia commerciale lasciano intendere che nel terzo trimestre l’economia sia cresciuta a un passo molto piu’ lento del previsto.