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Borse asiatiche in calo. Male anche l’euro. Pesa l’arresto di Strauss-Kahn

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La Borsa di Tokyo chiude in ribasso dello 0,94%, alla riapertura degli scambi dopo l’arresto del direttore generale dell’Fmi, Dominique Strauss-Kahn, e in scia al nuovo scivolone della Tepco (-7%) per gli ultimi sviluppi negativi nella centrale nucleare di Fukushima, dove e’ stata confermata la fusione del combustibile nel reattore n.1. L’indice Nikkei si porta a 9.558,30 punti, 90,47 in meno della chiusura di venerdi’.

L’azionario asiatico inizia la settimana in ribasso, con l’indice MSCI Asia Pacific che registra il calo di tre giorni più consistente da marzo, perdendo l’1,2% alle 5:21 italiane, secondo quanto riporta Bloomberg.

L’Europa è ancora influenzata dai timori su una possibile ristrutturazione del debito da parte della Grecia e l’euro perde sul dollaro, al momento sui $1,408. Intanto, il greggio continua a perdere e viaggia sui $98 al barile.

Sull’azionario asiatico influisce il downgrade da parte di Goldman sulle azioni giapponesi e sudcoreane. Goldman cita una ripresa economica globale più lenta e dunque minore domanda per gli esportatori di questi paesi. I dati in settimana dagli Stati Uniti sulla vendita di case dovrebbero confermare la situazione ribassista.

In Europa focus ancora sulla Grecia, che in giornata dovrebbe chiedere un prolungamento della scadenza prevista per il prestito da €110 miliardi già ricevuto dall’Ue e dal Fondo Monetario Internazionale. “Sicuramente è una situazione rischiosa”, ha detto a Bloomberg Sean Callow, senior currency strategist per Westpac Banking. “Dal meeting che inizierà in serata può succedere di tutto”.