Borse europee annaspano con banche e petroliferi

1 Giugno 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Borse europee in apnea a metà giornata, dopo aver progressivamente ampliato le perdite nel corso della mattinata. Una giornata confusa per i mercati del Vecchio Continente, che tornano prepotentemente al ribasso, minati dal settore finanziario e da quelli legati alle commodities. Un sentiment molto negativo domina la scena sulle principali piazze finanziarie europee, in relazione a rinnovate tensioni geopolitiche ed ai timori di una allargamento della crisi europea. Le problematiche connesse alle due Corree, l’attacco di Israele ad una flotta di aiuti umanitari ed il rapporto della BCE sulla stabilità finanziaria sono solo gli ultimi avvenimenti che minano la fiducia delle borse. E’ proprio l’incertezza che zavorra l’euro e, più in generale le valute a più alto rischio, a favore del biglietto verde e dello yen. L’euro è scivolato stamattina su nuovi minimi quadriennali a 1,2108 USD. In caduta libera anche le commodities, che risentono anche delle deludenti indicazioni sulla crescita dell’attività manifatturiera in Cina. Il petrolio cade a 72 dollari al barile, mentre risale l’oro per la sua natura di bene rifugio. Fra le piazze europee la peggiore è quella di Madrid che perde quasi il 3%. Male anche Londra e Parigi con una discesa di circa due punti, mentre Francoforte perde l’1,6% e Amsterdam l’1,5%. Non fanno meglio Lisbona e Bruxelles con un calo superiore ad un punto, mentre viaggia poco sotto l’1% Zurigo. A livello settoriale si segnala la pessima performance dei petroliferi, che vengono penalizzati da BP dopo i nuovi insuccessi nel Golfo del Messico e per i timori di un boom dei risarcimenti danni. Banche in caduta libera dopo che il rapporto semestrale della BCE ha messo in evidenza la stima di ulteriori svalutazioni per circa 195 mld di euro nel periodo 2010-2011, anche se il rapporto segnala un miglioramento del quadro finanziario ed un calo dei rischi sistemici. Brilla Prudential, dopo che AIG ha rifiutato la sua proposta di sconto sul prezzo d’acquisto della sua divisione asiatica AIA Group. Il rifiuto potrebbe portare ad un fallimento di tutta l’operazione, che viene giudicata piuttosto costosa per la compagnia britannica. Spicca il volo Ryanair dopo aver annunciato un ritorno all’utile e la distribuzione di un dividendo speciale agli azionisti per complessivi 500 milioni di euro.