Borse Asia: in rosso sui timori di un rallentamento cinese

21 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

Bangkok – Listini asiatici in calo, sui timori di un rallentamento economico in Cina e di una minore domanda di materie prime. Il miglioramento della situazione in Europa e la bontà dei dati economici dagli Stati Unti aiutano solo in parte a contenere i sell. Euro a $1,3270.

A contribuire a maggiore incertezza sulle prospettive di crescita della Cina, l’ultima nota del gigante minerario BHP Billiton, secondo cui la domanda di ferro dal Dragone “sta diminuendo”. Sotto pressione dunque i titoli delle varie società nel settore, tra cui la stessa BHP e l’altro grande Rio Tinto.

In leggero apprezzamento comunque le commodity-currencies, quali il dollaro australiano, dopo essere state duramente colpite nella giornata di ieri dal rallentamento atteso dalla Cina.

In calo i produttori d’auto dopo che un funzionario della China Association of Automobile Manufacturers ha dichiarato che probabilmente la vendita di veicoli non riuscirà a raggiungere il target atteso del +8%.

Il Nikkei di Tokyo, chiuso ieri per le festività, in giornata cede -55,50 punti (-0,55%) a 10.086,49, si riavvicina pericolosamente all’importante soglia di 10.000 punti. Intanto, a causa dei recenti cali, l’Asx200 dell’Australia si allontana da quota 4.300 punti.

Asia: indice Dow Jones Asian Titans in calo (-0,95%). Nikkei (-0,55% in chiusura), Seul (-0,73%), Sydney (-0,48%), Hong Kong (-0,39%), Shanghai (-0,19%), Singapore (+0,30%).

Commodities: Wti ($106,47, +0,38%), Brent ($124,49, +0,30%), oro ($1.649,40, +0,15%), argento ($32,005, +0,69%), rame ($3,8485, +0,47%).

Valutario: Euro contro il dollaro a $1,3270 (+0,36%), contro lo yen giapponese a ¥111,09 (+0,39%), contro il franco svizzero a CHF 1,2061 (+0,06%), contro la sterlina a GBP 0,8355 (+0,23%). Dollaro/yen a ¥83,71 (+0,01%).

Futures sull’indice S&P500 in rialzo di 1,75 punti (+0,13%) a 1.401,75. Rendimenti dei Treasury a 10 anni al 2,361%.

“Le persone cominciano a pensare che in fin dei conti la situazione non è così ottimale come si pensava”, ha detto a Bloomberg Lee King Fuei, a Singapore per Schroders Plc. “Ci sono problemi strutturali che devono essere risolti in Europa e negli Stati Uniti. C’è il rischio di un rallentamento della crescita in Cina”.