Borse europee giù, futures Usa tentano invece il riscatto

24 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Dura davvero poco il tentativo di recupero dell’azionario europeo, successivo alla pubblicazione del dato relativo all’IFO della Germania, risultato migliore delle stime. A dominare sono ancora e sempre le vendite, con Piazza Affari che alle 13 circa ora italiana vede il Ftse Mib e l’All Share tornare a cedere lo 0,50% circa.

Tra le piazze finanziarie, Parigi cede lo 0,40%, Francoforte fa -0,43% e Londra -0,33%. Frazionale la discesa di Amsterdam in calo dello 0,38%.

Secondo quanto comunicato dall’IFO Institute della Germania l’indicatore – che misura la fiducia delle imprese tedesche -si è attestato a 106,8 punti, testano il massimo in circa tre anni. Gli economisti si aspettavano un calo a 106,4 dai 106,7 di agosto.

L’effetto si è fatto sentire soprattutto sull’euro, che è volato sui massimi di seduta nei confronti del biglietto verde superando di nuovo quota 1,34 dollari.

La tensione sul mercato valutario , resta tuttavia alta, in attesa oggi pomeriggio di alcuni dati statunitensi: gli ordini di beni durevoli e le vendite di nuove case entrambi di agosto. Nel frattempo, la performance dei futures Usa è positiva: a due ore e mezza circa dall’inizio della giornata di contrattazioni a Wall Street, i futures sul Dow Jones salgono di 24punti, quelli sul Nasdaq crescono di 6,50 punti e quelli sullo S&P 500 avanzano di 2,80 punti.

Tornando all’azionario in generale, a trattenere gli investitori dagli acquisti, sono però proprio le condizioni del mercato del lavoro statunitense, dopo che il dato sulle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione ha deluso il consensus. Il superindice è invece migliorato ad agosto, meglio delle attese. Meglio delle previsioni anche le vendite di case esistenti, rimbalzate in un mese dopo i minimi record di luglio; tuttavia il bilancio su base annuale resta negativo: -19%.

E’ grande attesa dunque per i nuovi dati Usa che saranno comunicati nel pomeriggio.

L’avversione al rischio tuttavia è palese, con l’oro che ha toccato il nuovo record, raggiungendo la soglia psicologica dei 1.300 euro l’oncia, e l’argento anche balzato al massimo degli ultimi trenta anni.

D’altronde oltre che in Usa anche dall’Europa – a parte la parentesi Ifo – le ultime notizie non lasciano presagire nulla di buono. Ieri, per esempio, i mercati hanno assistito al calo più ampio dal novembre del 2008 del PMI composito dell’Euro Zona; confermati inoltre deterioramento dell’attività economica di Francia e Germania. E resta alto anche il livello di allarme nei confronti dello stato debitorio dell’Irlanda dopo il crollo del PIL nazionale annunciato la vigilia e la situazione preoccupante in cui versa l’Allied Irish Bank.

Le ultime indiscrezioni parlano di possessori di obbligazioni della banca irlandese che potrebbero non riavere tutto il denaro investito. La notizia ha spedito nuovamente a record storici lo spread dei titoli di stato irlandesi nei confronti del bund tedesco e i credit default swap sui titoli quinquennali.

Tornando a Piazza Affari, sul paniere principale prevale il colore in rosso. Qualche freccia verde si intravede all’orizzonte. La migliore del Ftse Mib è MPS, che va controcorrente rispetto alle altre banche in rosso, beneficiando di un giudizio positivo di Credit Suisse.

Frazionali i ribassi per Intesa Sanpaolo -0,21%). Ieri l’istituto bancario ha lanciato un’emissione di strumenti innovativi di capitale di tipo Tier 1 per un miliardo di euro destinata ai mercati internazionali.

Unicredit guadagna invece lo 0,66%. Mentre si cominciano a fare scommesse sui chi siederà ora sulla poltrona dell’amministratore delegato, il presidente dell’Istituto di Piazza Cordusio Dieter Rampl appoggia la decisione dei soci di “imporre” le dimissioni a Profumo, definendo questo divorizio “inevitabile” e promettendo di “fare presto” sul nuovo amministratore.

Debole Mediolanum (-0,16%) dopo lo scivolone di ieri su rumors che la vedevano coinvolta in una possibile fusione tra Mediobanca e Assicurazioni Generali. A questo proposito, il presidente delle Generali, Cesare Geronzi, in una intervista al Corriere della Sera, definisce questa ipotesi “fantascientifica”.

Bulgari continua la scalata (+0,71%) di ieri che gli è valsa lamaglia rosa del principale listino. Sale dello 0,70% anche Pirelli che ha inaugurato ieri in Turchia l’impianto dove il gruppo produrrà i pneumatici destinati a tutti i Team della Formula Uno nel triennio 2011-2013. La società guidata da Tronchetti Provera prevede per il 2010 un aumento del fatturato in Turchia di oltre 500 milioni di euro, mentre l’intero Gruppo stima di chiudere il bilancio annuale con ricavi in crescita del 15%. Comincia inoltre il countdown per la presentazione del Piano Industriale del prossimo 4 novembre.

Sul completo Piaggio viaggia di nuovo in retromarcia (-2%) all’indomani della presentazione di un Piano Strategico definito “prudente” e “conservativo”, cosa che non sembra piaciuta al mercato.