Borse Asia virano in rosso. Deludono dati Cina

20 Settembre 2012, di Redazione Wall Street Italia

Bangkok – Listini asiatici in calo. Svanisce l’effetto positivo dopo l’ultimo intervento monetario accomodante a sorpresa da parte della Bank of Japan. Euro a $1,2980.

Nella giornata di ieri la banca centrale del Giappone, lasciando i tassi fermi allo 0-0,1%, ha deciso di portare da 70.000 a 80.000 miliardi di yen (da circa 700 a 800 miliardi di euro) i fondi per l’acquisto di asset.

Tornano in primo piano i rischi e i timori legati al periodo prolungato di rallentamento della crescita economica globale. E in giornata arrivano due conferme importanti.

L’indice preliminare stilato dagli analisti di HSBC, sull’attività manifatturiera in Cina, in leggero rialzo nel mese di settembre, a 47,8 rispetto a 47,6 di agosto. Un valore comunque ben inferiore ai 50, livello che demarca una fase di contrazione da espansione.

Mancano dunque i segnali di ripresa da parte della seconda più grande economia al mondo. Il dato indica infatti che la fase negativa potrebbe essere stata arrestata, ancora poco rispetto a una necessità di inversione di tendenza, verso un miglioramento.

Male anche i numeri in arrivo dal Giappone. Esportazioni in calo -5,8% nel mese di agosto, in ribasso per il terzo mese di fila, stando ai dati pubblicati dal ministero delle Finanze. Importazioni -5,4%, con un deficit nella bilancia commerciale sui $9,6 miliardi.

Oggi verrà pubblicato anche l’indice Markit sui servizi e manifattura Eurozona. Le attese sono per 46,6 nel mese di settembre, rispetto a 46,3 di agosto.

Euro in calo, prima dell’asta spagnola di titoli a 3 e 10 anni.

Rendimenti dei Treasury in calo. Gli investitori cercano ancora rifugio sui titoli Usa.

L’indice Nikkei della Borsa di Tokyo termina la giornata in calo, con -145,23 punti (-1,57%) a 9.086,98 punti.

Asia: indice Dow Jones Asian Titans in calo (-1,32%). Nikkei (-1,57%), Seul (-0,87%), Sydney (-0,34%), Hong Kong (-0,71%), Shanghai (-1,41%), Singapore (-0,43%).

Commodities: Wti ($91,07, -0,99%), Brent ($107,97, -0,20%), oro ($1.763,20, -0,34%), argento ($34,41, -0,51%), rame ($3,7575, -1,48%).

Valutario: Euro contro il dollaro a $1,2980 (-0,51%), contro lo yen giapponese a ¥101,49 (-0,73%), contro il franco svizzero a CHF 1,2085 (-0,12%), contro la sterlina a GBP 0,8019 (-0,27%). Dollaro/yen a ¥78,17 (-0,24%).

Futures sull’indice S&P500 in calo -4,75 punti (-0,33%) a 1.448,50. Rendimenti dei Treasury a 10 anni all’1,746%, in calo di 2 punti base.

“Siamo preoccupati circa le prospettive di crescita di breve periodo per l’attività economica a livello globale”, ha detto a Bloomberg Peter Elston, capo della strategia di investimento di Aberdeen Asset Management a Singapore. “C’è la possibilità di una nuova fase di debolezza. Siamo cauti”.