BORSE: I DATI USA SPINGONO L’EUROPA AL RIBASSO

20 Aprile 2005, di Redazione Wall Street Italia

Borse europee in frenata sui timori di un eccessivo surriscaldamento dell’ economia Usa dopo la crescita dei prezzi al consumo registrata a marzo. Le apprensioni che ciò possa incidere anche sulle politiche monetarie della Fed hanno così spinto al ribasso un pò tutti i comparti del Vecchio Continente, nonostante la relativa cautela a Wall Street.

In tenuta la piazza milanese, dopo le dimissioni del premier Silvio Berlusconi, con perdite contenute allo 0,20%, mentre la seduta è andata meglio solo a Stoccolma (-0,10%).

Negli Stati Uniti, l’ indice dei prezzi generali al consumo ha registrato il mese scorso una crescita dello 0,6% su base mensile, la più alta da ottobre. Il dato che ha destato maggiori apprensioni è stato però quello relativo al tasso ‘core’, depurato della voce alimentari ed energia, in crescita dello 0,4% e ai massimi da circa tre anni.

“Gli investitori sono preoccupati che un’ inflazione più alta possa indurre la Fed ad alzare i tassi di interesse più del previsto e che questo possa comportare un rallentamento economico e nella crescita degli utili”, ha spiegato all’ agenzia Bloomberg Luc Van Haden, gestore di Kbc asset management.

Nel comparto finanziario Hbos, maggior gruppo ipotecario inglese, ha lasciato l’ 1,2%, mentre l’ olandese Aegon si è portata in flessione dell’ 1,6%. Pesante il settore auto, con una frenata dell’ indice settoriale Dj Stoxx dell’ 1,4% e vendite che pesano soprattutto sull’ italiana Fiat, mentre la francese Renault va giù dell’ 1,4%.

Segnali positivi sono giunti invece dal comparto tecnologico, con Asml Holding in rialzo del 2% e Infineon dello 0,7%, dopo che il colosso Usa Intel ieri ha annunciato risultati migliori delle attese. Arm Holdings, produttore di chip utilizzati nei telefonini Nokia e nell’ iPod, ha guadagnato il 2,1%, grazie anche alla promozione data al titolo da Deutsche Bank e JpMorgan Chase.

Giù nel comparto alimentare Nestlé (-2,7%), trattata in giornata senza i dividendi. Stacco cedola anche per Tesco, colosso inglese della distribuzione che segna così un calo del 2,4%. Balzo nel comparto assicurativo per il broker indipendente tedesco Mlp, in crescita del 18% dopo l’ annuncio di attese di utili prima delle tasse in crescita dell’ 82% nei prossimi tre anni.

A Piazza Affari, nuova seduta di passione per i titoli Fiat, in calo del 4,82%, bersagliati nuovamente dalla speculazione e dalle apprensioni sul partner General Motors, mentre prendono il volo gli scambi con il 4,5% circa del capitale passato di mano in una sola seduta. Giù anche Ifi (-2,62%) e Ifil (-2,94%).

Sulle partite finanziarie più calde, in rialzo dello 0,46% Antonveneta, mentre la Popolare di Lodi ha guadagnato lo 0,88% registrando in giornata anche la conferma del rating assegnato da Fitch. Bnl ha raccolto lo 0,46%, Mps ha perso l’ 1,26%, mentre Intesa è salita dello 0,96. Flessione per Unicredit (-1,29%), mentre Capitalia è scesa dello 0,29%. Bene Credem, in progresso dell’ 1,94%. Nell’ editoria, in evidenza Rcs (+2,5%).

Di seguito la chiusura degli indici dei titoli guida delle principali borse europee. – Londra -0,69% – Parigi -0,31% – Francoforte -0,62% – Milano -0,20% – Madrid -0,33% – Amsterdam -0,77% – Stoccolma -0,10% – Zurigo -1,06%.