Borse Asia in calo su timori crescita Cina e Stati Uniti

29 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

Bangkok – Listini asiatici in ribasso, con gli investitori che limitano l’esposizione al rischio sui timori di un rallentamento della crescita economica globale, dopo i segnali poco incoraggianti giunti dalle due più grandi economie: Stati Uniti e Cina. Euro a $1,3317.

L’ultima delusione arriva dagli Usa, con gli ordinativi dei beni durevoli che registra un più modesto +2,2%, rispetto al +2,8% atteso. Escluso il settore dei trasporti, gli ordini sono cresciuti dell’1,6%, più del +1% atteso dal consensus: ma la delusione dei mercati rimane.

In giornata potrebbero tuttavia giungere notizie di conforto dall’Europa, con la Germania che dovrebbe confermare un tasso di disoccupazione ai minimi da oltre due anni nel mese di marzo.

Apprezzamento dello yen giapponese sulle voci che le società nipponiche procedano al rimpatrio degli utili dall’estero prima della chiusura dell’anno fiscale, il 31 marzo. Debolezza per il dollaro australiano dopo che il ministro del Tesoro Wayne Swan ha parlato della necessità di procedere verso nuovi tagli per riuscire a raggiungere il target di surplus di bilancio.

Il peggiore listino della regione Asia, tra i principali, è il Taiex di Taiwan, cede oltre -2%, con il ministero delle Finanze che studia una tassa sui capital gain.

Le società nell’indice Hang Seng China Enterprises Index non sono riuscite a raggiungere le stime degli analisti sugli utili annui, in media dell’1,4%. L’indicatore che segna l’andamento dei titoli cinesi a Hong Kong ha visto un calo per ben 11 degli ultimi 12 giorni.

Indice Nikkei di Tokyo pronto a chiudere il migliore primo trimestre dell’anno da ormai 14 anni. Ma gli ultimi giorni in calo segnano una ritirata da valori non toccati ormai da parecchio tempo. Nota positiva il fatto che il listino continua a rimanere al di sopra dell’importante soglia dei 10.000 punti.

Asia: indice Dow Jones Asian Titans in ribasso (-0,95%). Nikkei (-0,67%), Seul (-0,85%), Sydney (-0,13%), Hong Kong (-1,49%), Shanghai (-1,21%), Singapore (-0,30%).

Commodities: Wti ($105,14, -0,26%), Brent ($124,11, -0,04%), oro ($1.656,20, -0,10%), argento ($31,905, +0,23%), rame ($3,7825, -0,26%).

Valutario: Euro contro il dollaro a $1,3335 (+0,15%), contro lo yen giapponese a ¥110,09 (-0,22%), contro il franco svizzero a CHF 1,2052 (+0,02%), contro la sterlina a GBP 0,8375 (-0,07%). Dollaro/yen a ¥82,58 (-0,36%).

Futures sull’indice S&P500 in calo di 1,25 punti (-0,09%) a 1.399,00. Rendimenti dei Treasury a 10 anni al 2,196%.

“Con tutte le buone notizie ormai già incluse nei prezzi dei titoli, ci troviamo in un periodo più difficile e i mercati diventano più vulnerabili”, ha detto a Bloomberg Shane Oliver, capo strategia di investimento a Sydney per AMP Capital Investors. “Iniziamo a vedere dati più deboli delle attese”.