Borse Asia in calo: Europa lontana da soluzione alla crisi

16 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Bangkok – Listini asiatici in calo, dopo il forte entusiasmo mostrato nella giornata di ieri. Ottimismo spazzato via da maggiore incertezza su una possibile soluzione alla crisi greca. Il default sembra ormai sempre più probabile e l’Europa sempre più lontana da una soluzione risolutiva della crisi. Euro a $1,3014.

Timori sugli sviluppi dopo che la decisione sul secondo pacchetto di aiuti da €130 miliardi, prevista per ieri, è stata rimanda al 20 febbraio.

Il Primo ministro del Lussemburgo, Jean-Claude Juncker, ha comunque confermato di essere fiducioso che per tale data verrà raggiunto un accordo. In precedenza, Finlandia e Olanda avevano richiesto di rimandare la decisione a dopo le elezioni di aprile, quando un governo formalmente eletto avrebbe preso il posto dell’attuale amministrazione tecnica.

Non arriva a sostegno la nuova nota di Moody’s. Avverte che potrebbe procedere al downgrade di 17 banche e 114 istituzioni finanziarie. Tra le cause i crescenti costi di finanziamento come conseguenza della crisi del debito in Europa.

Il rating di UBS, Credit Suisse e Morgan Stanley potrebbe essere rivisto al ribasso di 3 punti, mentre quello di Goldman Sachs, Deutsche Bank, JPMorgan Chase & Co. e Citigroup di due gradini.

Cali moderati per il Nikkei della Borsa di Tokyo, grazie alla recente mossa della Banca centrale del Giappone di incrementare il programma di acquisti di asset di 10 trilioni di yen. La decisione aveva portato in forte ribasso la divisa nipponica contro le principali valute, andando dunque a vantaggio degli esportatori, più competitivi nei mercati internazionali.

L’indice giapponese rimane comunque ben al di sopra della media mobile a 200 giorni, intorno a 9,048.

Giù anche il Kospi di Seul, dopo che sono state confermate contrazioni delle vendite da parte delle tre più grandi catene di centri commerciali del paese. Indicatore della debolezza dei consumi.

Asia: indice Dow Jones Asian Titans in calo (-1,06%). Nikkei (-0,24% in chiusura), Seul (-1,38%), Sydney (-1,68%), Hong Kong (-0,73%), Shanghai (-0,74%), Singapore (-0,67%).

Commodities: Wti ($101,49, -0,30%), Brent ($118,78, -0,13%), oro ($1.721,80, -0,36%), argento ($33,24, -0,50%), rame ($3,746, -1,46%).

Valutario: Euro contro il dollaro a $1,3022 (-0,34%), contro lo yen giapponese a ¥102,14 (-0,30%), contro il franco svizzero a CHF 1,2067 (+0,01%), contro la sterlina a GBP 0,8310 (-0,19%). Dollaro/yen a ¥78,39 (-0,04%).

Futures sull’indice S&P500 in calo di 7 punti (-0,52%) a 1.335,25. Rendimenti dei Treasury a 10 anni all’1,907%.

“In assenza di nuove spinte, il recente rally dell’azionario sembra aver raggiunto una fase di stallo”, ha detto a Bloomberg John Woods, capo strategista Asia per Citigroup. “È probabile che ci sarà una modesta correzione di breve periodo. La possibilità di eventi negativi non sta diminuendo, sta aumentando”.