Borse europee e Milano restano in preda al panico

26 Novembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – A metà giornata c’è panico sui mercati europei, che estendono le peridte dell’avvio, attendendo la riapertura dei battenti a Wall Street. I mercati americani, infatti, torneranno in negoziazione dopo la festività di ieri, ma la giornata si preannuncia densa di tensioni in attesa degli esiti del Black Friday, il giorno che da il via agli acquisti natalizi. In effetti, i Futures USA mantengono un calo attorno all’1%, preannunciando una partenza difficile per la borsa di New York. Intanto, i mercati europei scontano le preoccupazioni per la difficile situazione dell’Eurozona, dove resta alto il rischio di contagio, che investe anche il Portogallo e la Spagna. Alcuni media stamattina parlavano di pressioni su Lisbona affinché chiedesse gli aiuti della UE per prevenire una mossa simile da parte della Spagna, ma l’esecutivo portoghese ha smentito queste indiscrezioni. Intanto, gli spread fra i titoli di stato dei paesi periferici ed il più sicuro Bund tedesco continuano ad allargarsi, in ragione del maggior premio per il rischio. Ad acuire le tensioni sui mercati contribuisce anche la Corea, dopo l’escalation di violenza registrato negli ultimi giorni. Intanto, l’euro affonda su nuovi minimi a 1,321 USD (-1%), cedendo il passo al biglietto verde che trae vantaggio dalla sua natura di bene rifugio in situazioni di incertezza. L’oro invece viaggia in ribasso dell’1% a 1360 dollari l’oncia. Fra le borse europee la peggiore è Madrid, che retrocede del 2,6%, a braccetto con Milano che vede l’indice FTSE MIB scivolare dell’1,64% e l’indice FTSE All Share dell’1,57%. Male anche le piazze di Parigi e Londra che perdono l’1,6%, mentre Amsterdam, Francoforte e Bruxelles evidenziano cali inferiori al punto e mezzo percentuale. Tengono meglio Zurigo con un decremento dell’1% e Lisbona dello 0,86%. Le banche restano nell’occhio del ciclone, rimanendo più esposte ai danni di un nuovo collasso finanziario europeo. Particolarmente sacrificati appaiono gli Istituti spagnoli, come BBVA e Santander, ma perdite superiori ai due punti si rilevano anche sulle altre grandi banche europee. A Milano seguono in scia Unicredit, MPS e Mediobanca. Gli assicurativi non fanno meglio, con la triestina Generali alle prese con l’investor day. Minerari in affanno, inclusa Rio Tinto, che ha annunciato un aumento delle spese in conto capitale per finanziare un aumento della produzione mineraria. Frena anche l’auto, con Fiat che ha presentato alle organizzazioni sindacali il piano predisposto per il rilancio produttivo dello Stabilimento di Mirafiori. L’AD Sergio Marchionne ha confermato il piano Suv per lo stabilimento torinese, che prevede una joint venture con Chrysler. Non mancano le note positive. La Technicolor vola grazie ad una promozione di Goldman Sachs a “buy” ed STM per un giudizio di Cheuvreux, che lo ha inserito nella “selected list” alzando il target price a 8,7 da 6 euro. Corre anche la BT Group, dopo aver annunciato la cessione di una quota della joint venture Tech Mahindra. A Milano brillano Finmeccanica e Ansaldo che festeggiano la sigla del MoU con le Ferrovie Russe. L’accordo potrebbe superare gli 1,5 miliardi di euro.