Borse Europa colpite dalla crisi greca e italiana

1 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Listini europei in calo, seguono l’azionario asiatico, dopo le parole del Primo ministro greco, che ha richiesto un referendum sull’accettazione del prossimo pacchetto di aiuti concordato con l’Europa. Si rischia dunque una nuova crisi nella regione e il tentativo di stabilizzare la situazione potrebbe subire ulteriori ritardi.

L’indice FTSEeurofirst 300 cede il 2,7%. Ftse 100 giù del 2,22%, il Dax perde il 3,59% mentre il Cac 40 il 3,19%. Come conseguenza diretta delle parole di Papandreou, la Borsa di Atene al momento lascia sul campo oltre il 6%.

A soffrirne di più è il settore bancario, con l’indice STOXX Europe 600 banking index che al momento cede il 7,12%. Tra i titoli delle principali banche: Societe Generale (-10,9%), Credit Agricole (-10,68%), BNP Paribas (-9,86%) e Commerzbank (-8,64%).

Credit Suisse in calo di oltre l’8% dopo l’annuncio di tagli di oltre 1.500 posti lavoro, con la quale l’istituto conta di risparmiare circa 2 miliardi di franchi. La banca svizzera ha archiviato il trimestre con un utile ante imposte pari a 1.036 milioni di franchi. Utile netto in crescita del 12% a 683 milioni di franchi (562 milioni di euro).

L’indice Euro STOXX 50 volatility index, barometro dell’incertezza sui mercati, è salito del 20%, raggiungendo i massimi da oltre una settimana.

Oltre alla crisi in Europa gli investitori rimangono preoccupati sul rallentamento economico da parte delle più grandi economie. In giornata infatti è stato reso noto il dato sull’attività manifatturiera della Cina ad ottobre, ai minimi da circa 3 anni, con valore appena sopra espansione.

Nel valutario, la moneta unica continua a perdere sempre più terreno contro il biglietto verde e dopo essersi portata sotto quota $1,38 al momento scambia a $1,3727 (-0,93%). Euro giù anche contro lo yen giapponese a JPY 107,17 (-1,03%), mentre guadagna sul franco svizzero a CHF 1,2190 (+0,34%).

Estendono i ribassi le principali commodities, anche a causa della forza acquisita dal dollaro americano. Wti ($91,34, -1,99%), Brent ($107,86, -1,55%), oro ($1.711,00, -0,82%), argento ($33,675, -1,98%), rame ($3,535, -2,97%).

“Il rischio è che un no da parte dei greci deragli ulteriormente gli sforzi di salvataggio. Visto che il voto è atteso per gennaio, credo proprio che possiamo dire addio alle attese per un rally di fine anno”, ha detto un trader a Parigi.