BORSE: EUROPA IN PROFONDO ROSSO, PESA CROLLO HSBC

2 Marzo 2009, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (Reuters) – Apertura da dimenticare per le borse europee che, nei primi scambi della mattina, viaggiano in profondo rosso sulle tracce di Wall Street e delle borse asiatiche. Ancora una volta sono i finanziari a zavorrare i listini, sulle preoccupazioni per possibili nazionalizzazioni a Wall Street e per il mancato accordo dei dirigenti Ue su un piano di aiuto ai paesi dell’est. Nell’occhio del ciclone ancora le trimestrali, con HSBC che affonda sull’aumento di capitale e sui risultati 2008. Intorno alle 9,55 il FTSEurofirst 300 cede circa il 3%, mentre, tra i singoli listini, l’inglese Ftse 100 arretra del 3,17%, il tedesco Dax del 2,96% e il francese Cac 40 del 2,83%. Tra i titoli in evidenza: * HSBC affonda del 10% sulla riduzione del dividendo, un aumento di capitale da 12,5 miliardi di sterline e utili pretasse 2008 in calo sopra le attese del 18% a 19,9 miliardi di dollari.

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Gli utili hanno visto un calo del 62% a 9,3% miliardi da 24,2 miliardi di dollari rispetto all’anno precedente se si includono 10,6 miliardi di svalutazioni. L’istituto si trascina dietro le altre banche inglesi con ROYAL BANK OF SCOTLAND a -13,3%, BARCLAYS a -5% e LLOYDS a -8,4%. * Sono pesanti le banche svizzere, con UBS e CREDIT SUISSE a -7% e JULIUS BAER a -13%. Il Ceo di Ubs ha affermato che ci vorranno 2-3 anni per ottenere profitti sostenibili. * La catena di supermercati olandese AHOLD sale dell’1,7% sulla scia di utili operativi – esclusi interessi e tasse – nel quarto trimestre sopra le attese a 365 milioni di euro, contro un consensus per 310 milioni. * Il gruppo editoriale inglese PEARSON cede il 3,34% nonostante un aumento del 24% negli utili per azione adjusted 2008 e le attese di risultati uguali o superiori nel 2009. * FORTIS e BNP PARIBAS cedono rispettivamente il 3% e il 6% dopo l’accordo con il governo belga di prorogare fino al 6 marzo le trattative su un possibile smembramento del travagliato istituto. * RIO TINTO perde il 6,7% mentre il governo australiano si prende il tempo di pensare prima di decidere sull’investimento da 19,5 miliardi di dollari della società di stato cinese Chinalco nel gruppo minerario anglo-australiano. * Non basta al maggiore gruppo di intrattenimento europeo VIVENDI la previsione di una crescita dell’Ebita nel 2009, dopo utili netti 2008 in rialzo dell’8,4% in linea con la guidance del gruppo: il titolo perde il 2%. * Il gruppo farmaceutico francese IPSEN passa di mano a -10,5% dopo aver lanciato un warning sulle vendite del primo trimestre del 2009 e aver registrato utili netti 2008 in calo del 2,2% a 147,2 milioni di euro. Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano