BORSE E FONDI: COSA FARE ALLA RIAPERTURA USA

14 Settembre 2001, di Redazione Wall Street Italia

Dopo l’attacco agli Usa è difficile dare risposte a una lunga serie di interrogativi e di preoccupazioni, ivi incluse quelle sull’investimento dei propri risparmi.

L’eccezionalità di questi tragici eventi rende difficile anche per gli addetti ai lavori fare previsioni di alcun tipo.

Tuttavia i mercati finanziari, tutti tranne quelli della Grande Mela, sono operativi, e la tragedia di questi giorni ha avuto un impatto enorme sulle quotazioni e sui prezzi che si stanno registrando in queste sedute.

La reazione delle borse

Subito dopo l’attacco terroristico al World Trade Center e al Pentagono le Borse europee sono precipitate, in testa a tutte Francoforte, che nel paio di ore che la separavano dalla chiusura ha registrato una perdita dell’indice dell’11%.

Già il giorno successivo alla tragedia, però, i listini hanno ridimensionato le perdite, cominciando a registrare movimenti limitati con indici pressoché invariati in chiusura di seduta.

Gli occhi degli operatori ora sono puntati a lunedì 17, quando, secondo le ultime decisioni, Wall street riavvierà le contrattazioni. Nessuno riesce oggi a immaginare il clima che dominerà la seduta di lunedì a New York, anche se le attese sono per una discesa degli indici.

E’ indubbio che le conseguenze dell’attacco terroristico si faranno sentire pesanti sull’economia statunitense, ma l’esatta portata di questo impatto è ancora tutta da verificare.

L’incertezza sull’evoluzione politica dell’attentato e il rischio di nuovi attentati terroristici probabilmente genereranno un calo di fiducia nei consumatori americani e una riduzione delle attività delle società Usa. Con effetti pesanti per l’intera economia mondiale, che seguirà inevitabilmente le sorti americane.

Una tragedia inattesa

L’incertezza è una parte fisiologica dell’investimento in titoli azionari, e di conseguenza in fondi. Nessuno sa quale sarà la performance di un fondo l’anno prossimo né tanto meno se l’indice di Piazza Affari salirà o scenderà nei prossimi 12 mesi.

Così, quando si parla del futuro, quasi sempre si dice che l’esperienza passata suggerisce che i corsi azionari nel lungo periodo crescono. Spesso, però, piccoli o grandi eventi creano dei momenti di discontinuità in questa crescita e generano cadute nei prezzi. Questo avviene non soltanto perché gli operatori attuano in questi momenti prese di beneficio vendendo le azioni. Ma anche perché, se le notizie positive, come la discesa dei tassi, sono solitamente attese dal mercato, quelle negative spesso accadono senza preavviso.

L’ incertezza consente a chi investe in azioni di poter ottenere un premio per il rischio che corre, vale a dire un rendimento superiore rispetto a un analogo investimento in strumenti privi di rischio, come i Titoli di Stato.

Negli ultimi anni ’90, quando le Borse sembravano prese da una frenetica corsa al rialzo, in diversi sostenevano che la globalizzazione e la New economy avevano reso l’investimento azionario meno rischioso che in passato. E che pertanto era corretto pagare di più per i titoli azionari, che inglobavano un premio sul rischio minore che in passato.

Il collasso dei titoli del settore Tecnologia media e telecom (Tmt) e l’attacco agli Usa mostrano che gli eventi negativi hanno oggi la stessa portata di quella che hanno sempre avuto storicamente. In una parola, che il rischio azionario non è minore che in passato.

I fondi sono un investimento di lungo periodo

I fondi quotano giornalmente, il che rende impossibile una reazione immediata nella loro compravendita per evitare crolli dei mercati come quelli registrati nella giornata dell’11. Questo perché sono uno strumento di investimento di lungo periodo. Chi investe in fondi, in questo momento come non mai, deve concentrarsi più su una corretta diversificazione del portafoglio che non su movimenti improvvisi dei mercati finanziari.

Cosa non fare quando riaprirà Wall Street

In questi giorni, fintanto che non riaprono le borse americane, vendere o comprare un fondo focalizzato su questi mercati è sì possibile ma a quote ancora da definirsi, che verranno cioè calcolate alla riapertura di Wall street.

Questo perché, in Italia come anche in Europa, è stato deciso, d’accordo tra tutte le società di gestione, di non calcolare le quote per questi fondi, nell’impossibilità di avere prezzi correnti delle azioni Usa.

Quando lunedì 17 Wall Street riaprirà, è importante che i risparmiatori, come hanno fatto anche gli stessi operatori in questi giorni, non prendano decisioni d’investimento improvvise e non ponderate.

La cosa peggiore che si può fare è vendere ai minimi. Anche se oggi è impossibile dire che lunedì rappresenterà la giornata di minimo di mercati già in preda all’Orso da mesi, sarebbe sbagliato dare il via a decisioni di disinvestimento sull’onda della tragedia dell’11 settembre.

Il consiglio è di mantenere la coerenza rispetto alle decisioni di investimento già prese e di non perdere di vista i propri obiettivi.

*Germana Martano è caporedattore di Morningstar.it.