Borse europee ai massimi di due anni, nuovo profit warning nel settore retail

8 Gennaio 2018, di Daniele Chicca

Le Borse europee si portano sui massimi di oltre due anni, spinte dai rialzi di Wall Street e dall’ottimismo circa la formazione di un nuovo governo in Germania. Per l’azionario mondiale è il miglior avvio di anno nuovo in otto anni, con il Dow Jones che ha superato quota 25 mila soltanto 23 sedute dopo aver oltrepassato la soglia di 24 mila. Il rialzo del 2,1% della scorsa settimana è la migliore partenza per l’indice EuroStoxx 600 dal 2013 e la prova settimanale più positiva a aprile. La crescita economica mondiale coordinata e l’inflazione ancora bassa continuano ad alimentare l’appetito per il rischio nonostante i timori generati dagli ultimi record di Borsa. Tra le materie prime, favoriti dalle condizioni economiche favorevoli per quanto riguarda la domanda, i prezzi del petrolio tentano di rimbalzare dopo la seduta fiacca di venerdì scorso. Sul valutario il dollaro continua a guadagnare terreno.

Sul fronte macro sono usciti i dati sulla fiducia degli investitori e sulle vendite al dettaglio in Eurozona. Questi ultimi sono risultati migliori del previsto (+1,5% contro +1,3% in novembre). Tra le notizie societarie spicca il crollo di quasi un quarto di valore di mercato di Mothercare dopo il profit warning lanciato dal gruppo britannico dii abbigliamento e altri accessori per mamme e bambini. In ambito politico, focus sulla Brexit dopo il rimasto di governo ordinato da Theresa May e sulle trattative per la formazione di un esecutivo di larghe intese nella locomotiva tedesca.

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Daniele Chicca 8 Gennaio 201811:35

L’indice paneuropeo EuroStoxx 600 (+2,1% nella prima settimana dell’anno) scambia in rialzo dello 0,27% portandosi ai massimi in oltre due anni di tempo. I prezzi del petrolio intanto rimbalzano lievemente in mattinata dopo la debolezza di venerdì scorso. Il barile del Brent britannico scambia a 67,68 dollari, in progresso dello 0,09% in questo momento, mentre il future sul WTI americano vale 61,55 dollari, in rialzo dello 0,21%.

A parte le condizioni macroeconomiche restano favorevoli e sostengono la domanda, gli investitori reagiscono al sondaggio settimanale condotto dal gruppo petrolifero Baker Hughes circa lo stato dei pozzi e bacini petroliferi degli Stati Uniti. Il numero dei pozzi in attività è sceso per la seconda settimana consecutiva, di cinque unità a quota 924. La settimana prima era calato di due unità.

European stock markets this morning

Daniele Chicca 8 Gennaio 201811:53

Sul Forex l’euro ripiega. L’indice del dollaro, che misura la prova del biglietto verde rispetto alle principali controparti ponderate per il commercio, si risolleva dai minimi degli ultimi tre mesi e mezzo. La valuta unica scivola al di sotto della soglia di 1,20 dollari, in ribasso di circa 0,3%. “La tendenza più recente dei realizzi sul dollaro si è presa una piccola pausa”, commenta a Reuters Satoshi Okagawa, analista di Sumitomo Mitsui Banking Corporation a Singapore, aggiungendo che il biglietto verde beneficia anche della risalita dei rendimenti sulla curva dei Treasuries.

Daniele Chicca 8 Gennaio 201812:18

L’anno scorso i profitti sono cresciuti in tutto il mondo, mentre le valutazioni azionarie si sono mosse in direzioni diverse. Deutsche Asset Management sottolinea come il 2017 si sia rivelato” un anno eccezionale per gli azionisti. Tutti i principali mercati azionari sono saliti e hanno battuto con un buon margine la maggior parte delle previsioni (compresa la nostra). Diamo uno sguardo ai driver, emergono alcuni spunti interessanti”.

“Gli utili societari sono aumentati in tutto il mondo. Le stime a una sola cifra sulla crescita degli utili si sono dimostrate troppo prudenti. Le società appartenenti a indici diversi negli ultimi 12 mesi hanno visto gli utili crescere del 10% e più. Le valutazioni dei titoli azionari, tuttavia, hanno mostrato nelle diverse aree geografiche un andamento irregolare. I mercati americani hanno iniziato ad attualizzare l’aumento degli utili attivato dalla riforma fiscale, il che si è tradotto in un aumento dei prezzi. Da livelli già elevati, il rapporto prezzo-utili nel corso del 2017 sono ulteriormente aumentati. Per le azioni europee e giapponesi, tuttavia, le valutazioni azionarie sono diminuite, spingendo quindi i dati sulle performance al di sotto dell’aumento degli utili. I rendimenti a due cifre in alcuni mercati europei sono stati raggiunti solo grazie ai dividendi, relativamente alti in Europa. I mercati emergenti hanno tratto vantaggio dagli afflussi di capitale, contribuendo a migliorare le valutazioni, sebbene non come negli USA. Negli Stati Uniti, i mercati azionari hanno già assorbito il beneficio fiscale. Un altro driver importante per le azioni statunitensi è stato il peso piuttosto elevato del settore tecnologico, che potrebbe anche aver raggiunto il proprio picco in termini di performance. Quindi, per il 2018 prevediamo la possibilità di un po’ di recupero in altre aree geografiche”.

Daniele Chicca 8 Gennaio 201812:23

L’anno scorso i profitti sono cresciuti in tutto il mondo, mentre le valutazioni azionarie si sono mosse in direzioni diverse. Deutsche Asset Management sottolinea come il 2017 si sia rivelato” un anno eccezionale per gli azionisti. Tutti i principali mercati azionari sono saliti e hanno battuto con un buon margine la maggior parte delle previsioni (compresa la nostra). Diamo uno sguardo ai driver, emergono alcuni spunti interessanti”.

“Gli utili societari sono aumentati in tutto il mondo. Le stime a una sola cifra sulla crescita degli utili si sono dimostrate troppo prudenti. Le società appartenenti a indici diversi negli ultimi 12 mesi hanno visto gli utili crescere del 10% e più. Le valutazioni dei titoli azionari, tuttavia, hanno mostrato nelle diverse aree geografiche un andamento irregolare. I mercati americani hanno iniziato ad attualizzare l’aumento degli utili attivato dalla riforma fiscale, il che si è tradotto in un aumento dei prezzi. Da livelli già elevati, il rapporto prezzo-utili nel corso del 2017 sono ulteriormente aumentati. Per le azioni europee e giapponesi, tuttavia, le valutazioni azionarie sono diminuite, spingendo quindi i dati sulle performance al di sotto dell’aumento degli utili. I rendimenti a due cifre in alcuni mercati europei sono stati raggiunti solo grazie ai dividendi, relativamente alti in Europa. I mercati emergenti hanno tratto vantaggio dagli afflussi di capitale, contribuendo a migliorare le valutazioni, sebbene non come negli USA. Negli Stati Uniti, i mercati azionari hanno già assorbito il beneficio fiscale. Un altro driver importante per le azioni statunitensi è stato il peso piuttosto elevato del settore tecnologico, che potrebbe anche aver raggiunto il proprio picco in termini di performance. Quindi, per il 2018 prevediamo la possibilità di un po’ di recupero in altre aree geografiche”.

Deutsche AM: i fattori dietro al rally dei mercati nel 2017

Daniele Chicca 8 Gennaio 201814:40

I future sui principali indici della Borsa Usa indicano che l’apertura degli scambi sarà poco variata a Wall Street, con le banche che dovrebbero aprire in calo mentre Caterpillar e Amazon dovrebbero registrare guadagni grazie ai giudizi positivi dei broker.

Il contratto sull’S&P 500 dovrebbe avviare le contrattazioni in prossimità dell’area 2.743, mentre il Nikkei giapponese ha chiuso in progresso dello 0,89%. Il Dax di Francoforte è tra le piazze più positive d’Europa, forte di un guadagno di quasi mezzo punto percentuale.

Daniele Chicca 8 Gennaio 201815:19

A Milano è Leonardo a trainare al rialzo il listino delle blue chip (+1,8%) confermando il rimbalzo in attesa del nuovo piano industriale, previsto a fine mese, e dopo il contratto in Turchia per il consorzio Eurosam. Nonostante la frenata di FCA (-0,1% dopo il +20% circa della prima settimana del 2018), il comparto automobilistico rimane tra le prede preferite degli investitori: Ferrari fa +1,2%, Brembo +1%, CNH Industrial +1% e Pirelli +0,9%.

A livello settoriale fanno bene anche i petroliferi (+1,5% Tenaris, +0,4% Eni) con il greggio che torna a salire verso quota 68 dollari nel Brent (+0,3% a 67,8 il contratto a marzo) e verso i 62 dollari al barile nel Wti (+0,6% a $61,8). Soffrono le utility, ma è Campari la più penalizzata (-1%). Realizzi su Banca Generali (-1%) e su Finecobank (-0,7%) dopo la pubblicazione dei dati sulla raccolta di dicembre.

Daniele Chicca 8 Gennaio 201815:20

A Milano è Leonardo a trainare al rialzo il listino delle blue chip (+1,8%) confermando il rimbalzo in attesa del nuovo piano industriale, previsto a fine mese, e dopo il contratto in Turchia per il consorzio Eurosam. Nonostante la frenata di FCA (-0,1% dopo il +20% circa della prima settimana del 2018), il comparto automobilistico rimane tra le prede preferite degli investitori: Ferrari fa +1,2%, Brembo +1%, CNH Industrial +1% e Pirelli +0,9%.

A livello settoriale fanno bene anche i petroliferi (+1,5% Tenaris, +0,4% Eni) con il greggio che torna a salire verso quota 68 dollari nel Brent (+0,3% a 67,8 il contratto a marzo) e verso i 62 dollari al barile nel Wti (+0,6% a $61,8). Soffrono le utility, ma è Campari la più penalizzata (-1%). Realizzi su Banca Generali (-1%) e su Finecobank (-0,7%) dopo la pubblicazione dei dati sulla raccolta di dicembre.