Borse dei paesi emergenti ai massimi di 26 mesi

27 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Anche oggi sta proseguendo la corsa dei listini delle borse dei paesi in via di sviluppo, con gli indici che si sono spinti sui livelli piu’ alti da luglio 2008. A monte della forte domanda le operazioni di acquisizione e fusione e i segnali giunti nell’ultimo periodo di un’economia mondiale in ripresa.

Lo riporta Bloomberg, sottolineando che la fiducia degli investitori nel settore e’ alta, come dimostrano i rialzi odierni dell’indice MSCI Emerging Markets, che intorno alle 13 italiane guadagnava lo 0.7% attestandosi a quota 1060.20. Il balzo ha consentito di estendere il rally dell’8.6% messo a segno nelle ultime quattro settimane.

Analizzando la situazione delle singole borse, l’indice composito di Shanghai ha guadagnato l’1.4% e lo yuan ha raggiunto i massimi dal 1993. Non sono da meno i mercati azionari di Filippine, Indonesia e Turchia: hanno tutti toccato nuovi record.

L’indice All Shares sudafricano FTSE/JSE Africa ha fatto un balzo dell’1%, favorito dai rialzi di Massmart Holdings sulla scia di un’offerta di buyout lanciata da Wal-Mart, la maggiore catena di negozi al dettaglio al mondo per fatturato.

Nel frattempo la borsa thailandese si e’ issata sui livelli piu’ alti da novembre 1996 e il baht si e’ rafforzato ancora, salendo ai massimi di 13 anni. Il governo ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita economica per la terza volta in sei mesi.

Da un report del 24 settembre e’ emerso che la crescente domanda per i macchinari prodotti in America, cui si sono uniti i piani del governo giapponese di incrementare gli sforzi per finanziare le misure di rilancio dell’economia nazionale, hanno alleviato i timori di un rallentamento della domanda.