BORSE: E’ PARTITO
IL CICLO POSITIVO?

9 Novembre 2004, di Redazione Wall Street Italia

*Financial Trend Analysis e’ una societa’ che opera nel settore dell’Analisi Tecnica. Nell’ambito di questa metodologia viene privilegiato l’approccio quantitativo che tende a garantire un prodotto dal contenuto oggettivo e di qualità costante. Tutte le analisi contenute sul sito www.ftaonline.com sono frutto di una elaborazione effettuata da FTAOnLine a partire dallo studio delle quotazioni di mercato.

(WSI) – L’indice più rappresentativo di tutti i listini mondiali, il Morgan Stanley Capital International Inc. (MSCI) World in dollari, ma anche il tecnologico Nasdaq o i più conservativi Dow Jones Industrial ed S&P500, già alla vigilia del risultato elettorale negli Usa si erano sbilanciati nettamente in favore di una evoluzione rialzista.

Segnali ne sono la rottura delle linee di tendenza ribassiste che è possibile disegnare dai massimi dell’anno, più o meno inclinate a seconda dei diversi indici ma in ogni caso molto simili in termini di rilevanza grafica, avvenuta nella maggior parte dei casi il 28 ottobre, ed il ritorno dei prezzi al di sopra della media mobile a 200 giorni, avvenuto nel caso del Nasdaq sempre durante le ultime sedute di ottobre, nel caso del Mibtel invece con un netto anticipo, già nel mese di settembre (per il Dow la media funziona ancora da resistenza, passante in area 10250 circa).

Allo stato attuale delle cose sembra quindi che bene abbia fatto chi, già qualche settimana orsono, e precisamente a partire dal 4 ottobre, ha deciso di seguire il segnale positivo inviato dal nostro Mibtel con la rottura dei massimi dell’anno, scommettendo su una fine anno premiante per i listini. Le borse hanno preso la risoluzione di mollare gli ormeggi e di veleggiare verso spiagge d’oro (nel senso letterale del termine) per la parte restante del 2004?

Se si è disposti a riconoscere l’affidabilità dei cicli di mercato la risposta parrebbe essere positiva. Sull’indice MSCI mondiale infatti è possibile individuare un ciclo di lungo termine della ampiezza di 133 settimane, avviatosi l’ultima volta durante l’ottava terminata il 4 ottobre 2002 e destinato quindi a protrarsi fino all’11 aprile del 2005.

Lo stesso ciclo dimostra di aver funzionato ragionevolmente bene anche per individuare gli intorni dove si sono collocati i punti di svolta per l’indice Nasdaq nel corso della sua storia più recente, almeno sin dai minimi del ’92. Anche tenendo conto della imprecisione con la quale è necessario confrontarsi quando i periodi coinvolti nell’analisi sono così ampi, è ragionevole pensare, ora che la pausa che aveva caratterizzato i primi mesi del 2004 sembrano essere giunta al termine, che almeno fino alla fine dell’anno in corso i prezzi delle azioni possano proseguire sulla strada del rialzo, con una discreta possibilità di estendere questo trend anche nel primo scorcio del 2005.

Partendo da queste premesse lo scopo dell’analisi diviene quello di individuare sia i possibili punti di arrivo per il rialzo, magari solo intermedi ma comunque capaci di arrestare temporaneamente l’uptrend, sia quelle soglie al di sotto delle quali l’ipotesi di assistere ad una salita nei prossimi 3/5 mesi perde di credibilità. Per l’individuazione di obiettivi di rialzo relativi ai diversi indici può essere utile scomodare la teoria delle onde di Elliott.

Questo approccio tenta innanzitutto di cogliere le caratteristiche che distinguono una fase impulsiva, che concorre quindi a comporre la tendenza primaria, da una correttiva, che ne ritraccia una porzione più o meno estesa, ed in seconda battuta, studiando i rapporti che legano le diverse componenti di una correzione o di un impulso, tenta di determinare i possibili obiettivi di prezzo. Dall’inizio del ciclo di mercato citato, quindi dall’ottobre del 2002, i principali indici hanno disegnato due movimenti al rialzo, il secondo dei quali, dal marzo 2003 all’inizio del 2004, decisamente più esteso del primo (ottobre-dicembre 2002), e due fasi di ritracciamento, la seconda delle quali potrebbe essere terminata con i recenti minimi di ottobre.

La dinamica dei prezzi dai minimi del 2002 sembra rispettare le caratteristiche di un movimento impulsivo, che la teoria di Elliott vuole sviluppato in 5 onde, tre al rialzo e due correttive. A questa struttura, ipotizzando che la seconda fase correttiva sia terminata, mancherebbe quindi ancora una onda 5 rialzista per completare il ciclo impulsivo in atto dal 2002 e destinato ad esaurirsi intorno ad aprile del 2005.

Per l’indice MSCI World il primo obiettivo suggerito dallo sviluppo delle onde è posto in area 1140, quello successivo a quota 1230. Applicando la stessa metodologia di analisi all’indice Nasdaq si ottengono due target, il primo in area 2150, quindi allineato con i massimi del gennaio 2004, quello successivo a 2400 punti circa. Per il Mibtel invece il primo target sarebbe posto a quota 23800, quello successivo a 26400.

E quali sarebbero i segnali capaci di fare vacillare l’ipotesi generalizzata di rialzo che si ricava dallo studio dei cicli e delle onde di Elliott per l’andamento dei prezzi negli ultimi 2 anni circa? In tutti i casi citati, ad eccezione del Mibtel, una discesa al di sotto dei minimi del mese di agosto riaprirebbe il quadro correttivo (quota 1750 per il Nasdaq e 990 circa per l’MSCI World), lasciando intendere che la seconda fase di ritracciamento della serie di 5 onde iniziata ad ottobre 2002 non è ancora terminata.

Sotto questi supporti il ribasso visto dai massimi del 2004 potrebbe estendere, proponendo una correzione più estesa del rialzo dai minimi del 2003. Per il nostro Mibtel invece un primo segnale negativo verrebbe già in caso di discese al di sotto dei massimi di aprile, supporto a 21400 circa. La violazione di tale soglia lascerebbe spazio ad un test dei minimi di agosto, a 19700 circa.

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