BORSE: EUROPA DEBOLE NONOSTANTE IL CALO PETROLIO

11 Aprile 2005, di Redazione Wall Street Italia

Giornata debole in generale per le piazze europee, con le eccezioni di Milano e Stoccolma che chiudono in rialzo frazionale. La giornata-no delle maggiori piazze continentali è stata dettata dai cali delle big petrolifere – che hanno scontato il trend ancora in flessione del greggio – e dalle sofferenze del comparto finanziario e automobilistico.

Sulle banche ha pesato il downgrading sul settore, da ‘attractive’ a ‘neutral’ operato da Goldman, mentre il comparto automobilistico ha scontato il profit-warning sugli utili 2005 comunicato venerdì da Ford. Per il colosso Usa è stata oggi debacle in Borsa, con ribassi al 7%. La giornata-no dei petroliferi ha lasciato il segno sul Dow Jones Stoxx 600 che ha chiuso in calo dello 0,2%.

Le società energetiche e di materie prime hanno un notevole peso specifico nel listino, incidendo per il 14%. Da segnalare i cali di Royal Dutch, che ha lasciato sul terreno lo 0,8%, a 47,26 euro e di BP, maggior produttore petrolifero europeo, che ha perso lo 0,7% a 560,5 pence. Il gruppo sconta anche i guai fiscali sopraggiunti sulla sua joint venture russa Tnk-BP a cui il fisco chiede il pagamento di circa un miliardo di dollari di tasse evase.

Tra i finanziari, si segnala il ribasso di Royal Bank of Scotland, in calo dell’1,8%, a 1,669 pence. Le big dell’auto inciampano tutte al traino di Ford ma non Fiat che ha guadagnato l’1,30% a 5,35 euro sulla piazza di Milano al traino dell’accoglienza positiva riservata all’alleanza tra Barclays e Iveco che ha portato alla nascita della nuova società finanziaria Iveco Finance.

Proprio Fiat, Pirelli e Rcs hanno dettato il tono positivo di Milano: il Mibtel ha chiuso in crescita dello 0,13% a 25.097 punti, segnando il record da inizio anno, lo S&P/Mib dello 0,12% a 32.852 punti e l’indice All Star lo 0,16% a 12.020 punti, al massimo storico della sua breve vita. Nel comparto industriale bene Pirelli (+0,68% a 0,96 euro).

Nel comparto media, ancora occhi puntati su Rcs (+1,18% a 5,05 euro), ancora molto scambiata in Borsa, con quasi 14,4 milioni di titoli passati di mano, pari all’1,8% del capitale, dopo gli ultimi rastrellamenti da parte dell’immobiliarista romano Stefano Ricucci. In rialzo Enel (+0,45% a 7,49 euro), mentre sono iniziate le trattative con Weather Investments per la cessione di Wind.

In calo invece Eni (-0,63% a 20,38 euro) in linea con l’andamento dei titoli petroliferi. Seduta scarsamente intonata per gli istituti di credito, ad eccezione di Mps, che ha segnato un balzo (+2,52% a 2,84), mentre Bnl ha ceduto l’ 1,48%, a 2,51 euro. Quasi invariata Sanpaolo Imi (+0,05% a 12,44 euro). In calo Antonveneta (-0,89% a 25,57 euro), di cui è passato un blocco di 300 mila titoli a 25,75 euro, e la Popolare Lodi (-0,88%), mentre sono rimaste al palo sia Intesa (+0,05%), sia Unicredit (+0,06%); in flessione invece Capitalia (-0,50%).

Telecom Italia ha fatto registrare scambi molto intensi per oltre 329 milioni di azioni (l’1,93% del capitale sociale) a fronte di un lieve rialzo dello 0,24% a 2,95 euro, alla vigilia del Telecom Day, un’intera giornata di incontri dei vertici con gli investitori.

Di seguito l’andamento odierno degli indici dei titoli guidadelle principali borse europee. – Londra -0,21% – Parigi -0,16% – Francoforte -0,10% – Milano +0,12% – Madrid -0,54% – Amsterdam -0,34% – Stoccolma +0,15% – Zurigo -0,03%. (ANSA)