Borse Asia in rialzo

21 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Bangkok – Listini asiatici in rialzo. Attesa sulla conclusione del due giorni di meeting Fed, iniziato ieri, da dove potrebbe giungere un nuovo piano per stimolare la ripresa della più grande economia al mondo. Gli analisti invitano alla calma, perché il mercato potrebbe reagire in caso non dovessero essere soddisfatte le aspettative. Nel mentre il focus rimane sull’Europa e sul problema debiti sovrani. In un certo modo gli investitori sono stati rassicurati dalle ultime parole giunte da Atene, con il governo che ha promesso ulteriori tagli nel settore pubblico per poter ricevere la nuova tranche di aiuti ed evitare il default. Eurodollaro a $1,3700.

L’Asia interrompe dunque la scia di ribassi iniziata lunedì, mentre avanza il rame dopo i segnali che la Cina sta tenendo duro al rallentamento economico mondiale. Secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale l’economia cinese dovrebbe crescere del 9,5% nel 2011, con la forza dello yuan (la valuta cinese) che dovrebbe contribuire a ridurre la pressione inflazionistica e a stabilizzare l’economia.

Secondo le aspettative degli operatori la Fed dovrebbe annunciare un programma che prevede la vendita dei Treasuries di breve durata in portafoglio per acquistarne altri di lunga durata, abbassando così i tassi di lungo (già prossimi ai minimi storici) per stimolare la ripresa. La mossa è conosciuta come “Operation Twist”.

Diversi analisti credono che i cali registrati dagli indici asiatici dopo gli ultimi sell rappresentino delle buone opportunità d’acquisto, ma gli investitori sono ancora riluttanti ad entrare con forza sull’azionario. Al momento l’oro sembra continuare a svolgere al meglio il suo compito di asset rifugio.

Asia: indice Dow Jones Asian Titans della regione in leggero rialzo, dello 0,29%. Nikkei (+0,23% in chiusura), Seul (+0,98%), Sydney (+0,65%), Hong Kong (-0,52%), Shanghai (+2,59%), Singapore (+0,28%).

Tra le commodities, giù gli energetici, su oro e rame: Wti ($86,64, -0,32%), Brent ($110,48, -0,05%), oro ($1.812,3, +0,18%), argento ($40,125, -0,03%), rame ($3,7735, +1,29%).

Nel valutario euro in ripresa contro i principali rapporti di cambio, stabile sulla valuta nipponica. Eurodollaro a $1,3700 (+0,01%), moneta unica sullo yen a ¥104,57 (-0,16%), sul franco svizzero a CHF 1,2243 (+0,7%), sulla sterlina inglese a GBP 0,8712 (+0,13%). Dollaro/yen a ¥76,31 (-0,18%).

In rialzo i futures sull’indice S&P500, di 4,25 punti (+0,36%) a 1.200,25 punti. Su di 2pb i rendimenti dei Treasury a 10 anni, all’1,956%.

“Gli operatori nel mercato si attendono un qualche piano di stimolo da Bernanke (chairman della Fed), dunque, in caso questo non dovesse arrivare, le reazioni non saranno buone”, ha detto al Wall Street Journal Chris Macdonald, a capo della sezione investimenti per RBS Morgans a Sydney.

“Le azioni hanno più che scontato il rallentamento dell’economia globale”, ha detto a Bloomberg Mark Burgess, chief investment officer per Threadneedle Investments. “Credo che un default della Grecia sia certo, ma nel quadro complessivo, Grecia non è così rilevante. Il vero problema è se riusciranno a contenere l’impatto”.